Recuperare energia dai rifiuti

Se guardi il cestino dei rifiuti vedi avanzi di cibo, il cartone della pizza, l’incarto delle patatine e altro, magari un piatto rotto e una bamboletta spray, insieme a quell’oggetto che non ti serve più. Abbiamo visto tutto quello che si può fare con i rifiuti per ridurli, prevenirli e recuperarli, ma che fare del resto? La piramide gerarchica offre un’ultima opportunità preferibile alla discarica: il recupero energetico, ovvero la trasformazione del rifiuto in modo da ottenerne un combustibile per ricavare energia. Nelle sezioni precedenti ci siamo concentrati sulle tecnologie che ci aiutano a gestire i rifiuti e sulle loro potenzialità come fonti di “nuova” materia da riutilizzare per evitare di consumare troppe risorse. Ma avresti mai pensato che dalle bucce di banana si potesse ottenere qualcosa di simile al gas che la mamma usa per cucinare? Oppure che con piatti di plastica usati o con il cartone della pizza (che non è possibile riciclare) si potessero realizzare delle balle da bruciare per produrre energia? Esistono città in cui i rifiuti riscaldano metà degli edifici presenti, come avviene a Oslo. Incredibile? Possibile invece, grazie all’approccio waste-to-energy che sfrutta il potenziale energetico dei rifiuti che non sono riutilizzabili e riciclabili.

Approfondimenti:
CEWEP, Confederation of European Waste-to-Energy Plants
WtERT, Waste-to-Energy Research and Technology Council

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