La ciguatera

L’intossicazione da Ciguatera è provocata da pesci che si nutrono di piante o piccoli pesci, che, a loro volta, hanno accumulato una tossina (la ciguatossina) da dinoflagellati come il Gambierdiscus toxicus. Più grande è il pesce, maggiore la quantità di tossina accumulata. I sintomi, che solitamente iniziano da 15 a 30 minuti dopo aver mangiato il pesce contaminato, includono dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, intorpidimento della lingua e della faringe, dolore ai denti, difficoltà a camminare ed altri ancora. Una peculiarità della Ciguatera è l’inversione della percezione di temperatura: una birra fredda scotta, una doccia calda fa venire i brividi di freddo. Inoltre, bere acqua naturale può dare la sensazione di bere acqua gassata o un senso di scossa elettrica in bocca. Le vittime possono presentare condizioni assai gravi, fino allo shock, già dopo pochi muniti dall’intossicazione. La Ciguatera è piuttosto comune nei Caraibi e nelle aree tropicali dell’Oceano Indo-Pacifico, e raramente mortale. Si stima che nel mondo ci siano circa 50.000 casi all’anno. La Ciguatera non può essere prevenuta con analisi del pesce o sul paziente, e non esiste un trattamento standard. Sfortunatamente, molti dei sintomi più fastidiosi, anche se non pericolosi, possono persistere anche per settimane e mesi. Il trattamento è essenzialmente sintomatico e non esiste alcun antidoto conosciuto.

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