Protisti autotrofi

I protisti autotrofi sono acquatici e comprendono quasi tutte le alghe unicellulari. Costituiscono complessivamente la biomassa prevalente del fitoplancton, responsabile di quasi il 70% di tutta l’attività fotosintetica della Terra.

  • Crisofite o alghe d’oro: si trovano sia in mare sia in acque dolci; le più comuni sono le diatomee, che possiedono un caratteristico guscio fatto di silice (SiO2), formato da due parti incastrate tra di loro come una scatola e il suo coperchio. Il guscio possiede molti piccoli forellini attraverso cui si effettuano gli scambi tra la cellula e l’ambiente esterno. Le diatomee si trovano generalmente vicino ai fondali marini.
  • Dinoflagellati: sono generalmente marini e possiedono anch’essi un guscio, costituito però da tante piastre di cellulosa. Hanno due flagelli (simili ad un ciglio ma più lungo) che consentono solo piccoli spostamenti. Sono tra i più importanti costituenti del fitoplancton marino.
  • Euglenidi: abitano stagni e laghi.

Questi organismi hanno i cloroplasti (organelli cellulari che contengono la clorofilla, il pigmento che consente di compiere la fotosintesi) e sono quindi in grado di effettuare la fotosintesi; tuttavia in assenza di luce diventano eterotrofi, iniziano cioè a nutrirsi di sostanze organiche presenti nell’ambiente circostante. La loro cellula possiede due flagelli e una macchia oculare, cioè una concentrazione di pigmenti sensibili alla luce che consentono ai protisti di spostarsi verso la luce.

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