L’agricoltura integrata

L’agricoltura integrata si propone di garantire un minor impatto ambientale, di tutelare la biodiversità e di ridurre i rischi per la salute dei lavoratori agricoli e dei consumatori, riducendo al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi (come pesticidi e fertilizzanti) e prediligendo, al loro posto, prodotti naturali.
Si utilizza il sistema della lotta integrata, che prevede l’utilizzo di strumenti molteplici e combinati sapientemente fra di loro per combattere gli attacchi parassitari: metodi che valorizzano le risorse naturali oltre che i meccanismi di regolazione degli ecosistemi e metodi chimici sono accuratamente equilibrati. Il risultato è una riduzione (rispetto al massimo ammesso per legge) del residuo di fitofarmaci sul prodotto che mangiamo, assicurando un maggiore rispetto ambientale e riducendo le fonti attuali di inquinamento agricolo dell’ambiente. Inoltre, questo sistema cerca di utilizzare l’acqua in modo razionale, previene i fenomeni erosivi e garantisce la fertilità del suolo, praticando l’avvicendamento colturale oltre che la pratica del “sovescio”, che consiste nell’interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno.

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