La sostanza organica si trasforma

I sedimenti che via via si depongono seppelliscono quelli sottostanti, che vengono coperti da spessori sempre crescenti di materiale che si va accumulando nel tempo. Spinti sempre più in profondità nella crosta terrestre, i sedimenti piano piano perdono l’acqua che contengono in origine, divengono sempre più densi e compatti e vengono sottoposti a temperature e pressioni crescenti. Si definisce “finestra ad olio” l’insieme delle condizioni particolari di pressione e temperatura necessarie per la trasformazione della sostanza organica in idrocarburi. Perchè si origini un’importante provincia petrolifera è anche necessario che la roccia madre raggiunga le condizioni della “finestra ad olio”.
La trasformazione può avvenire a temperature basse, ma con tempi lunghi (come accade nelle rocce più antiche), oppure in tempi brevi, ma con temperature più elevate (come accade nelle rocce più giovani): l’età della roccia madre non è un fattore determinante nella produzione degli idrocarburi, mentre lo è la temperatura raggiunta dalla roccia. Le modalità e i tempi con cui viene raggiunta la finestra ad olio possono essere decisivi per determinare, insieme alle caratteristiche iniziali della sostanza organica, una maggior produzione di gas piuttosto che di olio. I ricercatori eseguono una serie di analisi sulle possibili rocce madri per stabilire se queste abbiano raggiunto o meno le condizioni necessarie alla trasformazione controllando alcuni “indici” particolari: il potere riflettente delle vitrinite (una sostanza organica che diviene sempre più riflettente quanto più è alta la temperatura a cui è stata sottoposta), e il colore delle spore e dei pollini (più scuri con l’aumentare della temperatura).

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