Fossili e paleontologia

Non passa giorno, per così dire, che le ricerche paleontologiche attive in tutto il mondo non ci presentino qualche nuova scoperta: a volte una nuova specie, a volte organismi del tutto sconosciuti, che non hanno rappresentanti tra la fauna e la flora moderni, qualche volta così “strani” da faticare a comprenderne l’anatomia e il modo di vivere, a volte mostrandoci piccoli “scorci” di vita quotidiana rimasti per sempre intrappolati negli strati geologici.
Il quadro generale dell’evoluzione della vita sulla Terra è ora abbastanza chiaro, almeno a grandi linee, ma ogni nuova scoperta costituisce un piccolo tassello che contribuisce a rendere questo quadro sempre più completo e ricco di dettagli. A volte, però, un piccolo dettaglio, conservato per caso nei sedimenti, e altrettanto per caso venuto alla luce e riconosciuto, porta un contributo fondamentale, a volte generando anche qualche “rivoluzione” nel modo di pensare e di interpretare la lunga storia della vita sul nostro pianeta.
E’ il caso, per esempio, di un ritrovamento nello Utah, che mostra come un feroce predatore, Falcarius, un dinosauro coperto di penne, simile al Velociraptor, si sia evoluto successivamente in un dinosauro erbivoro, circa 125 milioni di anni fa, in una sorta di “controevoluzione”.

 

Argomenti speciali

Dalla Mediateca

Curiosità