Un po’ di storia: il nucleare

E’ difficile trovare una scoperta scientifica che abbia avuto un impatto più grande sulla popolazione e sulla politica mondiale di quello dell’energia nucleare. L’umanità ha preso coscienza di questa nuova forma di energia il 6 agosto 1945 quando si diffuse nel mondo la drammatica notizia dell’esplosione di una bomba nucleare sulla città giapponese di Hiroshima (80.000 morti immediati).
Nel corso del XX secolo, poi, sono state compiute le ricerche fondamentali che hanno portato alla fissione dell’atomo. Innanzi tutto, quelle dei coniugi Curie che, nel 1934, hanno rilevato il primo caso di radioattività artificiale.
In realtà le scoperte scientifiche che portarono alla possibilità di utilizzare l’energia nel nucleo atomico risalgono al 1895 con la scoperta della radioattività naturale in alcuni elementi da parte di Henry Bequerel. Nel 1932 fu l’anno in cui J. Chadwick ottenne la conferma sperimentale dell’esistenza del neutrone, di fondamentale importanza per indurre il processo di fissione con successiva liberazione di energia che venne intuito solo nel 1938 da Lise Meitner, leggendo assieme al nipote Otto Frish una comunicazione inviatale da Otto Hahn. Queste scoperte permisero a Fermi di avviare, alle 15.50 del 2 dicembre 1942 il primo “reattore nucleare”, con una potenza di circa mezzo watt e dimostrare che la reazione di fissione era attuabile e controllabile. Nel novembre del 1943, a meno di un anno dalla prima macchina di Fermi, entrò in funzione a Clinton, nello stato del Tennessee, il primo reattore al mondo, con una potenza di 3.5 megawatt termici; nel settembre de 1944 fu la volta del reattore di Hanford, nello stato di Washington, di potenza pari a 250 megawatt termici. Tra il 1940 e il 1945 venne compiuto negli Stati Uniti un balzo senza precedenti. Anche se l’obbiettivo fu la costruzione della bomba atomica, questo immenso sforzo scientifico, tecnologico e industriale ebbe grandi ricadute sulle applicazioni pacifiche dell’energia nucleare. Dopo il conflitto mondiale, nel 1954, in Unione Sovietica, entrò in funzione la prima centrale elettronucleare, anche se di modesta potenza (5 megawatt elettrici).
La prima centrale nucleare finalizzata alla produzione di energia elettrica da immettere sul mercato risale, invece, al 1956 ed è stata realizzata presso Calder Hill, in Inghilterra.
Per quasi tutta la seconda metà del secolo scorso, la produzione di energia elettrica da combustibile nucleare è cresciuta, fino a coprire oltre l’11% della produzione di energia elettrica mondiale. I dati aggiornati a ottobre 2014 indicano che nel mondo vi sono 436 centrali nucleari attive e 70 in costruzione. In termini di contributo in percentuale dell’energia nucleare alla produzione di energia elettrica domestica vi è in testa la Francia (76,1%), Ucraina (45,4%), Corea (28,3%) e Regno Unito (19,5%).
La nascita dell’ energia nucleare come fonte concreta di energia si può far risalire verso la metà degli anni sessanta, quando se ne dimostrò la competitività economica. Lo sviluppo fu inizialmente assai accelerato ma successivamente ebbe un rallentamento legato a forti contestazioni sugli aspetti di sicurezza che determinarono crescenti difficoltà di ordine finanziario a causa dei ritardi nel concedere le autorizzazioni per il funzionamento degli impianti da parte degli organi nazionali per la sicurezza. In alcuni casi, gli stessi organi, imposero delle sostanziali modifiche agli impianti in servizio o addirittura delle chiusure definitive. L’incidente di Three Mile Island (1979), Chernobyl (1986)  e l’incidente nella centrale di Fukushima in Giappone (marzo 2011) hanno rinfocolato le polemiche nei confronti dell’opzione nucleare. Quest’ultimo incidente è stato di gran lunga più grave e per questo ha avuto un notevole impatto sull’opinione pubblica. In Italia, a seguito di un nuovo referendum popolare (dopo quello del 1987, a seguito dell’incidente di Chernobyl, le centrali nucleari presenti sul territorio italiano erano state chiuse), nel giugno del 2011, l’impiego dell’energia nucleare per la produzione di energia elettrica è stato nuovamente abbandonato.

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