La scala INES

La scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale – scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici) è stata sviluppata a partire dal 1989 dall’AIEA, l’agenzia internazionale per l’energia atomica, con lo scopo di classificare incidenti nucleari e radiologici e rendere immediatamente percepibile al pubblico la gravità di tali incidenti. La scala INES comprende 7 livelli più un livello 0 al di sotto della scala ed è divisa in due parti: gli incidenti (dal 7º al 4º livello), ossia tutti gli eventi che producono danni significativi alle persone, all’ambiente o alle cose, e i guasti (dal 3º al 1º), ossia gli eventi che producono danni ritenuti di poco conto alle persone, all’ambiente o alle cose. Il livello 0 è catalogato come una deviazione. È una scala logaritmica ed il passaggio da un livello all’altro significa pertanto un aumento di danni di circa dieci volte.
Livello 7 – incidente catastrofico
Rilascio all’esterno di un impianto di grandi dimensioni di ingenti quantità di materiale radioattivo in un’area molto vasta con conseguenti effetti acuti sulla salute della popolazione esposta e conseguenze gravi sull’ambiente.
Esempi:
Disastro di Chernobyl, Ucraina, 1986. Surriscaldamento, fino a fusione, del nocciolo di un reattore nucleare scarsamente protetto, esplosione (non nucleare) del reattore e rilascio in ambiente di materiale radioattivo.
Disastro di Fukushima Dai-ichi (reattori 1, 2, 3) a seguito del Terremoto di Sendai del marzo 2011; inizialmente classificato con livello 4, al passare delle settimane è stato classificato con livello 5 e infine, a più di un mese dall’incidente, a seguito delle importanti perdite di radioattività, con livello 7.
Livello 6 – incidente grave
Significativo rilascio all’esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente a valori compresi fra 1 e 10 PBq di iodio-131, tale da richiedere la completa attuazione di pianificate contromisure facenti parte di un piano di emergenza esterno al fine di limitare gravi effetti sulla salute della popolazione.
Esempi:
Incidente di Kyshtym, Mayak, Russia, 1957. Guasto al sistema di raffreddamento di un deposito di ritrattamento di materiale nucleare, surriscaldamento ed esplosione (non nucleare) del deposito con rilascio in ambiente di materiale radioattivo.
Livello 5 – incidente con possibili conseguenze all’esterno dell’impianto

Rilascio all’esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente ai valori compresi tra 100 e 1000 TBq, richiedente una parziale attuazione di pianificate contromisure. Danni gravi al nocciolo del reattore o alle barriere protettive.
Esempi:
Incidente di Three Mile Island, Stati Uniti, 1979. Danni seri al nocciolo del reattore nucleare e alle barriere di protezione radiologica.
Incidente di Goiânia, Brasile, 1987. Contaminazione radioattiva dovuta al furto di un apparecchio per la radioterapia sottratto da un ospedale abbandonato.
Livello 4 – incidente senza conseguenze significative all’esterno dell’impianto
Incidente con impatto esterno minore, con esposizione radiologica della popolazione circostante dell’ordine dei limiti prescritti. Danni significativi al nocciolo del reattore o alle barriere protettive. Esposizione di un lavoratore dell’impianto con conseguenze fatali.
Esempi:
Incidente all’impianto di ritrattamento di Windscale (oggi Sellafield), Regno Unito, 1973.
Incidente alla centrale nucleare di Saint-Laurent, Francia, 1980.
Livello 3 – guasto grave
Evento con impatto esterno molto lieve, con esposizione radiologica della popolazione circostante inferiore ai limiti prescritti. Grave contaminazione all’interno dell’impianto e/o conseguenze acute sulla salute dei lavoratori dell’impianto.
Livello 2 – guasto
Evento senza impatto esterno. Significativa contaminazione all’interno dell’impianto e/o sovraesposizione dei lavoratori dell’impianto.
Livello 1 – anomalia
Anomalia che supera i livelli di sicurezza del normale regime operativo.
Livello 0 – deviazione
Evento senza conseguenze sulla sicurezza.

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