L’evoluzione di una grotta

Le grotte si formano progressivamente, in tempi geologici relativamente lunghi e sono in continua evoluzione: la loro storia dipende da molti fattori, tra cui la quantità d’acqua (che dipende in gran parte dal clima), le modalità con cui questa entra nel sistema, le variazioni del livello di base e della topografia superficiale, le cui modificazioni possono variare l’alimentazione idrica di una grotta, causando, per esempio, passaggio da condotte sature a condotte vadose, o variando la posizione e il funzionamento delle sorgenti, e molto altro ancora: ogni modificazione di quanto circonda la grotta, come movimenti tettonici, variazioni climatiche, modificazioni della topografia provoca modifiche all’interno dei sistemi carsici, che tendono a rimettersi in equilibrio con la nuova situazione.
Le grotte non sono quindi qualcosa di stabile e immutabile nel tempo e nello spazio e occorre tenere sempre presente che si sono formate in situazioni topografiche e climatiche ben diverse dall’attuale (per esempio, le grotte delle Prealpi Lombarde hanno iniziato a formarsi poco meno di 30 milioni di anni fa, quando ancora non esisteva la valle attualmente occupata dal Lago di Como e, in condizioni di clima tropicale, tutta l’area era coperta da una densa foresta pluviale).
Tutte le variazioni sono puntualmente registrate all’interno delle grotte, sia come forme originatesi in condizioni diverse dall’attuale, sia come depositi, di minerali e di sedimenti, che variano in funzione della quantità di acqua o del clima (per esempio, in molte grotte nel Nord Italia è possibile rinvenire sedimenti legati all’avanzata dei grandi ghiacciai che, nel corso degli ultimi 2 milioni di anni, sono a più riprese scesi dalle Alpi). Poichè in superficie l’erosione spesso provoca la scomparsa di ogni traccia della storia geologica di una regione, le grotte, che sono, al contrario, un ambiente molto conservativo, sono spesso un importante archivio di preziosi dati geologici: agli speleologi, unici frequentatori di questo ambiente, viene spesso demandato il compito di portare alla luce questi dati. E’ importante, quindi, che gli speleologi abbiano qualche nozione di geologia e sappiano riconoscere le principali forme carsiche, per poter collaborare efficacemente con chi si occupa di ricerche in questo campo.

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