Le sorgenti

Le fuoriuscite di acque sotterranee in superficie prendono il nome di sorgenti se l’origine dell’acqua è sconosciuta o proviene da assorbimento diffuso, e di risorgenti se sono invece la venuta a giorno di corsi d’acqua inghiottiti più a monte, come il già citato caso del Timavo. Le sorgenti possono essere classificate in vario modo, in funzione della portata, della costanza del flusso o delle caratteristiche geologiche che ne determinano la formazione.
Molte sorgenti hanno un flusso perenne, anche se le variazioni di portata possono essere notevoli, in funzione delle precipitazioni; altre sorgenti, come le già citate sorgenti di troppo pieno, possono avere un deflusso temporaneo. Dal nome della celebre Fontaine de Vaucluse (Francia), sorgenti caratterizzate da andamento verticale e grandissima profondità (in molti casi superiore ai 300 m) vengono dette sorgenti vauclusiane. Alcune, per la particolare conformazione delle gallerie d’uscita, possono avere deflusso intermittente. Un deflusso regolarmente intermittente può essere osservato anche per sorgenti in prossimità del mare, dove può essere sensibile l’influenza delle maree. La direzione della corrente è in genere diretta dall’interno della grotta verso l’esterno e rimane in genere costante, ma, in alcuni casi, il flusso può invertirsi. Alcune sorgenti, infatti, possono alternativamente funzionare come sorgenti o come inghiottitoi. Questo può accadere in funzione delle precipitazioni, con scadenza stagionale, come nei già citati ponor, o, in prossimità della costa, per effetto delle maree, come nei katavothre (per esempio, quelli dell’isola di Cefalonia) o nelle sorgenti sottomarine dette estavelles. In alcuni tipi particolari di sorgenti sottomarine, le vrulja, le portate delle acque dolci che arrivano alla sorgente attraverso condotti carsici sono tali da contrastare la pressione dell’acqua marina, che, in alcuni punti può addirittura essere superata, dando origine al fenomeno del ribollimento delle acque, ben noto lungo le coste greche e dalmate, e un tempo sfruttato dai naviganti per l’approvvigionamento di acqua potabile. Le velocità delle correnti in questi punti possono essere impressionanti, tanto che in passato hanno spesso alimentato leggende di mostri sottomarini.

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