Gli acquiferi carsici

Gli acquiferi carsici rappresentano un’importantissima risorsa idrica in moltissime regioni della Terra: i terreni carsici, infatti, sono, per loro stessa natura, privi di acque superficiali, e tutta la circolazione idrica avviene in profondità.
Si tratta, però, di risorse molto delicate da utilizzare e da proteggere. Gli acquiferi carsici, infatti, per alcune loro caratteristiche, sono particolarmente vulnerabili agli inquinamenti e all’eccessivo sfruttamento.
Un utilizzo eccessivo e incontrollato delle riserve delle zona sature profonde può essere un pericolo per questo tipo di acquiferi: le acque profonde, infatti, a volte si muovono molto lentamente e richiedono anni o decenni per essere sostituite e un emungimento eccessivo può compromettere per sempre lo sfruttamento dell’intero acquifero.
Ma è soprattutto nei riguardi della propagazione di sostanze inquinanti che gli acquiferi carsici appaiono particolarmente vulnerabili.
In una sabbia o una ghiaia, dove le velocità delle acque sono molto lente, il contatto prolungato dell’acqua con la roccia fa sì che le acque possano essere depurate da eventuali inquinanti, sia per effetto di filtro meccanico, sia per naturale degrado di alcune sostanze con il tempo, sia per l’azione di colonie di batteri che vivono sulla superficie dei granuli. Questi processi fanno sì che molti inquinanti, soprattutto quelli organici, vengano eliminati dall’acquifero stesso, con un meccanismo di autodepurazione che contribuisce a proteggere la falda acquifera dagli inquinamenti.
Nella zona più superficiale di un acquifero carsico, le acque si muovono a velocità elevate, paragonabili a quelle di un corso d’acqua superficiale, e l’effetto di autodepurazione è praticamente nullo: quello che entra in un acquifero carsico, quasi sempre esce immutato alla sorgente, spesso in brevissimo tempo. Nella zona satura profonda, invece, dove la circolazione è molto lenta, le sostanze inquinanti si possono raccogliere e depositare, concentrandosi. Successivamente,il particolare meccanismo di propagazione delle piene, per pistonaggio, può provocare la fuoriuscita istantanea e concentrata di un eventuale inquinante, che si è magari accumulato lentamente nel corso degli anni. Spesso questi episodi di inquinamento istantaneo appaiono inspiegabili, perchè non si riesce ad individuare alcuna fonte di inquinamento attuale: piccole quantità di inquinanti, ben tollerabili da altri tipi di acquiferi, divengono così potenzialmente assai pericolose per un acquifero carsico.
Purtroppo le aree carsiche hanno un’altra caratteristica che le rende ancora più vulnerabili: la presenza, nella zona di assorbimento, di una grande quantità di depressioni, inghiottitoi, pozzi e doline sembra ideale per farne delle comode discariche dove occultare tutto ciò che non serve più, a volte anche materiali assai pericolosi. Troppo spesso si dimentica, o si finge di non sapere che in questo modo si inquina l’intero sistema carsico. Poichè non sempre è noto il punto di risorgenza delle acque carsiche, l’inquinamento prodotto nella zona di assorbimento può andare ad inquinare sorgenti distanti anche diversi chilometri, addirittura in valli adiacenti: il malcostume di chi vive nelle zone a quote più alte può causare a volte gravi problemi agli ignari abitanti del fondovalle. La conoscenza degli acquiferi carsici è ancora tanto scarsa, purtroppo, che fino a pochi anni addietro è stato persino proposto di utilizzare le grotte per lo stoccaggio di rifiuti tossici e radioattivi!

Argomenti speciali

Dalla Mediateca

Curiosità