Prima la roccia, poi il vuoto

A differenza delle grotte primarie, che si formano contemporaneamente alla roccia in cui si trovano, le grotte di origine secondaria implicano processi diversi che agiscono su rocce già esistenti, a volte anche molti milioni, o decine di milioni di anni dopo la formazione della roccia stessa.
Grotte eoliche
Grotte di estensione ridotta, non più di pochi metri, si formano per l’azione abrasiva del vento e per particolari processi di alterazione in zone aride e desertiche o in prossimità di coste, su rocce tenere e facilmente sfaldabili, come le arenarie, o su rocce, come i graniti, che sono particolarmente soggette a processi di alterazione per idrolisi (che altera i minerali feldspatici formando argille e trasformando la roccia in una sabbia di cristalli di quarzo). Cavità di questa categoria sono, per esempio, i celebri “tafoni” della Sardegna. Sono grotte che, per la loro origine e per la natura delle rocce che le contengono, hanno in genere vita breve e non sono di grande interesse per gli speleologi.
Grotte tettoniche
Moltissime grotte secondarie sono di origine tettonica, legate a crolli lungo fratture o faglie che indeboliscono una roccia. Faglie e fratture si formano per effetto delle deformazioni tettoniche delle rocce in profondità nella crosta terrestre: quando le rocce vengono portate allo scoperto dall’erosione, la presenza di grandi vuoti o di alte pareti determina l’apertura delle superfici di rottura, con conseguenti crolli di blocchi di dimensioni anche notevoli. Questo processo può portare alla formazione di ambienti anche di grandi dimensioni, ma raramente di grande profondità e sviluppo. Queste grotte mostrano tipiche forme “squadrate”, lungo le superfici di frattura o di faglia che hanno determinato i crolli, con grandi ammassi di materiale di crollo sul pavimento; gli ambienti sono spesso grandi sale alte e strette. Non si formano in ambiente subacqueo, dove la pressione dell’acqua riduce le possibilità di crolli e distacchi di blocchi, ma è comune rinvenire questo tipo di cavità in prossimità di grandi pareti, spesso alla base di falesie lungo la costa, dove l’azione delle onde può contribuire ai processi di crollo e l’acqua può facilmente erodere e allontanare il materiale dal pavimento. Si possono formare in qualunque tipo di roccia e in genere non sono di grande interesse speleologico.
Grotte marine
Grotte secondarie sono tutte le grotte marine: occorre precisare che le grotte di origine marina sono relativamente poche e in genere di sviluppo assai ridotto, che non supera le poche decine di metri di lunghezza, e dislivelli assai modesti, non superiori a qualche metro. Grotte occupate da acque marine, ma con sviluppi complessi e profondità importanti sono, come si vedrà in seguito, di altra origine, anche se il mare che le invade può contribuire a modificarle in vario modo. Le grotte marine in senso stretto sono create dall’azione meccanica delle onde, che disgregano la roccia con la forza d’urto e con l’erosione dei detriti che possono trascinare, e, soprattutto, dall’azione di corrosione chimica che le acque marine, specie se mescolate con acque meteoriche, possono esercitare sulla roccia, insieme dall’azione biologica operata da organismi marini. Sono in genere cavità di pochi metri o decine di metri di sviluppo, anche se possono aprirsi, a volte, con ampi portali; l’andamento è suborizzontale e si formano pochi metri al di sopra o al di sotto del pelo dell’acqua. Di origine simile alle grotte marine, e spesso in continuità con esse, è una tipica forma costiera, il solco di battente, spesso ben visibile come una marcata rientranza alla base di pareti e falesie, proprio sul pelo dell’acqua. Il ritrovamento di grotte marine a quote diverse dell’attuale livello del mare può essere un prezioso strumento per ricostruire l’evoluzione delle oscillazioni del livello del mare. Grotte marine di questo tipo possono svilupparsi su diversi tipi di roccia, ma raggiungono dimensioni di un certo interesse soltanto in rocce particolarmente sensibili all’azione corrosiva delle acque marine, come le rocce carbonatiche: anche le grotte marine rientrano in realtà nella grande categoria delle grotte carsiche.

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