Una previsione possibile?

Poichè la glaciazioni dipendono, tra le altre cose, dai cambiamenti ciclici dell’orbita terrestre intorno al Sole, il nostro pianeta starebbe per entrare, stando ai dati astronomici, in un periodo freddo. Una parte degli “addetti ai lavori” propende quindi per una previsione che vede l’avanzare di una nuova era glaciale, con i ghiacci che ritornano a coprire territori già occupati 20.000 anni fa (compresi il Central Park a New York e parte della Pianura Padana fino alle porte di Milano).
A questa tendenza “naturale” si oppone, però, una tendenza al progressivo riscaldamento dell’atmosfera terrestre per un aumento dei gas serra in gran parte dovuto alle attività umane. Se, da una parte, l’aumento della copertura nuvolosa conseguente alla maggior evaporazione dovuta al riscaldamento impedisce alla Terra di disperdere calore, favorendo un ulteriore riscaldamento, la stessa coltre di nubi può fare da schermo alla radiazione solare, riducendo la quantità che raggiunge la superficie. Anche l’emissione di grandi quantità di polveri e ceneri vulcaniche potrebbe agire da schermo alla radiazione solare, favorendo un raffreddamento dell’atmosfera: un aumento dell’attività vulcanica potrebbe mitigare, o addirittura annullare l’effetto serra. I fattori in gioco sono molti, e costruire un modello di previsione che tenga conto di tutte le interazioni tra fattori contrastanti è praticamente impossibile.
Quando i fenomeni meteorologici ci toccano da vicino, siamo ovviamente portati a darvi grande risalto, ma non bisogna dimenticare che se alla scala della vita umana un anno o un decennio possono sembrare un lungo periodo, alla scala della vita della Terra, vecchia di 4,6 miliardi di anni, sono meno di un istante. Tra la metà degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’80, a seguito di alcuni anni particolarmente freschi e nevosi, i ghiacciai di buona parte del mondo registrarono una piccola avanzata, avvalorando l’ipotesi di un’imminente glaciazione. Attualmente, l’allarme generato dal progressivo aumento delle temperature e il concomitante progressivo ritiro dei ghiacciai di tutto il mondo fa temere una rapida fusione pressochè totale di tutto il ghiaccio terrestre… Il disaccordo tra i più autorevoli scienziati, insieme all’oggettiva difficoltà di costruire validi modelli di previsione, rende difficile ipotizzare cosa ci attende per il futuro: l’allarmismo, a volte fuorviante, di certe teorie dovrebbe essere abbandonato, a favore di una seria ricerca, che avvalori le diverse teorie con dati raccolti sul campo, servendosi anche delle ricostruzioni degli eventi del passato, per costruire modelli, ma anche per servircene come salutari “lezioni”. Un anno particolarmente caldo, o un inverno particolarmente ricco di neve non sono certo sufficienti per parlare di riscaldamento globale o di glaciazioni in arrivo: la cosa importante è invece monitorare il nostro pianeta e vivere nel maggior rispetto possibile degli equilibri naturali.

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