Oceani di ghiaccio

Quando, nel corso di una glaciazione, grandi quantità di acqua vengono intrappolate nelle calotte e nei ghiacci continentali, gli oceani e i mari vengono impoveriti di importanti quantità di acqua. Questo ha provocato, nel corso di ogni glaciazione, un abbassamento generalizzato del livello dei mari su tutto il pianeta. Durante l’ultima glaciazione, per esempio, il livello del mare si è abbassato di circa 110 m rispetto all’attuale. Molte terre ora sommerse risultavano quindi emerse. Per esempio, un ponte di terra univa l’Alaska e la Siberia, e quello che ora è il porto di New York si trovava a 160 km dalla costa. Anche le coste dell’Italia dovevano avere un aspetto molto diverso, in particolare lungo le sponde dell’Adriatico, dove i bassi fondali aumentavano l’estensione delle terre emerse. Con il fondersi dei ghiacci continentali al termine dell’ultima glaciazione, il livello dei mari e degli oceani è nuovamente risalito ai livelli precedenti l’espansione dei ghiacci.
Queste oscillazioni delle linee di costa e dei livelli dei mari sono ricostruite studiando le morfologie delle coste: per esempio, antiche spiagge al di sopra dell’attuale livello marino testimoniano livelli più alti di quello odierno. Informazioni molto preziose vengono dallo studio delle grotte marine, che si trovano numerose in tutto il Mediterraneo: al loro interno, a profondità anche di 100 m, si trovano forme tipicamente “terrestri”, come le concrezioni, la cui analisi isotopica e datazione permette di ricostruire le variazioni di temperatura del passato, variazioni che mostrano una sorprendente coincidenza con quanto ricostruito dallo studio delle carote di ghiaccio.

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