Quanto pesa il ghiaccio?

In modo analogo ad un oggetto che galleggia sull’acqua, così la crosta terrestre “galleggia” in equilibrio sulle rocce viscose e plastiche del mantello sottostante. Una diminuzione del peso della crosta, dovuta, per esempio, all’asportazione di rocce per erosione, fa alleggerire le rocce, e la crosta si solleva, mentre un aumento di peso fa affondare la crosta ancora di più nel mantello “morbido” e viscoso, con un processo chiamato isostasia.
La formazione di spesse coltri di ghiaccio, come è accaduto durante le glaciazioni del passato, causa un sovraccarico sulla crosta coperta dai ghiacci, con il risultato che questa affonda nel mantello, abbassandosi di parecchie centinaia di metri, in alcuni casi anche al di sotto del livello del mare. Conoscendo la densità media del ghiaccio e il suo spessore, è facile calcolarne il peso alla base.
Attualmente, a causa del peso della calotta, che in alcuni punti raggiunge i 4,5 km, l’Antartide si è abbassata di oltre 900 m. Misurazioni radar effettuate in Groenlandia mostrano che un terzo della base rocciosa si trova al di sotto del livello del mare e il peso del ghiaccio accumulato ha spinto, in alcuni punti, la roccia ad abbassarsi di più di 600 m. Al ritiro delle grandi calotte dell’ultima glaciazione, i territori liberati dal peso dei ghiacci sono ritornati ad innalzarsi. La regione circostante la Baia di Hudson, per esempio, ha subìto, al ritiro della calotta laurenziana, un innalzamento di più di 300 m in poco più di 10.000 anni: questo innalzamento non è ancora terminato, poichè il territorio non ha ancora raggiunto l’altezza che aveva prima dell’ultima glaciazione. Anche la penisola scandinava si sta ancora sollevando con un ritmo che raggiunge i 9 mm/annui al centro del Golfo di Botnia. Il ritardo nel rispondere alla rimozione del carico è dovuto alla viscosità del materiale che costituisce il mantello, che ha una certa inerzia.
L’innalzamento verificatosi alla fine dell’ultima glaciazione è in gran parte mascherato dall’innalzamento del livello marino conseguente alla fusione di grandi quantità di ghiacci continentali.

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