Misurare lo spessore

Lo spessore di un ghiacciaio può essere ricavato, con apposite formule, conoscendone la velocità, l’inclinazione, la larghezza, insieme alle caratteristiche del ghiaccio, come densità e viscosità,ma, trattandosi di parametri difficili da valutare e diversi in diversi punti del ghiacciaio, si tratta di una stima grossolana.
Il metodo più antico e più diretto per misurare lo spessore di un ghiacciaio consiste nel realizzare una perforazione fino a raggiungere il substrato roccioso. Si tratta, però di un metodo molto costoso, che richiede macchine pesanti e difficili da trasportare, soprattutto in montagna, e che, in ogni caso, permette di conoscere lo spessore soltanto in un punto preciso, e non su tutto il ghiacciaio. Il ghiaccio estratto per la perforazione, in forma di cilindri lunghi e sottili, detti, per il loro aspetto “carote”, può essere studiato ricavandone molte informazioni.
Per conoscere lo spessore di un ghiacciaio in modo indiretto, si ricorre alla geofisica, una speciale branca della geologia che attraverso lo studio delle anomalie del campo gravitazionale terrestre e della propagazione di onde sismiche e ed elettromagnetiche ricava le caratteristiche dei materiali che costituiscono la crosta terrestre, ivi compreso il ghiaccio dei ghiacciai. Le prospezioni sismiche a riflessione sono la tecnica più usata sui ghiacciai: lo scoppio di una carica esplosiva o i colpi di un pesante maglio sulla superficie del ghiaccio generano onde che si propagano nel ghiaccio e si riflettono sul substrato roccioso: studiando i percorsi delle onde e conoscendone la velocità di propagazione nei diversi materiali, è possibile ricavare lo spessore del ghiaccio attraversato. Le prospezioni elettriche, invece, utilizzano l’analisi delle differenze di potenziale generate dal passaggio di una corrente elettrica tra due punti di misura infissi nel ghiaccio, sfruttando le differenze di conducibilità elettrica tra ghiaccio e roccia. Una tecnica recente, molto efficace e veloce, sfrutta, invece, il comportamento del ghiaccio rispetto alla propagazione di onde radar, che lo attraversano come se fosse trasparente. La grande utilità di questa tecnica è che gli strumenti di misura possono essere montati su aerei che sorvolano zone amplissime: è stato così possibile ricostruire l’andamento del substrato e gli spessori delle calotte antartiche e groenlandesi. Questa tecnica innovativa fu scoperta quasi per caso dai piloti di aerei che sorvolando l’Antartide riferivano funzionamenti “anomali” degli altimetri radar di cui erano dotati gli apparecchi.

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