Carote e perforazioni

La presenza di impurità solide e di bolle d’aria intrappolate all’interno del ghiaccio fornisce importantissime informazioni sulla composizione chimica dell’atmosfera e sulle temperature al momento della formazione.
Naturalmente, è necessario che il ghiaccio non abbia subìto processi di fusione, che disperderebbero le bolle d’aria: per questo tipo di studi, quindi, si deve lavorare su ghiacciai freddi, in regioni polari.
In alcuni luoghi della Terra, il ghiaccio può essere molto antico, come, per esempio, alla base delle grandi calotte antartiche e groenlandesi, dove l’età del ghiaccio può essere superiore ai 300.000- 500.000 anni. Lo studio del ghiaccio in questi luoghi permette quindi di ricostruire in dettaglio le variazioni di temperatura e di composizione chimica dell’atmosfera su un periodo di tempo molto lungo, permettendoci di avere accesso ad un preziosissimo archivio di dati sul clima del passato. Per questo tipo di studi, vengono effettuate delle perforazioni che prelevano campioni di ghiaccio sotto forma di una lunga carota cilindrica, che non deve presentare interruzioni o parti mancanti, dalla superficie fino alla profondità raggiunta: perforazioni di questo tipo in Antartide hanno raggiunto profondità di oltre 2.000 m, come a Dome C (progetto al quale ha partecipato anche l’Italia) o nella perforazione Vostok (sovietica): qui è stata recuperata la carota più lunga, che copre un intervallo di tempo di 420.000 anni.

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