Come si muovono

Il movimento di un ghiacciaio non è uniforme in tutta la massa e nemmeno costante nel tempo. La velocità di movimento è più bassa in prossimità delle pareti e della base, dove il ghiacciaio è rallentato dall’attrito con il substrato roccioso, e massima nelle zone centrali, dove gli attriti sono minimi e lo spessore del ghiaccio è massimo.
Differenti velocità si possono osservare anche alla confluenza di due lingue glaciali, di solito marcate da una morena mediana “galleggiante”, una lunga striscia di detriti che percorre il ghiacciaio per tutta la lunghezza della zona di ablazione. Se alla base si trova dell’acqua di fusione, il ghiacciaio si muove più velocemente: i ghiacciai temperati sono quindi quelli che “camminano” di più, mentre quelli a base fredda possono rimanere “ancorati” al substrato gelato e muoversi molto poco, o “a scatti”, un po’ come avviene lungo una faglia.
Le velocità di movimento variano molto a seconda delle caratteristiche del ghiacciaio e del substrato: si va da pochi metri all’anno a parecchie centinaia di metri annui . Uno dei più veloci ghiacciai è il Columbia, in Nord America, che a partire dagli anni ‘70 si muove con una velocità di 24 metri al giorno. Intuitivamente, si può pensare che questo inarrestabile movimento spinga continuamente la fronte verso valle: più il ghiacciaio è “veloce”, più questo dovrebbe farlo avanzare.
Quindi, l’osservazione continua nel tempo della posizione e della forma della fronte di un ghiacciaio dovrebbe darci indicazioni attendibili sul suo stato di avanzamento o di ritiro. Ma le cose sono, nella realtà, molto più complesse. Anche quando la fronte è stabile, apparentemente ferma, il ghiacciaio continua a muoversi verso valle: il fatto che la fronte non si sposti, significa che il ghiaccio perso per ablazione viene continuamente rimpiazzato da nuovo ghiaccio proveniente dalla zona di accumulo, allo stesso ritmo con cui viene perduto. Nel caso del Ghiacciaio Columbia, la cui elevata velocità ce lo farebbe pensare in rapida avanzata, le abbondanti perdite alla fronte ne fanno un ghiacciaio complessivamente in ritiro: dal 1982 il regresso è stato di 14 km.

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