Distribuzione

Dai tubi di grande diametro della rete di trasporto nazionale, si diramano migliaia di chilometri di tubazioni più piccole dette “di allacciamento”, che trasportano il metano alle industrie e alle abitazioni. Nelle reti cittadine, gestite dalle aziende distributrici, la pressione del metano viene mantenuta a livelli più bassi rispetto alle grandi reti di trasporto per motivi tecnici e di sicurezza. Nel 2016, il 37,7% del metano distribuito in Italia è stato utilizzato nel settore civile, il 21,8% nell’industria e circa il 31,1% nei trasporti (fonte: Bilancio Energetico Nazionale 2016 – Ministero dello Sviluppo Economico).
Prima di essere immesso nella rete di distribuzione, il metano viene “odorizzato”, cioè mescolato con sostanze dall’odore molto forte denominate “mercaptani”. In questo modo, l’utente si accorge subito anche di una minima perdita. Infatti, in ambienti confinati (ad esempio in una stanza) il metano, miscelandosi con l’aria e in presenza di un innesco (una fiamma o una scintilla provocata dall’accensione di una luce) si incendia provocando pericolose esplosioni. Per questo, se entrando in casa o in un altro ambiente chiuso sentiamo “puzza” di gas non dobbiamo accendere le luci e tanto meno fuochi, ma aprire porte e finestre (il metano non è un gas tossico) e lasciare che si disperda all’esterno.
Per coloro che non sentono gli odori, sono stati studiati apparecchi in grado di segnalare le eventuali perdite con segnali ottici o acustici. Poiché il metano è più leggero dell’aria questi apparecchi devono essere collocati sempre in alto, vicino al soffitto.

Gli impatti ambientali che possono verificarsi durante le fasi di trasporto e distribuzione sono di due tipi:

  • emissioni in atmosfera di gas per perdite incontrollate;
  • perdite di acqua e gasolina depositate sul fondo delle pipeline.

Per evitare fuoriuscite di gas, i metanodotti sono sottoposti a continuo monitoraggio e a controlli della pressione lungo tutta la linea di distribuzione in modo da poter segnalare eventuali perdite. Si stima che su una distanza di 4000 km meno dell’1% del gas trasportato viene perso. Solitamente, le perdite sono più elevate nelle reti di distribuzione a bassa pressione, come le reti di distribuzione cittadine, che portano il gas nei centri abitati, perché si tratta spesso di tubazioni vecchie. La sostituzione delle vecchie reti di distribuzione e l’utilizzo di materiali innovativi è la migliore soluzione per ridurre drasticamente le perdite.

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