Scopriamo la penicillina

Nei primi anni del XX secolo erano stati ormai scoperti i microrganismi che causano le più importanti malattie infettive nell’uomo. Fino a quel periodo il controllo della diffusione delle malattie stesse era basato sulla prevenzione che veniva attuata attraverso i vaccini (antivaioloso, antirabbico e anticarbonchioso) e l’uso dei disinfettanti. Solo successivamente si cominciò a scoprire e ad impiegare sostanze chimiche, come gli antibiotici, in grado di uccidere i microrganismi senza danneggiare l’individuo infetto. Nel 1926 Alexander Fleming osservò la presenza di una muffa (Penicillium notatum) in una coltura di batteri del genere Staphylococcus. Egli notò che l’area di terreno di coltura vicina alla colonia fungina era completamente libera da stafilococchi. Attraverso esperimenti successivi, capì che la muffa era un ottimo inibitore dei batteri e che contemporaneamente non era tossico per gli animali da laboratorio. La penicillina venne in seguito purificata in modo da consentirne l’uso sull’uomo. Ancora oggi questa sostanza rimane uno dei migliori e più diffusi antibiotici usati per la cura di molte malattie infettive batteriche.

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