Foreste e cambiamenti climatici

La distruzione delle foreste aggiunge in atmosfera quasi 6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Per evitare, quindi, che venga immesso in atmosfera il carbonio immagazzinato dalle foreste, non solo si deve evitare di abbattere le foreste, ma anche predisporre l’afforestazione di zone non boschive, cioè la messa a dimora di piante in un area dove non ci sono mai state, e la riforestazione, cioè il rimboschimento di aree deforestate. Nelle zone tropicali la vegetazione cresce molto più rapidamente e quindi sottrae più velocemente il carbonio dall’atmosfera. Piantando alberi, si può così sottrarre grandi quantità di carbonio dall’atmosfera in un tempo relativamente breve. Le foreste tropicali possono immagazzinare nella loro biomassa e nel legno fino a 15 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno. Secondo uno studio della FAO, diminuendo la deforestazione e aumentando la ricrescita forestale, l’agrosilvicoltura e gli insediamenti forestali, si potrebbero compensare nei prossimi 50 anni circa il 15 % delle emissioni di carbonio prodotte da combustibili fossili.
Secondo uno studio della NASA del 2011, l’Amazzonia gioca un ruolo assolutamente primario nel disinquinamento carbonico dell’atmosfera: il 49% dell’assorbimento di anidride carbonica avviene infatti nelle foreste dell’America Latina. Il solo Brasile, opera uno stoccaggio di CO2 pari a circa 61 miliardi di tonnellate (quasi pari ai 62 Milioni di tonnellate di CO2 immagazzinati in tutta l’Africa sub-sahariana).
Le foreste delle 75 nazioni studiate contengono complessivamente 247 miliardi di tonnellate di CO2, un valore enorme se si considera che le emissioni annuali globali antropogeniche di CO2 valgono circa 10 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Questi dati spiegano chiaramente il motivo per cui la deforestazione è un fenomeno tanto grave per lo stato di salute del pianeta, arrivando a contribuire addirittura dal 15 al 20% alle emissioni totali di origine antropica. Anche il legno, che viene utilizzato per costruzioni o mobili, è un serbatoio di carbonio. I materiali da costruzione, usati al posto del legno, come materie plastiche, alluminio e cemento, richiedono grandi quantità di combustibili fossili per la lavorazione.
Per questo, sostituire questi materiali da costruzione con il legno e l’uso di combustibili legnosi al posto di petrolio, carbone e gas naturale, contribuisce in modo efficace alla riduzione di emissioni di anidride carbonica. Anche se la legna da ardere e la biomassa forestale durante la combustione rilasciano in aria l’anidride carbonica accumulata, se provengono da foreste gestite in modo sostenibile, le emissioni possono essere compensate dalla riforestazione.

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