Recupero della carta

L’industria cartaria italiana utilizza sempre di più la carta da macero. Con il termine carta da macero o fibre di recupero si intende quella carta che è già servita allo scopo per cui era stata fabbricata e che viene riutilizzata nel ciclo produttivo. La cellulosa, infatti, ha la caratteristica di poter essere utilizzata più volte. Il riciclaggio delle fibre però può essere fatto solo un numero limitato di volte, da 5 a 7 volte, poichè ad ogni ciclo di recupero, le fibre si deteriorano. Il materiale più scadente che esce dal macero viene generalmente utilizzato per la produzione di cartone, il migliore, invece, per la carta da stampa o per altre carte speciali.
Anche la raccolta del materiale da macero è distinta in due categorie:

  • macero da raccolta industriale e commerciale che è composto dai rifili di cartotecnica, rese di quotidiani e altri giornali, cartone ondulato, ecc. Viene raccolto presso le industrie cartotecniche ed editoriali, grandi magazzini, uffici ed è selezionato ed imballato prima di andare alle cartiere
  • macero domestico che deriva dalla raccolta differenziata ed è costituito da prodotti cartari che si utilizzano nelle abitazioni, nei piccoli negozi e uffici ed è composto da giornali e carta mista. Deve essere separato all’origine dai rifiuti solidi urbani prima che venga contaminato da altri materiali che potrebbero renderlo inutilizzabile.

La fibra da carta da macero ha un rendimento di circa 95%, mentre il rendimento del legno varia dal 30 all’80%, a seconda del procedimento di macinatura usato (semichimico, chemitermomeccanico, chemimeccanico o meccanico). Con il procedimento semichimico tradizionale detto kraft, per fabbricare una tonnellata di carta di pura cellulosa, si devono utilizzare dalle 2 alle 3,5 tonnellate di legno. Anche se è necessaria la disinchiostrazione, nel riciclo della carta non si deve separare la fibra dalla lignina e da altre sostanze incrostanti. In questo modo è possibile diminuire il consumo dell’acqua fino all’80% e il fabbisogno energetico sino al 50%. L’uso di materiale da recupero riduce la richiesta di materie prime vergini e anche la quantità di materiale destinato alle discariche con un notevole abbassamento dei costi di smaltimento.

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