Dalla vela all’economia circolare: la storia di Ellen MacArthur

Ellen MacArthur ha fondato nel 2010 la Ellen MacArthur Foundation, un’organizzazione no-profit internazionale nata per accelerare la transizione verso un’economia rigenerativa e circolare e per renderla effettiva e concreta. Attualmente la Fondazione di Ellen MacArthur rappresenta il principale soggetto operativo per la diffusione dell’economia circolare a livello internazionale, poiché lavora per riunire scuole di pensiero anche complementari con l’obiettivo di creare un quadro coerente.

Prima di dedicarsi alla nascita della Fondazion, Ellen MacArthur è stata una velista per diversi anni, ottenendo anche diversi successi in regate internazionali. Nel 2001, infatti, a soli 24 anni, è arrivata seconda nella regata velica in solitaria Vendée Globe, la concorrente più giovane di sempre a completare il viaggio, fatto che le è valso l’onorificenza Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (MBE) per i servizi allo sport. Nel 2003, ha capitanato un tentativo di record del giro del mondo a bordo di un catamarano, purtroppo l’impresa si fermò perché si ruppe l’albero maestro.

A un certo punto, ancora piuttosto giovane, abbandona la carriera nella vela pur essendo all’apice del successo, per applicare quello che la vela le aveva insegnato al mondo dell’economia. “Improvvisamente ho unito i puntini. – dice riferendosi al fatto che in barca si debba gestire con precisione una quantità finita di prodotti, dal cibo all’energia – La nostra economia globale non è diversa. Dipende completamente da materiali finiti che ci sono dati solo una volta. È stato un po’ come vedere qualcosa di inaspettato sotto una roccia e avere due alternative: o scansare la roccia e scoprirne di più, o mettere la roccia a posto e continuare il mio lavoro da sogno navigando intorno al mondo. Ho scelto la prima. Ho scansato la roccia e ho intrapreso un nuovo viaggio di scoperta, parlando con dirigenti, esperti, scienziati, economi, per cercare di capire come funzioni la nostra economia globale. La mia curiosità mi ha condotto in posti straordinari”.

“E mi sono resa conto che sono 150 anni che perfezioniamo quella che è di fatto un’economia lineare, in cui estraiamo un materiale, ne creiamo qualcosa e poi infine quel prodotto viene gettato via, e sì, parte lo ricicliamo, ma alla fin fine è un tentativo di recuperare il possibile, non è intenzionale. È un’economia che fondamentalmente non può avere lungo termine, e se sappiamo di avere materiali finiti, perché costruiamo un’economia che di fatto consuma le cose, che crea rifiuti? La vita esiste da miliardi di anni e si adatta continuamente per usare al meglio i materiali. È un sistema complesso al cui interno, tuttavia, non c’è spreco. Tutto è metabolizzato. Non è affatto un’economia lineare, ma è circolare”.

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