Quanta acqua per coltivare?

L’agricoltura consuma il 70% dell’acqua prelevata in tutto il mondo da fiumi, laghi e falde sotterranee; in particolare, i paesi in via di sviluppo sono responsabili del 95% dell’acqua complessivamente destinata all’agricoltura, soprattutto a seguito dell’applicazione delle tecniche di agricoltura irrigua applicate principalmente in Cina, India e Pakistan. Nonostante il consumo pro capite di acqua sia diminuito dal 1980 passando da 700 a 600 metri cubi all’anno, l’uso di acqua per coltivare è aumentato del 100% tra il 1961 e il 2001 e la previsione è che aumenti esponenzialmente negli anni, anche in vista della crescita demografica continua, dell’espansione delle aree urbane e della crescente industrializzazione dei paesi emergenti. Anche la superficie di terreni irrigui in Europa è in aumento, con conseguente impoverimento delle risorse idriche e peggioramento della qualità delle acque, con fenomeni di salinizzazione e di degrado dei suoli. Attualmente, circa il 30-40% delle disponibilità di prodotti agricoli a livello mondiale derivano dal 16% di superficie agricola irrigata e si stima che nei prossimi anni il contributo dato dall’agricoltura irrigua alla produzione alimentare tenderà ad aumentare. L’Italia dedica a scopi irrigui circa il 60% dei circa 56 miliardi di metri cubi annui di acqua dolce consumata ed è al primo posto in Europa sia per i consumi di acqua per abitante, sia per la maggiore estensione agricola irrigata, pari a 4,5 milioni di ettari. L’irrigazione è praticata con modalità diverse a seconda delle aree geografiche e delle zone climatiche, con vari gradi di sofisticazione e di tecnologia: irrigare è utile per stabilizzare la produttività delle colture e, nei paesi tropicali, per garantire più produzioni nello stesso anno, nonché rese più elevate. L’irrigazione è importante anche in zone aride o semi-aride, che altrimenti sarebbero inadatte a sostenere alcune colture. Oggi più di 1,2 miliardi di persone vive in aree di scarsità idrica ed entro il 2025, secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), più di 3 miliardi di persone conosceranno la condizione di stress idrico. Da un lato, quindi, l’irrigazione rappresenta uno strumento di sempre maggior rilevanza ai fini delle disponibilità alimentari, dall’altro costituisce la principale forma di consumo delle risorse idriche a livello mondiale.

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