Alterazione della catena

Le innovazioni tecnologiche applicate all’agricoltura per la lotta agli organismi parassiti che danneggiano le coltivazioni ha comportato l’impiego di pesticidi in gran quantità e per lungo tempo. Queste sostanze sono tossiche e il loro accumulo ha variato gli equilibri della biosfera perché hanno effetti nocivi su molti organismi compreso l’uomo. Il DDT è una sostanza che, introdotta nell’ambiente, ha provocato danni agli ecosistemi, creando un fenomeno di inquinamento da pesticidi diffuso su scala mondiale. Gli studi che hanno accertato la quantità di DDT presente negli organismi hanno confermato la sua presenza nei pesci di tutto il mondo, nelle popolazioni eschimesi, negli animali che vivono nelle regioni polari e nel latte materno. Questo passaggio del DDT attraverso i diversi livelli della catena alimentare è possibile perché la molecola rimane inalterata, infatti non si degrada facilmente. Ne consegue che ad ogni salto di livello (dalla pianta all’insetto, all’uccello insettivoro, al mammifero predatore), la concentrazione del DDT negli organismi aumenta di circa 10 volte. Cioè, se la massa degli organismi diventa la decima parte, la concentrazione del pesticida diventa dieci volte superiore. I danni arrecati agli organismi dal DDT sono allarmanti: quando la molecola raggiunge i mari, rallenta l’attività fotosintetica delle alghe, le uova degli uccelli sono fragili e si rompono facilmente durante la cova perché sono povere di calcio, diminuisce il numero di individui di una popolazione, nell’uomo i danni riguardano gli organi e gli apparati.
Un esempio di ecosistema alterato
In Borneo l’uso del DDT ha causato l’alterazione dell’ecosistema, che indirettamente ha colpito l’uomo. Il grande uso di DDT per sterminare le zanzare che trasmettono la malaria ha ucciso tutti gli insetti, compresi quelli utili all’uomo come gli scarafaggi. Questi insetti sono il principale alimento delle lucertole , la cui popolazione si è ridotta fortemente così come il numero dei felini che si nutrivano delle lucertole. I felini, però, tenevano sotto controllo anche la popolazione dei topi: la riduzione dei felini ha portato a un aumento del numero dei topi, che in condizioni di sovraffollamento trasmettono all’uomo pericolose malattie. Il Borneo, dopo le campagne di disinfestazione col DDT, è stato colpito da epidemie infettive che hanno causato più vittime della malaria.

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