Capacità di carico di un ecosistema

La capacità di carico di un ecosistema è la capacità naturale che un ecosistema possiede di produrre in maniera stabile le risorse necessarie alle specie viventi che lo popolano, senza rischi per la sopravvivenza. Ogni anno migliaia di specie si estinguono, da microorganismi a grossi mammiferi. Si è stimato che il tasso medio di estinzione sia da 1000 a 10.000 volte più veloce negli ultimi 60 milioni di anni. Per questo si pensa che ci possa essere una nuova estinzione di massa, la prima in assoluto causata non da eventi naturali ma dall’uomo. 9 specie su 10 sono minacciate soprattutto dal degrado e dalla distruzione dell’habitat.
Gli uomini hanno trasformato gran parte del territorio convertendo foreste e praterie in aree agricole, hanno prosciugato paludi e cementificato per costruire nuove città. Ogni anno perdiamo circa 16 milioni di ettari di foresta, per la maggior parte tropicale, dove si trova il più alto livello di biodiversità. Altri ecosistemi come quelli d’acqua dolce e terrestri sono stati inquinati dall’attività umana. La perdita di una singola specie si ripercuote poi su molti altri ecosistemi. La biodiversità offre, infatti, servizi fondamentali, fornendo l’aria che respiriamo, filtrando l’acqua che beviamo, fornendo cibo e medicinali, ecc.
Quando gli ecosistemi perdono la biodiversità, perdono anche la resilienza, cioè la capacità di un ecosistema di adattarsi e diventano più sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici o all’invasione delle specie aliene. L’uomo dovrebbe trovare il modo di vivere entro le capacità di carico degli ecosistemi, mentre il consumo eccessivo di risorse senza riciclaggio, porta soltanto all’esaurimento delle stesse. Negli ultimi cento anni la popolazione mondiale è cresciuta di dieci volte grazie allo sviluppo tecnologico. In realtà la maggior parte dei Paesi con un reddito pro capite alto ha una popolazione a crescita stabile, ma il consumo delle risorse continua ad aumentare.

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