Il tempo sta cambiando?

Per comprendere se il clima del nostro pianeta stia davvero modificandosi è indispensabile studiare quello che è avvenuto in passato. L’uomo ha sempre avuto una visione antropocentrica degli eventi naturali, e per questo tende a dare importanza ai fatti più recenti, che lo toccano in prima persona, o agli eventi “estremi” più catastrofici, che spesso vengono visti come la “norma” o come segnali di improvvisi cambiamenti. Per questo, ogni estate calda ci sembra “la più calda mai registrata negli ultimi anni”, ogni inverno rigido, il più freddo. Senza considerare che spesso la grande quantità di informazioni che ci giungono ogni giorno dai media può generare confusione: il verificarsi di un evento particolarmente catastrofico, fa salire l’attenzione per eventi analoghi, per cui dopo il passaggio di un uragano particolarmente devastante, per esempio, ci vengono segnalati i passaggi di ogni altro uragano: questo può farci pensare che il numero di uragani sia in aumento, ma è davvero così? E’ davvero aumentato il numero di manifestazioni violente, o è soltanto aumentata la loro interazione con l’uomo, a causa della sempre maggior antropizzazione di aree che in passato erano disabitate? Questo fatto fa sì che gli stessi dati, la stessa successione di eventi siano interpretati, a volte, in modo radicalmente opposto da ricercatori diversi: così, l’aumento della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera da alcuni ricercatori è visto come la causa di un prossimo riscaldamento globale del pianeta, mentre altri ipotizzano che, al contrario, ci potrebbe attendere una nuova era glaciale: l’unico modo oggettivo di risolvere questo dubbio è di osservare le serie di dati sulle temperature in vari punti della Terra per un tempo abbastanza lungo da non risentire delle normali fluttuazioni attorno alla media..
Al di là di ogni interpretazione personale e soggettiva, soltanto l’analisi di dati oggettivi permette di comprendere se davvero siano in atto dei cambiamenti nel modello climatico generale e quale sia la reale tendenza dei diversi fenomeni. Per questo tipo di studio sul clima, è perciò indispensabile l’analisi accurata dei dati climatici e meteorologici raccolti nel tempo: soltanto analizzando le serie dei dati storici potremo dire in modo oggettivo se davvero sia in atto un trend di aumento o di riduzione di un fenomeno, o se non si tratti, invece, di semplici oscillazioni casuali intorno a una media. Per questo è necessario che i dati riguardino un intervallo di tempo sufficientemente lungo.
La natura, d’altra parte, è abituata ai cambiamenti: i dati geologici e paleoambientali ci permettono di ricostruire variazioni climatiche anche di un passato molto remoto, e la storia della Terra offre numerosi esempi di cambiamenti climatici assai drastici e bruschi. Ma si tratta, purtroppo, non di una raccolta sistematica e ordinata, quanto di una serie di dati incompleti e discontinui nello spazio e nel tempo. Il tempo analizzato è quello geologico, alla scala dei milioni e dei miliardi di anni.
Per cogliere, invece, variazioni più “fini” è necessario lavorare su tempi più brevi dei tempi geologici, ma, nello stesso tempo, più lunghi dell’arco della vita umana e con serie di dati raccolti con la maggior continuità possibile nella stessa regione. Soltanto così è infatti possibile cogliere quelle che sono le tendenze e le modificazioni in atto.
Purtroppo, una raccolta sistematica di dati climatici e meteorologici ha avuto inizio soltanto poco più di 200 anni fa in Europa, e circa 100 anni fa negli Stati Uniti, e in molti Paesi non è ancora cominciata. Sono informazioni preziose, tuttavia si tratta ancora di periodi di osservazione troppo brevi per permettere di costruire modelli di variazioni a lungo termine: in poche parole, l’analisi delle serie di dati storici non ci permette ancora di rispondere alla domanda cruciale: il clima della Terra sta davvero cambiando? Anche perchè i dati del passato non possono tenere conto di uno dei fattori che diviene di anno in anno sempre più importante nell’introdurre possibili modifiche ai parametri che governano il clima del nostro pianeta: l’influenza della popolazione umana, che aumenta di giorno in giorno.

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