Un anemometro

La velocità del vento viene espressa in km/h o in nodi (1 nodo= 1.852 km/h), oppure, più raramente in meteorologia, attraverso la scala di Beaufort (proposta nel 1805 dall’ammiraglio inglese Francis Beaufort per classificare i venti in base all’intensità).
Gli anemoscopi misurano la direzione del vento e sono costituiti da semplici banderuole metalliche che ruotano su un perno e si allineano alla direzione del vento (come le banderuole e i “galletti” posti sui tetti delle case o le maniche a vento degli aeroporti, che offrono anche una stima della velocità in base alla espansione della manica). Un’apposita strumentazione permette di registrare automaticamente i dati. Gli anemometri invece permettono di misurare la velocità del vento, con una piccola “girandola” che ruota con velocità proporzionale alla velocità del vento. In genere anemoscopi e anemometri sono accoppiati nello stesso strumento. I modelli più moderni sono elettrici e appositi trasmettitori permettono di inviare i dati in tempo reale alla stazione di elaborazione.

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