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pubblicato il 7 novembre 2022 in aria

Al via la COP27

Inizia oggi 6 novembre il 27esimo vertice Onu sui cambiamenti climatici, la COP27, ospitato fino al 18 novembre a Sharm El-Sheikh, in Egitto. La COP27 rappresenta una tappa decisiva nel cammino verso l’attuazione dell’Accordo di Parigi del 2015 e degli impegni della comunità internazionale in materia climatica. Oltre 150 appuntamenti sono in programma nell’arco di due settimane per i 198 membri dell’UNFCC. Al momento solo 24 Paesi dei 193 che partecipano alla Cop hanno rivisto i loro piani climatici (Ndc, Nationally Determined Contributions, i contributi determinati a livello nazionale): parliamo del 12,5%. Questo significa che quasi l’88% non ha fatto assolutamente nulla. E sono ancora meno quelli che hanno effettivamente migliorato le loro politiche.

L’avvio del Vertice sul clima è stato all’insegna dell’emergenza climatica a fronte di otto anni di temperature “bollenti”, con le parole del Segretario Generale Antonio Guterres: “Mentre la Cop27 è in corso, il nostro pianeta manda un segnale di sofferenza. L’ultimo rapporto sullo Stato del clima globale è la cronaca del caos climatico”. Effettivamente i dati del rapporto “Stato del clima globale nel 2022”, diffuso dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), non sono confortanti: la temperatura media nel 2022 è di circa 1,15 gradi Celsius sopra i livelli pre-industriali (cioè la temperatura media del periodo 1850-1900) e i principali gas serra (anidride carbonica, metano, diossido di azoto) hanno raggiunto livelli record nel 2021 e continuano a salire nel 2022.

Un’altra questione aperta di cui si discuterà al Vertice è quella delle “perdite e danni” (loss and damage). Ovvero quello che è stato immaginato come un meccanismo di assicurazione, per consentire alle nazioni povere della Terra di riparare ciò che viene distrutto, ad esempio, da eventi meteorologici estremi riconducibili ai cambiamenti climatici.

 
 
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