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pubblicato il 24 maggio 2022 in la vita

Anfibi a rischio

L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, International Union for Conservation of Nature), avverte: il tasso di estinzione degli anfibi è circa 200 volte più grande rispetto a quello di altre specie animali. Lo afferma uno studio condotto dall’Università di Copenaghen che ha inserito molte specie di rane, rospi, tritoni e salamandre nella famigerata lista rossa, il triste elenco di specie animali e vegetali che rischiamo di perdere per sempre. In particolare, il 41% delle oltre 8.000 specie di anfibi conosciute è attualmente minacciato di estinzione, tra questi, il 36% vive in Italia.

Per quale motivo gli anfibi sono così vulnerabili?
La ragione sta nel loro nome che deriva dal greco antico Amphibios termine che significa “dalla doppia vita”. Gli anfibi, infatti, vivono una parte dell’esistenza in acqua e una parte fuori. Sappiamo che i girini delle rane, dei rospi e degli anfibi con la coda, come tritoni e salamandre, respirano con le branchie e sono molto simili a piccoli pesci. La loro esistenza è completamente acquatica fino a quando diventano adulti attraverso un processo affascinante e complesso che si chiama metamorfosi, durante il quale le larve perdono la coda, sviluppano i polmoni e le zampe. Cambiano addirittura dieta: i girini delle rane sono erbivori, mangiano alghe e detriti vegetali, mentre gli adulti sono strettamente carnivori.

Ciclo di vita di una rana

Gli anfibi adulti non abbandonano mai completamente l’acqua, la loro pelle è permeabile e deve rimanere sempre umida anche perché una parte della respirazione avviene proprio attraverso la cute sottile. Inoltre l’acqua è fondamentale per la riproduzione. Ci sono poi anfibi che anche da adulti vivono in acqua, come i tritoni, mentre altri, come i rospi, hanno una pelle abbastanza spessa da permettere loro di allontanarsi da laghi e ruscelli anche per tempi prolungati.

Rana europea comune con uova.

La vita tra due mondi, quello acquatico e quello asciutto, li mette in contatto sia con le sostanze inquinanti presenti in acqua, sia con quelli del suolo, come fertilizzanti e pesticidi, che penetrano facilmente nel corpo degli anfibi attraverso la pelle sottile. Inoltre, la dipendenza dall’acqua li rende particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici, soprattutto alla siccità. Poiché si nutrono di insetti, l’uso massiccio di insetticidi in agricoltura priva gli anfibi del principale alimento e molte specie muoiono di fame. C’è poi un problema enorme legato a una malattia che recentemente ha sterminato molte specie di rana: si chiama chitidriomicosi ed è provocata da un fungo che provoca lesioni letali alla delicatissima pelle degli anfibi.

Vi è, infine, una minaccia molto recente: si tratta delle specie alloctone, animali originari di luoghi lontani spesso accidentalmente introdotti in nuovi ambienti che entrano in competizione o predano le specie residenti. È il caso dello xenopus, un rospo africano in che in Europa si nutre dei girini delle rane locali o degli uccelli palustri che predano gli anfibi adulti.

A cura di Andrea Bellati

Per saperne di più: Liste rosse IUCN

 
 
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