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pubblicato il 2 maggio 2022 in la vita

Giornata Mondiale del Tonno

Il 2 maggio ricorre la Giornata Mondiale del Tonno, designata dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale dalle Nazioni Unite nel 2016, che invita tutti gli Stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, altre organizzazioni internazionali e regionali e la società civile, incluse le organizzazioni non governative, a celebrare il valore del tonno per la sicurezza alimentare e la nutrizione, lo sviluppo economico, l’occupazione, le entrate del governo, i mezzi di sostentamento, la cultura e la ricreazione, e riconoscere l’importanza della gestione sostenibile di questa pesca di questa pesca, per adempiere all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

La Giornata Mondiale del Tonno nasce dunque per sensibilizzare e educare l’opinione pubblica. Alcuni numeri parlano chiaro: l’Italia è il secondo produttore europeo di tonno in scatola, dopo la Spagna. La portata della pesca del tonno è in continua crescita e, a oggi, oltre 80 Stati praticano la pesca del tonno. Secondo i dati 2020 Ancit (Associazione Nazionale dei Conservieri Ittici e delle Tonnare) la produzione nazionale italiana si attesta sulle 74mila tonnellate, mentre i consumi di tonno arrivano a 153.250 tonnellate, pari a circa 2,5 kg pro capite.

L’industria di trasformazione del tonno così come la conosciamo oggi, si è sviluppata intorno alla metà degli anni ‘50, ma è tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80 che la domanda delle conserve di tonno è aumentata significativamente. Questo ha comportato un ampliamento del settore legato alla pesca, lavorazione e conservazione del tonno e negli anni è aumentata l’esigenza di tutelare il prodotto e la produzione.

E nella Giornata Mondiale del Tonno, come ognuno di noi può contribuire alla sostenibilità? Per prima cosa, è fondamentale imparare a leggere le etichette del tonno in scatola che troviamo sugli scaffali del supermercato: un gesto semplice ma che fa molta differenza. Non tutte le scatolette, infatti, provengono da una pesca sostenibile. Le nostre scelte, quindi, hanno un impatto concreto e reale sul mondo che ci circonda: per poter garantire che il tonno continui a trovarsi sulle nostre tavole, serve un’industria sostenibile che abbia a cuore sia l’ecosistema marino sia il lavoro dell’intero settore.

Conosciamo il tonno
Il tonno è un pesce della famiglia degli Sgombriformi, con un corpo fusiforme azzurro scuro sul dorso e bianco argenteo sul ventre, che può raggiungere anche 2-3 metri di lunghezza e 600 kg di peso. Nel corso della sua vita compie migrazioni di migliaia di chilometri lungo le coste dei diversi Oceani. Onnivoro, si nutre perlopiù di piccoli pesci e si riproduce una volta all’anno.

Il tonno vive in prevalenza nelle acque oceaniche fra i due tropici, in banchi. Oltre il 60% del tonno pescato annualmente proviene dall’Oceano Pacifico. Due sono le specie più diffuse, che insieme forniscono il 90% della materia prima all’industria conserviera mondiale:

  • tonnetto striato (Euthynnus katsuwonus pelamis). È la specie più pescata (oltre il 50% tra tutti i tonni) e la più utilizzata a livello mondiale per la produzione di conserve di tonno. Il nome deriva dalle striature longitudinali presenti nella parte ventrale;
  • tonno a pinna gialla (Thunnus albacares). È il tonno più impiegato dall’industria italiana per le sue qualità organolettiche. Il nome deriva dal colore giallo brillante delle pinne.

Il tonno è stato definito “il maiale di mare”, perché non si butta quasi nulla e gli scarti di lavorazione sono minimi.

 
 
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