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pubblicato il 30 aprile 2022 in energia

Energia solare in Italia: a che punto siamo?

Il Sole è la principale fonte di energia sul nostro Pianeta, da cui derivano quasi tutte le forme di energia che utilizziamo quotidianamente, come per esempio i venti, i combustibili fossili e le maree. La vita sulla Terra dipende dalla radiazione solare: è grazie ai raggi del Sole che le piante svolgono la fotosintesi clorofilliana e innescano quel ciclo perfetto che consente la sopravvivenza di tutti gli organismi che abitano il pianeta Terra. Oggi, a distanza di quasi 150 anni dalla prima cella fotovoltaica, l’energia solare è l’energia rinnovabile più promettente, una delle alternative che permetterà una transizione energetica verso un futuro più sostenibile. Scopriamo a che punto è l’Italia nello sviluppo di questa fonte energetica e quali sono le prospettive per il futuro.

Qualche dato sul solare in Italia
L’Italia è uno dei paesi più virtuosi in Europa e nel mondo per la produzione di energie rinnovabili. Secondo i dati del World Energy Review 2021 di Eni, l’Italia nel 2020 si è posizionata al sesto posto nella classifica mondiale relativa alla capacità fotovoltaica installata, mentre, a livello nazionale, l’energia solare è la fonte rinnovabile più utilizzata dopo l’idroelettrico. Nel 2020 l’energia che proviene dal Sole ha coperto l’8,2% dei consumi elettrici in Italia (Fonte “Energia da fonti rinnovabili in Italia – Rapporto Statistico 2020”, GSE). Si fa qui presente che energia solare in Italia significa sostanzialmente solare elettrico, ossia fotovoltaico. L’altro grande filone, ossia il solare termico, che sfrutta i raggi del sole per riscaldare direttamente dei fluidi (spesso l’acqua), è effettivamente presente ma non rappresenta una quota al momento significativa.

Dove sono le centrali fotovoltaiche in Italia
La distribuzione geografica del fotovoltaico italiano ha un andamento particolare rispetto ad atre fonti energetiche. Le graduatorie regionali e provinciali, infatti, cambiano in modo significativo a seconda che si valuti il numero di impianti o la potenza installata, visto che su queste statistiche incidono sia la taglia media degli impianti sia la distribuzione della radiazione solare sul territorio nazionale. E molto cambia a seconda che si valutino i dati assoluti oppure rapportati all’estensione della regione o della provincia di riferimento, nonché alla densità abitativa.

Per fare un quadro della distribuzione del solare fotovoltaico in Italia, sono stati presi gli ultimi dati forniti dal Gestore dei servizi energetici (GSE), aggiornati al 31 dicembre 2020. Partendo dal numero e dalla potenza installata complessiva, a fine 2020 risultavano installati 935.838 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 21.650 MW. Nel corso del 2020 sono stati installati sul territorio nazionale 55.550 impianti fotovoltaici – in grande maggioranza di taglia inferiore a 20 kW – per una potenza complessiva di 749 MW.

In Italia la diffusione del fotovoltaico è cominciata negli anni ’70: il primo impianto è stato installato nel 1979 al Passo della Mandriola. Bisogna però aspettare gli anni ’90 per una diffusione più ampia del fotovoltaico agevolata poi ulteriormente dai primi incentivi statali, i cosiddetti Conto Energia, a partire dagli anni 2000. Se osserviamo il grafico sull’evoluzione del numero e della potenza installata degli impianti fotovoltaici in Italia, infatti, ci si rende conto che il fotovoltaico in Italia ha iniziato ad accelerare all’inizio di questo secolo. Ciò che si osserva è la veloce crescita iniziale, in parte dovuta agli incentivi del Conto Energia, a cui segue, a partire dal 2013, una fase di consolidamento caratterizzata da uno sviluppo più graduale, dovuto alla cessazione dei sussidi statali. Ricordiamo, inoltre, che lo sviluppo del fotovoltaico ha ricevuto un’ulteriore spinta nel 2009, grazie alla Direttiva Europea che dettava i primi obiettivi in termini di produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili (2009/28/CE).

Numerosità e potenza installata degli impianti fotovoltaici si distribuiscono in modo piuttosto diversificato tra le regioni italiane. A fine 2020, due sole regioni concentrano il 29,8% degli impianti installati sul territorio nazionale (Lombardia e Veneto, rispettivamente con 145.531 e 133.687 impianti). Il primato nazionale in termini di potenza installata è, invece, della Puglia, con 2.900 MW (13,4% del totale nazionale); nella stessa regione si osserva anche la dimensione media degli impianti più elevata (53,4 kW). Le regioni con minore presenza di impianti sono Basilicata, Molise, Valle D’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Le installazioni realizzate nel corso del 2020 non hanno provocato variazioni significative nella distribuzione regionale degli impianti. La potenza installata è concentrata per il 44,5% nelle regioni del Nord Italia, per il 37,4% in quelle del Sud, per restante il 18,2% in quelle centrali. La Puglia fornisce il contributo maggiore al totale nazionale (13,4%), seguita dalla Lombardia (11,7%) e dall’Emilia Romagna (10,0%). Se consideriamo, invece, il numero degli impianti, il 55% è installato nel Nord del Paese, il 17% al Centro e il restante 28% al Sud. Le regioni con il maggior numero di impianti sono Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Lazio.

È interessante notare che all’interno delle singole regioni non esiste uniformità. Se si scende su scala provinciale, infatti, si osservano realtà particolarmente carenti, che hanno installato appena l’uno per mille del totale nazionale, ma anche vere e proprie eccellenze come Lecce, che da sola copre il 3,3% della potenza fotovoltaica installata, seguita da Cuneo, con il 2,7%, e da Viterbo e Roma con il 2,2% ciascuna. Osservando, invece, la mappa provinciale del numero di impianti installati, si conferma il primato della provincia di Roma, con il 4,0 % del totale nazionale; seguono le province di Treviso e di Brescia con il 3,2%. Tra le province del Sud, invece, quella caratterizzata dal numero maggiore di impianti a fine 2020 è Lecce (1,8%).

Infine, emerge qualche sorpresa se si valuta la densità di energia installata, ossia la potenza per chilometro quadrato. Per esempio, le Marche, piuttosto in basso nelle altre graduatorie, sono in realtà la seconda regione d’Italia, con 119 kWh installati per chilometro quadrato, precedute dalla Puglia a quota 148. Le Marche diventano addirittura prime se si calcola la potenza pro capite (watt per abitante, W/ab), con 744 W/ab, a cui seguono altre regioni del centro-sud come Puglia (738 W/ab), Basilicata (691 W/ab), Sardegna (609 W/ab), Molise (601 W/ab), Abruzzo (587 W/ab) e Umbria (577 W/ab). Le realtà locali stanno contribuendo in modo virtuoso alla transizione energetica, ciascuna grazie alle proprie eccellenze e peculiarità.

Quanta energia viene prodotta in Italia
Nel corso del 2020 gli oltre 935.000 impianti fotovoltaici in esercizio in Italia hanno prodotto complessivamente 24.942 GWh di energia elettrica; rispetto all’anno precedente si osserva un aumento di produzione pari a +5,3%, legato principalmente a migliori condizioni di irraggiamento. Dall’analisi dell’andamento mensile della produzione 2020 emerge il primato di produzione dei mesi centrali; luglio, in particolare, è il mese caratterizzato dalla maggiore produzione (poco più di 3,1 TWh).

Naturalmente la produzione è concentrata nei mesi centrali; luglio, in particolare, è il mese caratterizzato dalla maggiore produzione (poco più di 3,1 TWh). In continuità con gli anni precedenti, nel 2020 la regione con la maggiore produzione fotovoltaica risulta la Puglia, con 3.839 GWh (15,4% dei 24.942 GWh prodotti complessivamente a livello nazionale). Seguono la Lombardia con 2.441 GWh e l’Emilia Romagna con 2.402 GWh, che hanno fornito un contributo pari rispettivamente al 9,8% e al 9,6% della produzione complessiva del Paese. Per tutte le regioni italiane, nel 2020 si osservano variazioni positive delle produzioni rispetto all’anno precedente; la regione caratterizzata dall’aumento più rilevante è la Sardegna (+16,3% rispetto al 2019), seguita da Veneto (+9,0%) e dalle Province Autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente +8,7% e +8,5%).

Se si considera i settori di utilizzo dell’energia solare, a fine del 2020 l’81% circa degli impianti in esercizio in Italia si concentrano nel settore domestico; la quota maggiore (51%) della potenza installata totale si rileva invece nel settore industriale. Se si considera il solo 2020, l’86% degli impianti installati nel corso dell’anno afferiscono al settore domestico; in termini di potenza, invece, il 45% si concentra nel settore industriale.

Quale fotovoltaico?
Il fotovoltaico è un settore dove crescita e innovazione tecnologica non mancano. Diverse tecnologie e materiali si stanno affacciando sul mercato, dando prova di grande efficienza e consentendo un aumento nella produzione di energia grazie all’impiego di superfici non direttamente esposte alla radiazione solare diretta. Il fotovoltaico italiano rimane però ancora quasi interamente basato sul silicio. in tutte le regioni prevalgono quelli a silicio policristallino, seguiti dai monocristallini. I pannelli a film sottile o costituiti da altri materiali alternativi e più performanti sono poco diffusi.

Una delle novità più rilevanti che si sta affacciando sul panorama italiano è rappresentata dai sistemi di accumulo, utili a raccogliere l’energia da fotovoltaico prodotta ma non immediatamente consumata. E se da un lato è certamente in corso una tendenza di installazione di pannelli anche su oggetti d’uso comune e dispositivi – dai mezzi di trasporto agli accessori per smartphone – sta prendendo forma anche il solare termodinamico. Grazie a specchi speciali che concentrano l’energia che arriva dal sole in un unico punto, si riesce a riscaldare il ricevitore (un tubo in cui scorre una miscela di sali fusi, chiamato collettore solare) fino a temperature di 400°C-600°C, ottenendo un’efficienza d’uso anche superiore rispetto ai pannelli classici. La regione capofila per l’Italia, almeno nella fase di avvio, è la Sicilia, ma in generale per tutta la parte meridionale del paese sono in fase di avvio progetti e sperimentazioni, sia per l’uso civile dell’energia sia per quello industriale.

A cura di Benedetta Palazzo

 
 
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