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pubblicato il 6 maggio 2021 in aria

La Fabbrica dell’Aria, un progetto di bio-filtrazione dell’aria indoor

Il vegetali possono essere preziosi alleati e fornire possibili soluzioni all’inquinamento dell’aria, almeno in ambiente indoor. Le piante hanno una capacità straordinaria di eliminare inquinanti dall’ambiente, possono per esempio disinquinare i suoli e le acque e sono in grado di purificare l’aria da tutti gli inquinanti organici che normalmente si trovano all’interno degli ambienti chiusi. Partendo da questo presupposto è nato lo spin-off universitario Pnat (acronimo di Project Nature), il progetto della Fabbrica dell’Aria®, sistema di bio-filtrazione botanica dell’atmosfera in ambienti interni, sotto la supervisione di Stefano Mancuso, neurobiologo e botanico all’Università di Firenze.

I ricercatori, guidati da Stefano Mancuso, hanno brevettato la Fabbrica dell’Aria®, una speciale serra adattabile ad ogni ambiente, dotata di un particolare sistema di aspirazione unito ad un mix di piante d’appartamento che restituisce aria purificata naturalmente. L’efficacia di questo sistema, in grado di rispondere efficientemente, in maniera sostenibile e con costi di manutenzione molto contenuti, all’esigenza della depurazione dell’aria negli ambienti indoor, è stata testata dal Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale dell’Università di Firenze (Linv).

La Fabbrica dell’Aria®. Crediti: greenmedialab.com/lafabbricadellaria/

Dall’Istituto superiore per l’ambiente (Ispra) alla Nasa – che ha pubblicato uno studio sulla capacità delle piante di eliminare inquinanti in ambienti che simulavano le navicelle spaziali – sono numerose le ricerche svolte che ci ricordano che le piante di appartamento possono fornire un servizio di depurazione naturale degli ambienti indoor.

Le ricerche del team Pnat hanno portato a ideare un sistema in grado di rimuovere gli inquinanti di origine organica (Cov, composti organici volatili) con ricadute efficaci e applicazioni concrete. “Una pianta in un ambiente domestico, messa in un vaso, degrada gli inquinanti ma in scala molto più ridotta e lenta. Ed è quasi ininfluente nell’ambiente” afferma la botanica Camilla Pandolfi. “La nostra fabbrica dell’aria prevede un passaggio forzato dell’aria, che viene aspirata dall’ambiente e fatta passare in modo guidato attraverso l’apparato radicale delle piante. Le radici, che vivono in associazione con la flora batterica, sono già in grado di catturare composti inquinanti come la formaldeide e in generale i composti volatili, e degradarli”, spiega nel dettaglio.

La Fabbrica dell’Aria®. Crediti: greenmedialab.com/lafabbricadellaria/

La messa a punto del progetto ha richiesto ricerche e sperimentazioni durate quattro anni, anni necessari ad individuare il substrato e le piante più adatte. Si utilizzano piante di origine tropicale come i ficus, i filodendri (anche se il mix è molto ampio), classiche piante di appartamento che vivono bene nelle nostre case, abituate a condizioni di luce più ridotta, non amanti del freddo e soprattutto senza periodi di riposo vegetativo. Un metro cubo di  serra Fabbrica dell’Aria® è in grado di depurare naturalmente l’aria di un appartamento di 100 metri quadrati. Una serra speciale dal forte impatto visivo ma dotata di una complessa tecnologia, in grado di ridurre al minimo le manutenzioni, essendo praticamente automatizzata, dall’irrigazione al controllo della qualità dell’aria purificata. La serra è dotata di sensori che monitorano gli inquinanti in ingresso e in uscita; i dati rilevati possono essere controllati dallo smartphone in qualsiasi momento.

La prima Fabbrica dell’Aria è stata installata a Milano, al Green Media Lab, e ora si sta diffondendo in molti ambiti sociali, professionali e commerciali.

 
 
 
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