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pubblicato il 24 novembre 2020 in la vita

La luce dell’ornitorinco

Alla domanda: “qual è l’animale più strano?” rispondere è facile: l’ornitorinco. La strana bestiola vive solo in Australia ed è proprio questo il motivo delle sue caratteristiche uniche. L’ornitorinco è rimasto isolato per milioni di anni e la sua evoluzione ha preso una via autonoma e tutta diversa da quella dei mammiferi degli altri continenti. L’Australia, si sa, ha una fauna peculiare proprio perché si è separata dal supercontinente Gondwana (che riuniva tutte le terre emerse del Pianeta) in un’epoca lontanissima nel passato, il Permiano, 300 milioni di anni fa, quando comparvero i primi mammiferi. Da quegli animali ancestrali, isolati da tutti gli altri, si evolsero i marsupiali e i monotremi. Conosciamo bene i marsupiali, come i canguri, gli opossum e i koala. Sono mammiferi che partoriscono piccoli minuscoli, praticamente solo abbozzati, capaci di aggrapparsi a un capezzolo della madre e crescere dentro al marsupio caldo, ma all’esterno del corpo materno. E poi ci sono i monotremi, pochi in realtà, solo cinque specie, gli ultimi rappresentanti di animali antichissimi, più simili ai rettili e agli uccelli che ai moderni mammiferi.

Già il nome ne determina una caratteristica rettiliana: monotremi significa con una sola apertura e indica la cloaca, ovvero quella apertura unica, tipica di uccelli e rettili, dove sboccano insieme l’intestino, le vie urinarie e quelle riproduttive. Anche il loro cervello conserva caratteri da rettile, per esempio, non hanno il corpo calloso, ovvero quella parte centrale che unisce i due emisferi dell’encefalo e che appartiene a tutti noi mammiferi moderni. È pure freddo, non quanto un rettile ma molto più di un mammifero. La temperatura corporea dell’ornitorinco è di 32°C, la nostra di 37°C. Sembra una differenza da poco ma un mammifero moderno a 32 gradi muore. Ma la cosa più sorprendente è la riproduzione. Gli ornitorinchi sono ovipari, cioè fanno le uova come gli uccelli e i rettili e non partoriscono cuccioli già formati, come fanno i vivipari, cioè i mammiferi come noi. La femmina depone le uova in una camera sotterranea del nido, nei pressi di un corso d’acqua e le cova fino alla schiusa. Però allatta i cuccioli. Sì, ma non come fanno gli altri mammiferi, con le mammelle: il latte viene sudato dalla pelle di speciali conchette pelose sul ventre e i piccoli leccano i peli intrisi di alimento. Gli ornitorinchi hanno anche armi velenose, cosa rarissima tra i mammiferi. I maschi hanno uno sperone sulle zampe posteriori, una specie di artiglio capace di iniettare un veleno solo doloroso per noi, ma letale per gli animali di taglia più piccola.

L’aspetto più noto dell’ornitorinco è, tuttavia, proprio il suo aspetto. Ha le dimensioni di un gatto e sembra un puzzle fatto con le caratteristiche di molti animali diversi. Ha la forma di un castoro con la coda larga e piatta e ha la pelliccia folta e morbida di una lontra. Ha le zampe palmate e il becco di un’anatra, anzi, è l’unico mammifero con il becco. È acquatico e come il castoro e la nutria è un ottimo nuotatore. È un carnivoro e scova le sue piccole prede, soprattutto vermi, gamberi e insetti, con il becco sensibilissimo. Sensibile addirittura ai campi elettrici molto deboli emessi dalle sue prede quando si muovono.

Va bene ma se dell’ornitorinco sappiamo tutto, la notizia qual è? Semplice: l’ornitorinco è un animale luminoso. Non bastavano tutte quelle stranezze per renderlo unico, i ricercatori dell’Università di Ashland nel Wisconsin (USA) hanno scoperto di recente che se illuminata con luce ultravioletta, la pelliccia marroncina dell’ornitorinco diventa blu, un bel colore blu, elettrico e brillante. Una fluorescenza che rende questi animali ancora più strani.

La bioluminescenza dell’ornitorinco. Crediti: Mammalia

Ma a cosa serve? Le ipotesi sono varie e comprendono il mimetismo per nascondersi dai predatori e la comunicazione tra ornitorinchi. È anche possibile che, in realtà, questo strano adattamento non abbia alcuna funzione e che sia soltanto il residuo di una caratteristica antica che apparteneva agli antenati degli ornitorinchi e che sia rimasta, benché abbia perso la sua utilità. Insomma, l’ornitorinco è un animale che non finisce mai di stupire.

A cura di Andrea Bellati

 
 
 
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