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pubblicato il 11 aprile 2016 in energia

Dieci anni di domanda di gas

La domanda mondiale di gas naturale
Eni pubblica annualmente il World Oil and Gas Review, la rassegna statistica annuale sul mercato mondiale di petrolio e gas e sul sistema della raffinazione, quest’anno giunta alla quattordicesima edizione. Questa è una buona occasione non solo per vedere cosa è successo lo scorso anno, ma anche per scoprire cosa è successo negli ultimi dieci anni alla domanda di gas e individuare le tendenze che li hanno caratterizzati. Proviamo a farlo con l’aiuto delle statistiche dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA – International Energy Agency), organizzazione divenuta uno dei punti di riferimento internazionali nella raccolta e nell’elaborazione di dati energetici, e dei dati del nuovo World & Oil Gas Review di eni.

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Fonte: IEA – International Energy Agency

Nel 2014 la domanda mondiale di gas naturale ha mostrato una lieve decrescita rispetto al 2013 (-0,7%), passando da 3.522 a 3.497 miliardi di metri cubi (mmc). Nel periodo 2005-2014, la domanda mondiale è risultata comunque in crescita, registrando una variazione di 638 mmc (pari a un incremento del 18,2%). La dinamica, però, non è stata sempre positiva in questi dieci anni, poiché si sono verificate situazioni in cui i consumi di gas naturale sono anche diminuiti. In particolare, il grafico sulla domanda mondiale di gas naturale mostra una flessione negativa nell’anno 2009, in corrispondenza della fase più acuta della crisi economica mondiale. Solo a partire dal 2010 i consumi sono tornati a crescere.
La crisi economico-finanziaria ha avuto origine negli Stati Uniti nel luglio del 2007 e ha successivamente investito tutto il mondo. Ha però assunto una particolare virulenza nei Paesi dell’OCSE*, a partire dall’ottobre 2008. In particolare, la crisi ha provocato ingenti danni alle economie dei paesi maggiormente esposti a livello finanziario. A causa della crisi si assiste a una flessione generale dei consumi di materie prime. In particolare, la domanda mondiale di gas registra un decremento del 2,5% dal 2008 al 2009. La flessione non assume dimensioni ancor più elevate solo grazie alle economie emergenti dell’area asiatica, tra cui spiccano Cina e India, che mantengono il loro inarrestabile trend crescente della domanda di energia, necessaria a sostenere un costante sviluppo economico-industriale. In questo modo, a livello mondiale, sono state in parte compensate le ampie riduzioni dei consumi che si sono registrate nei paesi industrializzati, tra cui Nord America (-1,9% rispetto al 2008) ed  Europa OCSE (-1,8% rispetto al 2008). Dal 2010 si assiste a una ripresa globale dei consumi di gas naturale (+7,7% rispetto al 2009), dovuta sia all’inarrestabile crescita economica dei Paesi emergenti, sia alle politiche anti crisi adottate, che hanno favorito la ripresa delle aree più colpite dalla recessione economica (Nord America, Europa, Paesi dell’ex Unione Sovietica, Paesi industrializzati dell’area del Pacifico). In queste ultime aree la crescita dei consumi di gas naturale è stata positiva, anche se non ha recuperato le perdite registrate nel 2009.

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Fonte: IEA – International Energy Agency

In Europa, nel 2010 la domanda di gas è cresciuta del 7,8% rispetto al 2009, mentre, a partire dal 2011, ha iniziato a decrescere. A frenare i consumi di gas in Europa sono stati diversi fattori concomitanti: gli inverni particolarmente miti, la crescita delle rinnovabili, che fanno concorrenza al gas nella generazione elettrica, le politiche di efficienza energetica, soprattutto nel settore residenziale, e la depressione economica, che ha abbattuto – in alcuni casi in modo irreversibile – la domanda industriale.
Per meglio comprendere che cosa è successo analizziamo in dettaglio i dati più recenti.

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Fonte: IEA – International Energy Agency

Se analizziamo le variazioni percentuali della domanda di gas naturale tra il 2013 e il 2014 nelle diverse aree geografiche, vediamo che riflettono scenari economici differenti, frutto di dinamiche opposte. In una direzione si muovono, infatti, i Paesi industrializzati (area OCSE*), i cui consumi di gas naturale diminuiscono (-2,4% rispetto al 2013), mentre in direzione opposta si muovono i Paesi emergenti e in via di sviluppo (tra cui in testa Cina, India, Brasile), che continuano ad accrescere i loro consumi, senza mostrare alcuna flessione (area non OCSE, +0,77%).
La decrescita della domanda mondiale di gas nell’area OCSE rispetto al 2013 è dovuta principalmente all’inverno eccezionalmente mite in Europa, la cui domanda è diminuita dell’11,3% rispetto al 2013.
Per quanto riguarda la crescita domanda di gas nell’area non OCSE, nel 2014 ha subito un rallentamento rispetto agli anni precedenti – in cui il tasso di crescita era superiore al 2% – dovuto alle politiche energetiche di alcuni Paesi asiatici, che hanno limitato l’uso del gas in favore del carbone. Nonostante ciò, la domanda di gas dell’area non OCSE ha superato la domanda OCSE di 240 mmc, che equivale alla somma dei consumi di Francia, Germania, Italia e Regno Unito.
Per quanto riguarda i consumi totali dei singoli Paesi, nel 2014 gli Stati Uniti si confermano il primo paese consumatore di gas naturale con 759,4 mmc (il 21,7% del totale mondiale). Il loro consumo è 1,6 volte maggiore di quello del secondo paese, la Russia (461,4 mmc) e 4,2 volte superiore a quello del terzo Paese, la Cina (181,6 mmc). Per quanto riguarda il nostro Paese, i consumi di gas del 2014 sono stati pari a 61,9 mmc: nel 2014 l’Italia esce dalla top ten dei maggiori consumatori di gas.
Che cosa è dunque successo nell’ultimo decennio?

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Fonte: elaborazioni eniscuola su dati IEA

Dal 2005 al 2014 l’andamento della domanda di gas ha evidenziato un trend in crescita in tutte le aree geografiche, ad eccezione dell’Europa, dove si registra un decremento complessivo del 20% nel periodo di riferimento. Come abbiamo già in parte visto, l’andamento decrescente della domanda in Europa è dovuto a più cause, tra cui: la maggiore efficienza energetica (in particolare nel settore residenziale), il cambiamento del mix energetico delle fonti di energia e lo sviluppo delle rinnovabili, e infine, l’impatto della crisi economico-finanziaria.
Per quanto riguarda i Paesi emergenti e in via di sviluppo (area non OCSE), l’andamento della domanda di gas nel periodo 2005-2014 ha evidenziato un trend in costante crescita. La Cina si rivela uno dei Paesi in cui la domanda di gas è cresciuta maggiormente, con un aumento del 72,82% dei consumi a fine periodo rispetto al 2005.
In pratica, quasi un quinto dell’aumento mondiale dei consumi nel decennio (+638 miliardi di metri cubi) è dovuto alla fame di energia della Cina (+134 miliardi di metri cubi).

* L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Organization for Economic Cooperation and Development (Oecd)) è stata istituita con la Convenzione sull’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, firmata il 14 dicembre 1960,ed entrata in vigore il 30 settembre 1961, sostituendo l’OECE, creata nel 1948 per amministrare il cosiddetto “Piano Marshall” per la ricostruzione postbellica dell’economia europea. Dai 20 Paesi iniziali, tra cui l’Italia, Paese fondatore, l’OCSE raccoglie oggi 34 Paesi membri (Australia, Austria, Belgio, Canada, Cile, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria), tra i quali Cile, Estonia, Israele e Slovenia di più recente adesione (tra maggio e dicembre 2010).

Consumi pro capite di gas
Un’indicazione utile per capire quanto ampia sia la differenza tra paesi ricchi e paesi poveri e per avere un’idea di quanto gas in più servirebbe, se anche questi ultimi volessero raggiungere il nostro livello, ci viene data dai consumi di gas naturale per persona. Possiamo analizzare la situazione attuale aiutandoci con le statistiche contenute nel World Oil & Gas Review 2015.
Nel 2014, ciascun abitante del pianeta ha consumato in media 477 metri cubi di gas.
Come ogni media statistica, anche quella del “consumo medio” nasconde forti disparità nella distribuzione tra Paesi. Infatti, mentre nei Paesi industrializzati (area OCSE) ogni persona arriva a consumare in media 1.265 metri cubi l’anno, nei Paesi non OCSE ogni abitante consuma in media 309 metri cubi l’anno, ovvero circa 4 volte meno dei primi.

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Fonte: World Oil & Gas Review 2015

A livello di singoli Paesi o aree geografiche, poi, la disparità è ancora più marcata.
La Russia e l’Asia centrale, ad esempio, sono una delle aree in cui il consumo di gas pro capite è maggiore (nel 2014, in media, ogni abitante ha consumato 2.548 metri cubi all’anno). In sostanza, mediamente ogni persona residente in quest’area consuma più del triplo di un cittadino europeo (777 metri cubi all’anno), più di 19 volte il consumo di un cinese (133 metri cubi all’anno), più di 62 volte il consumo di un cittadino indiano (41 metri cubi all’anno) e più di 2.548 volte quello di un abitante del Mozambico (1 metro cubo all’anno). Da questi pochi dati emerge chiaramente che in alcune aree si consuma tanto gas naturale, forse troppo, e sarebbe opportuno utilizzare tecnologie più efficienti e risparmiare energia.
Negli ultimi 10 anni il consumo medio mondiale pro capite è aumentato, passando da 431 metri cubi del 2005 a circa 477 metri cubi del 2014. Nei paesi OCSE questo indicatore è risultato sostanzialmente stabile, mentre in Cina i consumi per persona sono quasi quadruplicati in dieci anni, anche se rimangono a livelli molto bassi. Considerando che stiamo parlando di un Paese con una popolazione di quasi 1,4 miliardi di abitanti, possiamo dire che è stata una crescita poderosa e di grande impatto a livello mondiale (e lo abbiamo visto quando, in precedenza, abbiamo analizzato l’andamento dei consumi totali nel periodo 2005-2014). Nei Paesi dell’Africa e dell’area asiatico pacifica, invece, i consumi per persona sono cresciuti poco e rimangono, quindi, molto bassi, rispettivamente pari a 115 e 175 metri cubi all’anno per persona. E’ un chiaro segnale della povertà e delle condizioni di vita estremamente disagiate che continuano ad affliggere queste popolazioni.
Quello che finora abbiamo visto è solo una parte dei numerosi dati disponibili per singolo Paese. Chi volesse approfondire questi argomenti può trovare utili e dettagliate statistiche nel World Oil & Gas Review di eni.

World Oil & Gas Review 2015
Per studiare il fabbisogno energetico del pianeta è necessario disporre di analisi scientifiche e di dati storici aggiornati, affidabili ed esaustivi, che permettano di individuare le tendenze destinate a caratterizzare il futuro energetico.
E’ proprio in quest’ottica che eni pubblica il  World Oil and Gas Review (WOGR), giunto ormai alla quattordicesima edizione.
WOGR è una delle più importanti fonti di informazione sul mercato del petrolio e del gas naturale. Anche in questa edizione l’industria e i mercati del petrolio e del gas naturale sono illustrati con dati sulla produzione, le riserve, il consumo, le importazioni e le esportazioni. Ognuno di questi indicatori è fornito per paese, per area geografica e per area di mercato. Questi numeri sono affiancati da indicatori specifici, grafici e classifiche che forniscono una chiave di lettura aggiuntiva rispetto ai soli valori assoluti.

a cura di Benedetta Palazzo

 
 
 
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