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Farina dalla foresta

Pane e farina costituiscono alimenti di prima necessità per molte culture del mondo. E’ possibile produrre farina da cereali come mais e frumento, oppure da frutti come castagne o ghiande, ma ben pochi sanno che alcuni popoli nordeuropei e nordamericani ottenevano farina dalla corteccia d’albero. Nei periodi di gelo eccezionale o durante carestie e guerre, i popoli nordici potevano contare su una risorsa alimentare abbondante e difficilmente esauribile: la farina di corteccia. Le fonti archeologiche hanno dimostrato che questo alimento era già in uso tra i popoli norreni (popoli che abitavano l’Europa settentrionale) durante il IX secolo, anche se probabilmente la sua origine è ben più antica. Un utilizzo più recente della farina di corteccia risale al XVIII secolo, durante quella che fu definita “Piccola età glaciale”, un periodo che si colloca tra il XIV e il XIX secolo in cui vi fu un abbassamento della temperatura media terrestre. I raccolti di cereali furono gravemente colpiti dall’abbassamento delle temperature e questo costrinse i popoli nordici a escogitare soluzioni per far durare più a lungo le scarse riserve di farina tradizionale.

L’uso della farina di corteccia è documentato anche dai primi esploratori del Nord America, che scrissero nei loro resoconti di aver osservato ettari di foreste i cui alberi erano quasi interamente privi di corteccia a causa dell’uso intensivo da parte dei locali. Gli Adirondack, una tribù algonchina canadese, fu soprannominata in questo modo dai Mohawk per la loro usanza di nutrirsi di corteccia d’albero in situazioni d’emergenza: Adirondack in lingua Mohawk significa infatti “Mangiatori d’alberi”.

Anche se viene tradizionalmente definita “farina di corteccia” o “farina di pino”, questo alimento può essere ottenuto da diverse specie di alberi (come olmo, frassino e betulla) e viene ricavato dal floema (corteccia interna), un complesso di tessuti tipico delle piante vascolari con una triplice funzione di trasporto di composti solubili, di riserva e di sostegno della pianta. Il floema è generalmente l’unica parte commestibile del tronco degli alberi, dato che il resto del materiale ligneo è costituito da cellulosa e non è digeribile dagli esseri umani.

 
 
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