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Il bilancio energetico in Italia
Il Bilancio Energetico Nazionale
20 novembre 2011
a cura di Benedetta Palazzo
Il Ministero dello Sviluppo Economico pubblica annualmente il Bilancio Energetico Nazionale del nostro Paese. Questo ci dà l’opportunità di analizzare i dati sulla domanda di energia in Italia, soffermandoci in particolare sullo scenario energetico che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni.
Il Bilancio Energetico Nazionale (BEN) consiste in una raccolta di informazioni su come viene prodotta l'energia e su come viene utilizzata in un Paese nell'arco di un anno. Come tutti i bilanci, anche il bilancio energetico raccoglie informazioni sulle entrate e sulle uscite, in questo caso di energia. L'energia messa a disposizione da petrolio, carbone, gas naturale, rinnovabili e le altre fonti del BEN, viene espressa con la stessa unità di misura – la tonnellata equivalente di petrolio (tep) - che corrisponde all’energia contenuta in un barile di oro nero. La principale informazione contenuta nel BEN è la disponibilità di energia totale di un paese in un anno, chiamata anche consumo primario di energia o di fonti primarie. Questi dati indicano quanta energia ha a disposizione un Paese per essere consumata direttamente (ad esempio l'energia elettrica importata o prodotta dalle centrali idroelettriche), o per essere trasformata in prodotti derivati da mandare successivamente al mercato del consumo finale (ad esempio il petrolio, che va poi alle raffinerie per essere trasformato in benzina e gasolio), o, infine, per essere trasformata in energia elettrica (ad esempio i combustibili fossili utilizzati dalle centrali termoelettriche per produrre elettricità). Il Bilancio Energetico Nazionale, inoltre, ci indica come un Paese impiega le fonti primarie a disposizione, cioè ci dà informazioni sui consumi finali di energia. Parte dell'energia disponibile come fonte primaria, infatti, deve essere opportunamente trasformata prima di poter essere utilizzata; ad esempio, una parte di energia rinnovabile viene impiegata per produrre energia elettrica. Passando dai consumi primari ai consumi finali di energia, quindi, cambia la composizione delle fonti di energia, poiché diminuiscono, ad esempio, le quantità di combustibili fossili e aumentano quelle di energia elettrica. I consumi finali di energia comprendono i consumi del settore civile, dei trasporti, dell’agricoltura, dell’industria, gli usi non energetici e i bunkeraggi. L’attività di bunkeraggio consiste nel rifornimento dei prodotti petroliferi alle navi per i propri consumi (motore di propulsione e motori per la produzione dell’energia di bordo).
I consumi primari di energia sono quindi dati dalla somma dei consumi finali di energia, delle trasformazioni in energia elettrica e dei consumi e perdite del settore energetico.
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Il Bilancio Energetico Nazionale
In Italia i consumi primari di energia (vedi grafico "Consumi primari di energia in Italia" nel menù a sinistra) hanno mostrato un trend in crescita fino al 2005 (con un incremento del 6,4% dal 2000 al 2005), anno in cui è stato raggiunto il livello record di consumi, pari a 197.776 ktep. Dal 2005 si osserva un calo costante dei consumi fino al 2009, anno in cui si ha una flessione molto rilevate, pari al -5,7%, rispetto al 2008, in corrispondenza della fase più acuta della crisi finanziaria internazionale. Infatti, il calo dei consumi registrato dal 2008 al 2009 è imputabile principalmente alla crisi economica che ha investito i Paesi industrializzati in quegli anni e che ha fortemente influenzato il settore energetico. La crisi economico-finanziaria, originatasi negli Stati Uniti nel luglio del 2007, ha successivamente investito tutto il mondo e in particolare i Paesi industrializzati, a partire dall'ottobre 2008. Considerando l'andamento storico della domanda di energia, si deve tornare al 1949 per trovare una riduzione di entità paragonabile a quella del 2009. Nel 2010 si assiste a una crescita dei consumi di energia pari al +2,7% rispetto al 2009, dovuta alle politiche anti crisi adottate, che hanno favorito la ripresa economica.
Analizzando in particolare i consumi primari di energia per fonte (vedi grafico "Consumi primari di energia per fonte in Italia" nel menù a sinistra), è possibile notare che negli ultimi dieci anni il consumo di petrolio è diminuito del 21,7%. Questa diminuzione, particolarmente marcata nel secondo quinquennio (-15,4%), è dovuta principalmente alle scelte energetiche del nostro Paese, che hanno privilegiato il gas naturale come fonte primaria di energia per il settore civile e la generazione elettrica. Infatti, dal 2000 al 2005 i consumi di gas naturale sono aumentati del 22%, registrando un picco proprio nel 2005 con 71.169 ktep. A partire dal 2005, invece, c’è stata una flessione negativa dei consumi di gas (decrescita comunque inferiore a quella del petrolio nello stesso periodo) che è stata particolarmente significativa negli anni della crisi economico-finanziaria. Infatti, nel 2009 si è registrato un calo dei consumi di gas pari all’8,1% rispetto al 2008. Nel 2010 i consumi di gas sono tornati a crescere, con un incremento del 6,3% rispetto all’anno precedente *.
Per maggiori dettagli sulla domanda di petrolio in Italia e nel mondo leggi lo speciale “Dieci anni di domanda di petrolio”.
Le fonti che, pur in presenza di una crisi economica, hanno mostrato un andamento crescente nel periodo di riferimento sono le rinnovabili (+73%). Ciò detto, occorre ribadire che il loro contributo alla copertura dei consumi resta, nel mix energetico complessivo, ancora marginale.
Possiamo, infine, osservare che la dipendenza dalle importazioni di energia elettrica è rimasta tendenzialmente costante dell’arco dei dieci anni di riferimento.
Disaggregando per fonte i dati relativi ai consumi primari di energia nel 2010 (vedi grafico "Italia: consumi primari di energia per fonte (ktep)" e "Italia: consumi primari di energia per fonte (%)" nel menù a sinistra), risulta evidente l’importanza dei combustibili fossili come fonte primaria di energia. Il petrolio e il gas naturale, infatti, contribuiscono per il 76% alla copertura dei consumi italiani di energia. Come si può osservare dal grafico, le rinnovabili e i combustibili solidi vengono impiegati quasi totalmente nella produzione di energia elettrica (area verde), mentre per il gas naturale e il petrolio predomina l’area blu corrispondente ai consumi finali di energia, che in seguito saranno disaggregati e analizzati in dettaglio. Il gas naturale risulta essere la fonte primaria più utilizzata per la produzione di energia elettrica. Le importazioni di energia elettrica in Italia coprono il 5% dei consumi primari di energia, mentre i combustibili solidi e le fonti di energia rinnovabile contribuiscono rispettivamente per il 7% e per il 12% alla copertura dei consumi energetici primari.
Si può infine notare come i consumi e le perdite del settore energetico (area nera) relativi al petrolio siano nettamente superiori a quelle delle altre fonti e rappresentino l’84,5% del totale.
* Elaborazioni dal BEN relativo agli anni dal 2000 al 2010. Tutti i dati annuali dei BEN sono reperibili sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico
Analizzando in particolare i consumi finali di energia per fonte (vedi grafico "Consumi finali di energia per fonte in Italia" nel menù a sinistra), è possibile osservare che i consumi di petrolio e di gas naturale mostrano un incremento, rispettivamente del 3,7% e del 15,9%, dal 2000 al 2005. Il forte incremento dei consumi di gas naturale è dovuto principalmente alle scelte energetiche del nostro Paese: infatti, il gas naturale - anche per i vantaggi ambientali che lo caratterizzano – ha gradualmente preso il posto del petrolio come fonte fossile nella produzione di energia nel settore della generazione elettrica, nel settore dell’industria e anche nel riscaldamento degli edifici. A partire dal 2005, invece, c’è stata una flessione negativa sia dei consumi di gas sia di quelli di petrolio (rispettivamente -7,2% e -9,2%), che è stata particolarmente significativa negli anni della crisi economico-finanziaria. Infatti, nel 2009 si è registrato un calo del 3,7% dei consumi di gas e del 6,7% di quelli di petrolio, rispetto all’anno precedente. Nel 2010 i consumi sono tornati a crescere con un incremento del 7% per il gas naturale e solo dello 0,8% per il petrolio *.
Per comprendere quanto ogni fonte e ogni settore contribuisca ad alimentare i consumi finali totali disaggreghiamo i dati relativi al 2010 (vedi grafico "Italia: consumi finali di energia per settore (ktep)" e "Italia: consumi finali di energia per settore (%)" nel menù a sinistra). I combustibili fossili dominano tutti i settori economici e, in particolare, si osserva la netta predominanza del petrolio nel settore dei trasporti, con 39.828 ktep, e del gas naturale in quello civile, con 27.709 ktep. Il gas naturale, infatti - anche per i vantaggi ambientali che lo caratterizzano – ha gradualmente preso il posto del petrolio come fonte fossile nel settore della generazione elettrica, nel settore dell’industria e anche nel settore civile per il riscaldamento degli edifici. Il gas naturale e l’energia elettrica – che, ricordiamolo, è in gran parte prodotta dal gas naturale – sono impiegati principalmente nei settori civile e industriale. Per quanto riguarda le fonti di energia rinnovabile, vengono impiegate principalmente nel settore civile e dei trasporti e in minima parte nell’industri e nell’agricoltura. Come già detto, il loro contributo rimane comunque marginale rispetto a quello dei combustibili fossili. I combustibili fossili, infine, sono impiegati quasi esclusivamente nell’industria.
* Elaborazioni dal BEN relativo agli anni dal 2000 al 2010. Tutti i dati annuali dei BEN sono reperibili sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico
















