Idrati di metano
Cosa si può fare oggi?
Le conoscenze sugli idrati di metano, sul loro comportamento e sulla loro distribuzione, e i dati geologici del passato suggeriscono una grande cautela nella corsa all'utilizzo di questi composti per la produzione di metano. Lo sfruttamento di queste enormi riserve energetiche potrebbe risolvere temporaneamente molti problemi energetici e aiutarci nella difficile fase di passaggio dall'uso di combustibili fossili all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Tuttavia, i rischi ambientali legati ad uno sfruttamento indiscriminato e non rispettoso dell'ambiente appaiono molto grandi. Lo sfruttamento commerciale deve quindi essere rimandato fino al momento in cui le tecnologie ci possano mettere al riparo dal rischio più grave, quello della liberazione di grandi quantità di metano in mare e nell'atmosfera.
Ricordiamo anche il possibile rischio di innescare grandi franamenti sottomarini su vasta scala.
La presenza di composti dalle caratteristiche così particolari e instabili, così sensibili a variazioni anche minime di temperatura, ci mette comunque in guardia per quanto riguarda il contributo dell'uomo all'effetto serra: è vero che i dati geologici dimostrano che cambiamenti climatici a grande scala e "crisi" ambientali e climatiche a livello planetario si sono verificate nel passato geologico, anche senza alcun intervento da parte dell'uomo, ma il nostro comportamento potrebbe dare un contributo decisivo all'innesco di questi processi che, una volta iniziati, risulterebbero irreversibili.
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