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Glossario

Paesaggio
Insieme di elementi biotici (vedi) e abiotici (vedi), naturalistici e antropici, considerati da un punto di vista percettivo ed estetico. Comprende la generalità dei beni ambientali.

Paleolitico
Il Paleolitico è il periodo più antico della preistoria, iniziato circa 2 milioni di anni fa e durato fino a circa 8.500 anni a. C. Questo periodo si suddivide in paleolitico inferiore (sino a circa 80.000 anni fa), paleolitico medio (sino a circa 40.000 anni fa) e paleolitico superiore. L’uomo paleolitico visse di caccia e di raccolta, in stretta dipendenza dall’ambiente adeguandosi, di volta in volta, ai cambiamenti di clima e, quindi, anche della flora e della fauna. Le abitazioni erano all’aperto oppure in caverne.

Palizzate
Sono costituite da pali di essenze forti (castagno, robinia e rovere) infissi nel suolo. Vengono utilizzate in operazioni di ripristino (vedi Ripristini ambientali) e stabilizzazione superficiale dei terreni; in particolare, per la formazione di gradoni, il contenimento del terreno rimosso e la protezione di argini.

Palude
Area di terreno depresso in cui l’acqua piovana, non riuscendo a defluire, forma bacini di raccolta superficiali generalmente ricoperti da vegetazione. Differisce dall’acquitrino in quanto questo è di solito ricoperto da acqua e da torbiera, costituita, quest’ultima, in massima parte da vegetazione in decomposizione.

PAN (nitrati di peroxyacetyl)
Classe di sostanze chimiche che si trovano a livello della troposfera. Esse sono molto inquinanti e nocive, soprattutto per la salute umana e delle piante.

Pangea
La Pangea è quell’unica, enorme massa continentale che comprendeva tutte le superfici emerse della Terra di circa 225 milioni di anni fa.

Panne di contenimento
Manufatti galleggianti di materiale sintetico che hanno la funzione di formare una barriera (vedi Barriera artificiale di contenimento) circoscritta, entro la quale una macchia di petrolio (vedi), versata accidentalmente, può essere racchiusa e bloccata, impedendone il processo di spandimento superficiale.

Pantalassa
La Pantalassa è un unico grande oceano che circondava la Pangea 200 milioni di anni fa, prima che i continenti si separassero.

Paraffina
E’ una miscela di idrocarburi grassa, solida e combustibile. Si ricava dal petrolio e si usa per fabbricare candele.

Parametri ambientali
Insieme delle caratteristiche fisiche, chimiche e del substrato, che determinano la fisionomia di un determinato ambiente o biotopo (vedi), creando specifici riflessi per l’instaurarsi delle biocenosi (vedi).

Parassitismo
Relazione di tipo antagonistico tra due organismi, uno dei quali vive a spese dell’altro, danneggiandolo, per un tempo più o meno lungo.

Parco
Area protetta destinata a conservare (a fini scientifici e culturali, ma anche ricreativi) aspetti naturalistici di particolare interesse (vedi Paesaggio) e specie selvatiche animali e vegetali, in ambienti tipici di una data regione. La salvaguardia di questo patrimonio naturale avviene mediante leggi che ne impedisono ogni forma di distruzione o di alterazione.

Pareggio, valore di
Costo teorico del greggio all’origine, tale da determinare un margine di raffinazione pari a zero. Si ottiene, per definizione, sottraendo al valore dei prodotti ottenibili dal greggio tutti i costi di trasporto, di lavorazione ed eventuali altri oneri.

Particolato
Si distingue in:
– particelle solide molto piccole presenti nei fumi degli impianti di combustione alimentati a carbone o ad olio combustibile;
– particelle carboniose presenti nei gas di scarico dei motori a combustione interna, specialmente diesel, dovute alla combustione incompleta del carburante.

Particolato Sospeso Totale (PST)
Il PST è costituito da particelle di materia di dimensioni talmente ridotte (molto meno di un millesimo di millimetro) da rimanere, anche per molto tempo, in sospensione in aria, prima di depositarsi al suolo. La composizione del particolato è molto varia (ad esempio, idrocarburi incombusti da motori diesel, idrocarburi pesanti parzialmente ossidati, metalli pesanti da impianti di combustione, ceneri vulcaniche, polveri, ecc.). La pericolosità del particolato è in funzione della sua composizione (sostanze dannose eventualmente presenti) e delle dimensioni medie delle particelle che, se inferiori a 10 micron (1 micron=10-3 mm), possono superare le vie aeree superiori arrivando agli alveoli polmonari. Per la loro specificità chimica, il gas naturale (vedi) e il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) non producono, in pratica, particolato in combustione, con un significativo vantaggio per quanto riguarda l’impatto ambientale (vedi).

PCB
(vedi Policlorobifenili)

PCDD
(vedi Policlorodibenzodiossine)

PCDF
(vedi Policlorodibenzofurani)

Pedogenesi
Letteralmente, la pedogenesi è un processo attraverso il quale si forma il suolo. La roccia madre (matrice litologica) viene disgregata nelle sue componenti organiche ed inorganiche, che sono, a loro volta, trasformate in composti minerali solubili, assimilabili dalla vegetazione presente in quella zona. Non tutto il materiale decomposto diviene assimilabile, perché parte di esso può infiltrarsi in profondità e non essere più disponibile all’assorbimento (lisciviazione). I principali fattori che determinano la pedogenesi sono: temperature, precipitazioni e venti. Esempi dell’effetto del clima sulla determinazione delle caratteristiche del suolo sono: l’erosione, per cui la parte superficiale del terreno, soprattutto quello di zone in pendenza, perde le sostanze organiche ed i composti nutritivi di cui è ricco, divenendo meno fertile; l’eccessiva piovosità, che rimuove i sali e gli elementi nutritivi o, al contrario, l’aridità, che rende eccessivamente salino il suolo.

Pedologia
Branca della scienza che studia i suoli (vedi) e ne quantifica i parametri per uso mineralogico, geologico, agricolo, geotecnico. Mediante la classificazione e la correlazione fra questi parametri e i diversi tipi di suolo, si è in grado di valorizzarne la peculiarità e di ottimizzarne le funzioni. La pedologia, usualmente applicata in agricoltura, giardinaggio, ripopolamento di versanti, ecc. trova spazio nei ripristini (vedi) di terreni dopo l’interramento di condotte.

Pelagico
Di mare aperto. Riferito normalmente alla regione oceanica nella quale si distinguono, in successione, dalla superficie verso le acque più profonde: – una regione epipelagica, dalla superficie fino a circa 50 metri di profondità; – una regione mesopelagica, tra 50 e 200 metri di profondità; – una regione batipelagica, tra 200 e 2.500 o 3.000 metri di profondità; – una regione abissopelagica, tra 2.500 o 3.000 e 6.000 metri di profondità; – una regione adopelagica, oltre 6.000 metri di profondità.

Percolato da discarica rifiuti
Materiale liquido che cola alla base delle discariche (vedi) dei rifiuti. Dopo aver subìto numerose trasformazioni biologiche, il materiale organico iniziale è in gran parte trasformato in acidi organici (vedi Acido). La componente inorganica contiene in genere metalli pesanti (vedi).

Percolazione
La percolazione è quel fenomeno determinato da infiltrazione dell’acqua nelle cavità capillari del sottosuolo. Si verifica in terreni e rocce permeabili, attraverso pori, fratture, stratificazioni, ecc.

Perdite di trasformazione
Ogni processo di trasformazione richiede una certa quantità di energia che si degrada. Obiettivo della conservazione dell’energia è anche quello di cercare di diminuire queste perdite attraverso processi tecnologici più avanzati e attraverso l’uso appropriato dell’energia a seconda degli usi richiesti.

Perforazione
Attività di perforazione di un pozzo (vedi). Comprende le operazioni di trivellazione, tubaggio e cementazione del pozzo. Quando l’attività di perforazione è conclusa si passa a quella di completamento del pozzo.

Perforazione direzionata
Tecnica di perforazione che consiste nel realizzare pozzi inclinati rispetto alla verticale, deviando la traiettoria dello scalpello mediante l’uso di attrezzi opportuni. I pozzi deviati vengono eseguiti sia per perforare più pozzi che raggiungano il giacimento in punti diversi partendo dalla stessa posizione di partenza, che per raggiungere zone produttive situate nel sottosuolo in corrispondenza di aree in cui non sia consentita la perforazione. La perforazione direzionata è più costosa della perforazione verticale, ma in casi particolari consente notevoli risparmi, ad es. nel caso di giacimenti offshore, dove il giacimento può essere sviluppato con una o poche piattaforme. Attualmente la perforazione deviata consente di realizzare pozzi inclinati fino a 90°.

Perforazione orizzontale
Tecnica di perforazione mediante la quale è possibile realizzare un foro orizzontale in corrispondenza della zona mineralizzata. Il foro orizzontale consente un recupero di greggi superiore a quello ottenibile con un foro che attraversi verticalmente la formazione. La direzione di perforazione, inizialmente verticale, viene deviata gradualmente di qualche grado ad intervalli di perforazione di qualche decina di metri. La caratteristica di questi pozzi è la consistente capacità di drenaggio che consente il raggiungimento di elevati livelli di produzione ed un più omogeneo sfruttamento del giacimento, permettendo anche di ottenere una riduzione del numero di pozzi da perforare.

Periodo di recupero
Periodo temporale, calcolato dall’inizio di una attività, entro il quale i redditi provenienti da una proprietà mineraria eguagliano tutti i costi sostenuti per la sua messa in produzione (acquisizione, sviluppo, ecc.).

Permeabilità-conducibilità idraulica
Capacità di un suolo (vedi) ad essere attraversato da un fluido senza danni alle strutture. La conducibilità idraulica è la velocità di un flusso di acqua nell’attraversare l’unità di superficie di un suolo e si misura in litri/giorno.

Permessi di inquinamento negoziabili
Permessi ad inquinare concessi dall’autorità pubblica alle imprese. Lo Stato prima definisce un livello di inquinamento accettabile, in termini di emissioni o accumulo nell’ambiente, poi alloca alle diverse aziende una quantità di permessi ad inquinare, corrispondente complessivamente a tale livello accettabile. Spesso l’allocazione iniziale di permessi tra le diverse aziende avviene sulla base delle emissioni inquinanti passate. Una volta acquisiti i permessi, l’impresa dispone di un diritto ad inquinare nella misura definita dal numero di permessi di cui è in possesso. Qualora l’impresa riesca, ad esempio grazie alla tecnologia, ad inquinare meno del livello consentito dai permessi, può cederne la parte in eccesso ad altre imprese, ossia negoziarli secondo un calcolo di convenienza economica. Tale cessione di permessi può avvenire internamente alla stessa azienda, oppure anche all’esterno (confronta Inquinamento, livello ottimale di).

Pescaggio a pieno carico
Profondità della parte immersa di una nave o di un natante, a pieno carico, importante per la determinazione della minima profondità d’acqua necessaria al galleggiamento. Il pescaggio di una petroliera deve essere comunicato al gestore degli arrivi delle navi per stabilire le modalità di discarica, in funzione delle possibilità di ricevimento del porto di arrivo e della darsena di attracco. Il pescaggio di una petroliera è indicato dalla marca di pescaggio (draught mark), indicata da una scala numerata sulla fiancata di prua, di poppa ed a centro nave.

Peso Specifico
Il peso Specifico è il rapporto tra il peso di un corpo e il suo volume.

Pesticidi
(vedi Fitofarmaci)

Petrografia
E’ la scienza che studia la composizione chimica, fisica e mineralogica delle rocce e il modo in cui esse si sono originate.

Petrolchimica
Industria di lavorazione di prodotti chimici derivati dal greggio (virgin naphta), dal gas naturale e dai condensati dei pozzi, per l’ottenimento di materie plastiche, gomma sintetica, fibre, ecc. Questo termine era stato creato per distinguere i prodotti derivati da petrolio e gas naturale da quelli derivati dal carbone (ad esempio ammoniaca, benzene, ecc.) o da sostanze organiche di origine vegetale (ad esempio amidi dei cereali).

Petroliera
Nave cisterna costruita appositamente per il trasporto di greggi o di prodotti petroliferi in serbatoi separati, allo scopo di frazionare il carico e di isolarlo, per quanto possibile, in caso di sinistro. Vi sono due principali suddivisioni delle petroliere in base ai carichi trasportati: le petroliere per il trasporto dei prodotti petroliferi (product carrier) e le petroliere per il trasporto dei greggi (crude carrier). Le petroliere per il trasporto di prodotti non raggiungono capacità di trasporto elevate poiché effettuano generalmente trasporti coast-to-coast. Le capacità medie si aggirano sui 20 ÷ 3.000 tpl (tonnellate di stazza media), ma esistono product carriers fino a circa 80.000 tpl. Le navi cisterna per prodotti possono trasportare prodotti petroliferi diversi (olio combustibile, benzine, ecc.) opportunamente segregati. Le moderne petroliere per il trasporto dei greggi hanno capacità di trasporto elevate. Pur non essendoci una demarcazione netta, esse possono essere suddivise in Large Crude Carrier (L.C.C.), con portata lorda inferiore a 250.000 tonnellate, Very Large Crude Carrier (V.L.C.C) con portata lorda tra 250.000 e 350.000 tonnellate ed Ultra Large Crude Carrier (U.L.C.C.) per capacità maggiori di portata lorda. Le moderne petroliere trasportano il carico in grandi serbatoi disposti nella parte anteriore e centrale della nave, mentre le funzioni operative ed i servizi sono disposte nella parte poppiera. La velocità di crociera di una petroliera VLCC è di 12-16 nodi, la lunghezza “fuori tutto” di circa 350 metri e il pescaggio, a pieno carico, di circa 20 metri. Le grandi petroliere con capacità di trasporto superiore a 1,5 milioni di barili di greggio sono dette anche superpetroliere (Supertanker).

Petrolio
Miscela naturale di idrocarburi liquidi (olio) e di altre sostanze di origine fossile contenuto in rocce sedimentarie (vedi) e associato a idrocarburi gassosi (gas) e solidi (bitumi) in proporzioni minori. La composizione dell’olio ha caratteristiche chimico-fisiche molto diverse, a seconda della provincia petrolifera di provenienza, che variano da quelle degli oli pregiati leggeri (>30°API), con basso contenuto di zolfo, a quelli degli oli pesanti (<20°API) con alto tenore di zolfo e diminuito valore commerciale. La formazione del petrolio deriva principalmente dall’alterazione termica nei tempi geologici della materia organica contenuta nelle rocce madri durante il loro seppellimento nei bacini sedimentari. In pratica, durante lo sprofondamento delle rocce madri nei bacini sedimentari, si genera gas batterico nella prima fase di seppellimento a basse temperature (<50°C) e successivamente, per progressivo aumento della temperatura, olio e gas umidi ed infine, nella fase finale dell’alterazione termica della materia organica, solo gas secco. Le moderne conoscenze sull’origine del petrolio hanno avuto importanti risvolti pratici sull’esplorazione petrolifera che è stata indirizzata, in modo più selettivo, verso le aree in cui si sono verificate le condizioni più favorevoli alla formazione e all’accumulo del petrolio.

Pianificazione territoriale
Attività che porta a progettare l’utilizzo ottimale del territorio, tenendo conto di una serie di fattori economici, demografici e ambientali, in modo da mantenere, nel tempo, un equilibrio positivo fra l’uomo e l’ecosistema (vedi), senza superare la capacità di quest’ultimo, di assorbire l’impatto ambientale (vedi) antropico.

Piano d’emergenza
Strumento della politica ambientale e di sicurezza, consistente in un programma preorganizzato, avente lo scopo di ridurre le conseguenze dannose per i lavoratori, la popolazione e l’ambiente, di un evento accidentale originato da installazioni o da attività in corso. Esso coordina ed ottimizza le capacità e le risorse disponibili, nelle sedi principali e in quelle periferiche.

Piano di risanamento acustico
Strumento di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di risanamento dei livelli di rumore (vedi), presenti in aree del territorio critiche, dal punto di vista acustico.

Piano di risanamento della qualità dell’aria
Strumento di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di risanamento della qualità dell’aria (vedi Aria, livelli di qualità dell’) nelle zone urbane e industriali.

Piano di risanamento delle acque
Strumento di pianificazione che definisce gli obiettivi e le modalità di risanamento delle risorse idriche, superficiali e sotterranee, di un determinato territorio e che indica le necessità finanziarie per le operazioni di risanamento pianificate.

Piattaforma di perforazione
Installazione a mare (vedi Offshore) atta alla perforazione di pozzi per la ricerca e la produzione di idrocarburi. Può essere di tipo fisso oppure mobile. Le piattaforme fisse sono rigidamente e permanentemente fissate al fondo del mare per tutta la vita produttiva del giacimento. Quelle mobili, ad operazioni concluse, sono trasferibili su differenti postazioni. Alle mobili appartengono i jack-up (vedi), le piattaforme semisommergibili, le drilling ship. Queste piattaforme mobili si differenziano fra loro principalmente per le profondità marine alle quali possono lavorare, per la predisposizione alla navigazione e per il sistema di stazionamento sulla postazione. I jack-up sono impiegati in fondali di un centinaio di metri, devono essere rimorchiati e sono dotati di gambe che appoggiano sul fondo marino. Le semisommergibili possono lavorare in fondali molto profondi, devono essere rimorchiate, sono dotate di gambe che appoggiano su grossi scafi sommersi, il cui zavorramento definisce il livello della piattaforma sul mare, ed il posizionamento è statico, ottenuto mediante ancore e cavi. Le drilling ship affrontano anch’esse elevate profondità marine, possono navigare autonomamente, avendo caratteristiche simili a quelle delle navi convenzionali, dispongono di un impianto di perforazione e il posizionamento è dinamico (vedi) mediante propulsori.

Piattaforma di produzione
Piattaforma utilizzata per lo sfruttamento di un giacimento ubicato lontano dalla costa e sulla quale trovano posto le teste-pozzo (vedi) e le apparecchiature di produzione. Le piattaforme di produzione sono costituite da una parte inferiore (jacket) e da una superiore (deck). Il jacket è una struttura reticolare di tubi saldati, fissata al fondo mare e sporgente al di sopra del massimo livello ondoso prevedibile. Il deck è un ponte, solidale con il jacket, sul quale sono stati fissati dei moduli contenenti le apparecchiature di produzione e perforazione, i servizi alloggi e mensa, le sale di controllo, le officine, gli uffici, i laboratori, ecc. Sia il jacket che il deck vengono costruiti in cantieri a terra, quindi trasportati, posizionati e assiemati in mare tramite chiatte-pontoni. La dimensione, e quindi il costo della piattaforma, dipende dal fondale marino e dalle condizioni ambientali (onde, venti, correnti, eventualità di terremoti, ecc.). Anziché i jacket con pali fissi, si possono usare “piattaforme a gravità” semplicemente appoggiate, in acciaio o cemento.

Piattaforma galleggiante ancorata
Piattaforma galleggiante di tipo fisso, mantenuta in posizione tramite un sistema di ancoraggio a cassoni di zavorra collocati a fondo mare. Tale sistema di ancoraggio viene tensionato per permettere alla piattaforma la necessaria stabilità per la sua operatività. Il campo di applicazione di queste piattaforme è quello degli alti fondali, dove l’installazione di piattaforme fisse a traliccio risulta irrealizzabile tecnicamente ed economicamente. Le tension leg platforms sono impiegate in profondità marine anche superiori ai 1.000 metri.

Piattola
Piccolo insetto parassita, con corpo ovale e piatto. Si nutre del sangue dell’uomo e si nasconde soprattutto nella regione inguinale.

Pidocchio
Piccolo insetto dal corpo piatto, con zampe corte e robuste, che succhia il sangue dall’uomo vivendo da parassita sulla testa, sul corpo o nei vestiti.

Piedi cubici standard al giorno
Produzione giornaliera di un pozzo, di un giacimento, di un impianto o trasporto giornaliero di un gasdotto, ecc.

Piezometro
Strumento che, inserito all’interno di un foro di sondaggio (vedi Pozzo piezometrico) dei terreni investigati, misura il livello di falda (vedi). Viene utilizzato per applicazioni geotecniche, ambientali e idrogeologiche.

Pig
Apparecchiatura che viene utilizzata per pulire e ispezionare una condotta (oleodotto, gasdotto, ecc.). Il pig di pulizia (cleaning pig) può essere in acciaio o in gomma, monta spazzole, dischi ed altri accessori per poter pulire l’interno della condotta dai depositi di sporcizia. I pig utilizzati durante l’esercizio di una condotta (batching pig, separation pig, dewatering pig, sealing pig) possono essere sia in gomma che in acciaio e si usano in particolari situazioni, come la separazione di due o più prodotti durante un trasferimento, svuotamento dell’acqua di una condotta, ecc. I pig intelligenti (intelligent pig – smart pig) sono apparecchiature che portano incorporati sensori e strumenti per il controllo dell’integrità della condotta. Tutti questi dispositivi avanzano nella condotta spinti dalla differenza di pressione che creano e dalla portata del fluido, ad una velocità dell’ordine di qualche m/sec.

Pig trap
Impianto, disposto ai terminali di linea, per la ricezione/lancio di pig (vedi): consiste in un tratto di tubo con diametro maggiore rispetto a quello della linea e collegato ad essa con una linea di by-pass tramite valvole di ricezione.

Piogge acide
Aumento dell’acidità (diminuzione del pH) delle piogge causato dall’aumento delle emissioni di ossidi di zolfo (SOx) e di azoto (NOx). Le deposizioni acide (umide e secche) hanno effetti negativi, come l’acidificazione delle acque (laghi, fiumi ed acque sotterranee presentano valori di pH minori di 4,7) e del suolo, con danni per l’ecosistema acquifero e terrestre.

Piombo, inquinamento da
Inquinamento da composti del metallo, soprattutto riferibile all’ampio uso di un suo derivato organico, il piombo tetraetile, come additivo antidetonante nelle benzine. Nel motore a scoppio, durante la combustione, il piombo tetraetile si decompone originando una miscela dell’elemento e dei suoi ossidi, altamente tossica per l’uomo, che viene emessa come fumo nello scarico.

Pipeline
(vedi Condotta)

Pipeline gas
1. Gas che ha una pressione sufficiente per essere immesso in un metanodotto ad alta pressione.
2. Gas sufficientemente secco (cioè con pochi idrocarburi liquidi quali benzine basso bollenti, butano e altri gas liquidi presenti spesso nel gas naturale) da non dare luogo alla formazione di condense o gocce nelle condotte di trasporto del gas.

Pipeline padding
Terra a granuli piccoli, esente da pietrisco, utilizzata come primo riempimento per ricoprire e avvolgere le tubazioni. La protezione dal terreno rimosso è essenziale nei terreni rocciosi dove il materiale di riempimento contiene grossi frammenti di roccia che possono forare o comunque danneggiare il rivestimento anti corrosivo delle tubazioni. Il riempimento viene poi completato con il materiale proveniente dallo scavo.

Pirati di petroliere
A cavallo tra il 1980 e il 1990, nelle acque dell’Indonesia, Malaysia, Singapore, Stretto di Malacca, non era raro che petroliere di piccola stazza, particolarmente vulnerabili perché a bordo basso e poco veloci, venissero abbordate dai pirati. Questi, legati e derubati i membri dell’equipaggio, lasciavano le navi senza controllo, con pericolo di collisioni e quindi di perdite di greggio e possibilità di inquinamento.

Pirolisi
Processo di trattamento che utilizza il calore in un sistema con aria povera di ossigeno, a temperature sufficienti a volatilizzare i contaminanti organici. Il calore può ricavarsi da radiazioni infrarosse.

Placca
La litosfera non è uno strato continuo, ma è formata da una serie di zolle o placche, che sono delle grandi porzioni rigide, in lento movimento. I limiti fra una placca e l’altra sono detti margini. I margini delle placche sono distinti a seconda del movimento a cui sono associati. Se due zolle convergono ed entrano in collisione possono dare origine alle montagne; in questo caso si dice che i loro margini sono convergenti. Se due placche si allontanano, generano nuova litosfera; i loro margini sono, allora, divergenti (dorsale oceanica). Se le placche scivolano l’una accanto all’altra, senza convergere né divergere, si hanno i cosiddetti margini trasformi.

Plancton
Insieme degli organismi acquatici vegetali (fitoplancton) e animali (zooplancton) che vivono in acque dolci o marine, fluttuanti in sospensione, trasportati dal vento, dalle onde, dalle correnti, cui sono incapaci di resistere con movimenti propri. Sono dotati di potere natatorio molto scarso o assente e non stabiliscono alcuna relazione con il fondo.

Plasticità
Capacità di un corpo di essere facilmente modellato.

Play
Combinazione di fattori geologici, stratigrafici e/o strutturali, che possono determinare la formazione di accumuli di petrolio. In pratica un play (o tema di ricerca) implica l’esistenza, nel contesto di un petroleum system (vedi Contesto geologico petrolifero), di una serie di trappole (vedi), talvolta contenenti petrolio, che può essere prodotto economicamente con le tecnologie attualmente disponibili.

Policlorobifenili (PCB)
Composti organici costituiti da carbonio (vedi), idrogeno e cloro (vedi), in massima parte impiegati come fluidi isolanti nei trasformatori elettrici. Sono altamente tossici e difficilmente degradabili.

Policlorodibenzodiossine (PCDD)
Microinquinanti organici clorurati che si possono formare in particolari condizioni di combustione imperfetta di sostanze organiche contenenti cloro. Si ha la loro completa termodistruzione a temperature dell’ordine dei 1100-1200°C.

Policlorodibenzofurani (PCDF)
Microinquinanti organici clorurati che si possono formare in particolari condizioni di combustione imperfetta di sostanze organiche contenenti cloro. Si ha la loro completa termodistruzione a temperature dell’ordine dei 1100-1200°C.

Polietilene
Materia plastica ottenuta per polimerizzazione dell’etilene. Viene utilizzata per fabbricare rivestimenti isolanti, sacchetti, recipienti, ecc….

Polimerizzazione
E’ un processo per mezzo del quale molecole semplici (monomeri) vengono unite a formare molecole più complesse (polimeri) con proprietà molto differenti.

Polimero
Insieme di molte unità elementari (monomero) unite a formare lunghe catene o reticoli, cioè macromolecole (vedi Molecola). La parola deriva da poli-meros ossia “molte parti”. Esistono polimeri naturali come le proteine (i monomeri sono amminoacidi) o la cellulosa (sono catene di glucosio) e polimeri sintetici prodotti in impianti petrolchimici. I polimeri sono classificabili in 3 grandi gruppi:
– elastomeri (vedi) o gomme;
– polimeri termoplastici, detti talora materie plastiche;
– polimeri termoindurenti, talora detti resine, che a caldo diventano infusibili e rigidi (ad esempio resine epossidiche e poliestere insature). Se la catena polimerica è costituita da due o più monomeri si ha un copolimero (ad esempio le proteine o la gomma stirene-butadiene, SBR), che può contenere le unità distribuite casualmente (è il caso più comune), a blocchi (ad esempio termoelastomeri SBS) o ad innesto (ad esempio polistirene antiurto innestato su polibutadiene).

Polipropilene
Materia plastica prodotta per polimerizzazione del propilene.

Polistirolo
Materia plastica utilizzata per imballaggi, articoli casalinghi, nell’arredamento, ecc…

Politica ambientale
Linee di indirizzo (solitamente scritte e pubblicate) che una comunità organizzata adotta, per affrontare, in modo positivo e coerente, le proprie problematiche di impatto ambientale (vedi). Molte imprese pubblicano le proprie politiche ambientali all’interno dei rapporti ambientali (vedi).

Polivinilcolruro
Composto del vinile che è un idrocarburo formato da due atomi di carbonio e tre di idrogeno. E’ una delle materie plastiche più utilizzate.

Popolazione
In generale, agglomerato umano più o meno numeroso, non necessariamente riconducibile a unità etnica o nazionale, vivente su un dato territorio. In biologia indica il complesso di animali e piante, indipendentemente dalla loro specie, che sussistono in una data regione e ne danno il quadro ecologico, perché configurati nel loro ambiente naturale.

Porosità
Rapporto fra la somma dei volumi di tutti i pori di una roccia e il volume totale della roccia stessa. Questo valore, usualmente espresso in percentuale, misura la porosità totale della roccia, cioè quella dei pori isolati e di quelli intercomunicanti. In pratica, nel settore petrolifero, è importante solo la porosità effettiva o utile che corrisponde a quella dei pori intercomunicanti. Nelle rocce serbatoio (vedi) i valori medi di porosità oscillano in genere fra il 5 e il 30%.

Portata
Volume di un fluido che attraversa una sezione di una condotta nell’unità di tempo.

Portata ottimale
Portata di olio o di gas che consente di rendere massimo il ricavo economico da un giacimento, senza danneggiarlo.

Porto sicuro
Porto di caricazione o discarica, indicato nel contratto di nolo, in cui il noleggiatore può inviare la petroliera, dopo aver accertato che tale porto disponga di attrezzature portuali idonee al ricevimento del greggio o dei prodotti petroliferi in condizioni di sicurezza e che i fondali siano compatibili con il pescaggio della nave, con eventuale allibo (vedi).

Posidonia, prateria a
Pianta marina dalla forma di nastro e di colore verde bottiglia, che compare in ciuffi densi e ravvicinati e spesso costituisce vere e proprie praterie fra i 12 e i 35 metri di profondità, lungo ampi tratti dell’infralitorale.

Posizionamento dinamico, sistema di
Tecnica di mantenimento di un natante, quale una drilling ship (vedi Piattaforma di perforazione), in postazione anche in caso di mare molto mosso, senza l’ausilio di ancore. La posizione della nave viene rilevata per mezzo di un sistema di riferimento acustico e/o satellitare. Un computer elabora i dati di spostamento e interviene sul sistema di propulsione in modo da riportare la nave in posizione. Il posizionamento dinamico è indispensabile quando si opera su fondali molto profondi e inoltre permette la rotazione della nave e quindi consente il miglior orientamento nei confronti del vento, delle correnti e delle onde.

Potabilizzazione
E’ l’insieme dei trattamenti (chiarificazione, filtrazione, disinfezione e correzione) volti a rendere potabili le acque, cioè a renderle utilizzabili a scopo alimentare, evitando danni alla salute.

Potenza
Energia prodotta o consumata, o lavoro compiuto nell’unità di tempo. Generalmente è misurata in cavalli vapore (simbolo CV), watt (W) o multipli del watt, come il kilowatt (kW) pari a 1.000 watt o il megawatt (MW) pari a 1.000 kilowatt.

Potere calorifico
Quantità di calore prodotta dalla combustione completa di un quantitativo unitario di combustibile, in peso o volume, in determinate condizioni di pressione e temperatura. A seconda dei paesi il potere calorifico viene espresso in kcal/Kg oppure in Btu/lb (libbra) e per i gas in kcal/Sm3 (standard metro cubo) oppure in Btu/cubic foot oppure joule/m3. Nella combustione si ha anche formazione di acqua (H2O). Se il calore latente di condensazione dell’H2O da vapore a liquido viene recuperato, si ha il potere calorifico superiore, altrimenti si ha il potere calorifico inferiore. Nel primo caso l’acqua si ritrova nei fumi sotto forma di goccioline, nel secondo caso sotto forma di vapore. Il potere calorifico è una proprietà fondamentale per la valutazione qualitativa dei combustibili.

Potere fonoisolante
In acustica, il potere fonoisolante viene utilizzato per indicare la capacità di una parete o di un pannello, di ostacolare il passaggio dell’energia sonora.

Pozzo
Foro (borehole) realizzato nel sottosuolo, mediante trivellazione, per estrarre olio greggio e/o gas naturale o iniettare acqua o gas in un giacimento di idrocarburi (vedi Spinta mediante iniezione di fluidi). Le principali fasi caratteristiche di realizzazione di un pozzo sono la perforazione e il completamento.

Pozzo a terra
Pozzo perforato per la ricerca di idrocarburi sulla terraferma. Le tecnologie e le attrezzature usate per i pozzi onshore sono meno costose e rendono conveniente lo sfruttamento di giacimenti con portate e riserve inferiori.

Pozzo d’iniezione
Pozzo impiegato per immettere in giacimento fluidi (injected fluids) che permettono di aumentare la portata e/o il fattore di recupero dell’olio. Può essere un pozzo perforato appositamente a tale scopo, oppure un pozzo di produzione ormai esaurito, convertito in iniettore.

Pozzo direzionato
(vedi perforazione direzionata)

Pozzo esplorativo
Perforazione di un pozzo petrolifero in un’area inesplorata (e quindi a rischio) per accertare la presenza di idrocarburi in quantità commerciale. Il wildcat well è un pozzo che non offre una ragionevole prospettiva di profitto ad un ragionevole e prudente operatore (wildcatting ha assunto anche il significato di avventurarsi in operazioni commerciali rischiose). Il termine wildcat (gatto selvatico) deriva dal fatto che i primi ricercatori del petrolio effettuavano i loro pozzi esplorativi lontano dai centri abitati e di notte udivano i richiami degli animali da preda attirati dalla loro insolita attività.

Pozzo in mare
Pozzo perforato da piattaforma o nave di perforazione per la ricerca di idrocarburi in mare aperto (offshore). I primi pozzi offshore sono stati perforati nel 1920 vicino alla costa californiana. Da allora le tecnologie si sono evolute a tal punto da rendere possibile la perforazione in fondali superiori ai 2000 m.

Pozzo orizzontale
Pozzo che attraversa orizzontalmente un livello minerario produttivo notevolmente inclinato. Il foro orizzontale, attraversando trasversalmente il livello produttivo per alcune centinaia di metri, consente un recupero di greggi superiore a quello ottenibile con un foro che attraversi verticalmente la formazione. Agli elevati livelli di produzione si aggiungono un più omogeneo sfruttamento del giacimento e la conseguente possibilità di una riduzione del numero di pozzi necessari. La tecnica dei pozzi orizzontali è basata sull’utilizzo di motori idraulici di fondo azionati dalla circolazione del fango (vedi).

Pozzo piezometrico
Pozzo di piccolo diametro che filtra solo un breve tratto della falda (vedi). Viene utilizzato per misurare il livello piezometrico, cioè l’altezza dell’acqua di falda, rispetto al livello del mare (confronta anche Piezometro).

Pozzo sottomarino
Pozzo che ha sul fondo del mare tutta l’attrezzatura che in un pozzo a terra è in superficie, ossia testa pozzo, croce di produzione, sistemi di sicurezza. Il pozzo sottomarino viene perforato e completato con un impianto ad esso collegato tramite un grande tubo snodato (drilling riser), che si può scollegare rapidamente in caso di emergenza, lasciando il pozzo chiuso ed in sicurezza con le apparecchiature BOP al fondo mare. Quando il riser è collegato alla testa pozzo, si ha continuità di collegamento tra pozzo e impianto, quindi si opera normalmente. L’esercizio dei pozzi sottomarini è in funzione della profondità e del tipo di fondale. Può essere previsto ad es. l’impiego di sommozzatori, di robot sottomarini, di attrezzature pompate in condotta, di cavi di guida, di imbuti di guida. I pozzi sottomarini sono dotati di un controllo a distanza delle valvole e del monitoraggio dei parametri di erogazione e sono collegati al centro di trattamento più vicino, in mare o a terra, tramite una condotta di produzione ed un “ombelicale” di controllo e monitoraggio. Si ricorre alla testa pozzo sottomarina per motivi economici (meno costosa della piattaforma fissa al di sopra del mare) o per motivi tecnici (fondali elevati rendono impossibile l’impiego di tecnologie convenzionali).

Pozzo, danneggiamento del
Danni riportati da un pozzo (vedi) in produzione, evidenziati da una portata di fluidi inferiore a quella prevista dagli studi idrodinamici effettuati sulla base delle caratteristiche fisiche dei fluidi e del giacimento. A volte il danneggiamento può essere rimosso con un semplice spurgo del pozzo o ripetendo la perforazione del casing (vedi) in maniera opportuna. Altre volte si devono programmare trattamenti di stimolazione con costi elevati e risultati non sempre positivi.

Pozzo, intervento in
Operazione eseguita in pozzo al fine di modificarne il comportamento. Può consistere semplicemente nella sostituzione del tubing (vedi Tubazione di produzione) e delle apparecchiature di sicurezza su di esso predisposte, oppure nell’isolamento di un intervallo esaurito o di un intervallo dal quale entra in pozzo acqua o gas libero, oppure nella messa in produzione di un nuovo livello, ecc.

Pozzo, simulazione di un
Operazione eseguita in un pozzo al fine di aumentare l’indice di produttività. Può consistere in un trattamento con acido, in un lavaggio della formazione con soluzione di tensioattivo, oppure in una fratturazione idraulica.

PPM (Parti Per Milione)
Misura della concentrazione di una sostanza estranea in un liquido o nell’aria (ad esempio la concentrazione di una sostanza tossica come l’H2S nell’aria). Sarebbe preferibile usare 10-6 anziché ppm. Si incontra anche ppb (parts per billion) con il significato di parti per miliardo (10-9) anche nei paesi in cui billion significa mille miliardi (1012).

Predazione
Forma di competizione tra individui animali di specie diverse. Una di esse (predatore) ne cattura un’altra (preda) e se ne serve come alimento. In senso lato, questa definizione comprende, oltre alla predazione classica, anche il pascolo e il parassitismo (vedi).

Presenza fisica
Volume aggiuntivo, rispetto alla normale configurazione dei luoghi, realizzato a seguito dell’intervento in progetto (fabbricati, impianti, serbatoi, cumuli o alterazioni morfologiche).

Pressione
E’ la forza che si esercita premendo su una superficie. La pressione atmosferica rappresenta la pressione esercitata dall’atmosfera sulla superficie terrestre. L’unità di misura utilizzata è l’atm (atmosfera). Come riferimento si considera uguale a 1 atm la pressione esercitata dall’atmosfera a livello del mare, ad una latitudine di 45° e alla temperatura di 0°C.

Pressione,  prova di caduta della 
Misura del declino nel tempo della pressione a fondo-pozzo nei pozzi d’iniezione (vedi), eseguita a partire dal momento in cui l’iniezione in pozzo viene arrestata fino a quando la pressione si è stabilizzata. Dalla sua interpretazione si calcola la permeabilità media della roccia intorno al pozzo, l’indice di iniettività e l’indice di danneggiamento del pozzo.

Pressione,  prova di risalita della 
Registrazione dell’andamento nel tempo della pressione a fondo-pozzo, iniziata a partire dal momento in cui la produzione viene arrestata e continuata per un tempo sufficiente ad evidenziare la stabilizzazione della pressione stessa. Dalla sua interpretazione si calcola la permeabilità della roccia-serbatoio (vedi), lo skin effect e la pressione media nell’area di drenaggio del pozzo.

Prevenzione
L’insieme di disposizioni e misure previste e adottate in tutte le fasi dell’attività produttiva, per evitare o diminuire i rischi per la salute dei lavoratori e della popolazione e per l’ambiente.

Prezzi di trasferimento
Prezzi fissati da una compagnia petrolifera integrata per il greggio e i prodotti petroliferi che le proprie affiliate vendono l’una all’altra. I prezzi di trasferimento servono per scopi amministrativi e fiscali. È una procedura comune per le società facenti parte di un gruppo industriale e fra le quali intercorrono scambi di prodotti e/o servizi.

Procedura
Documento che definisce le modalità di svolgimento di attività previste dal sistema di gestione, in termini di istruzioni gestionali e operative e delle relative responsabilità di attuazione.

Processo forte, Severo
1. Processo di raffineria nel quale la carica è sottoposta a temperature e pressioni molto elevate. Lo si dice anche di processi petrolchimici condotti in condizioni drastiche (ad esempio impianti per LDPE).
2. Processi di raffineria, soprattutto di upgrading (vedi), per i quali si richiede un elevato grado di raffinazione. Si pone quindi ogni giorno in raffineria il problema di ricercare il miglior compromesso fra i risultati da raggiungere e i derivanti oneri da sopportare e ciò richiede una continua analisi tecnico-economica del rapporto costi/ benefici.

Production sharing, contratto di 
Quadro normativo adottato a partire dalla fine degli anni sessanta e caratterizzato dall’intestazione del titolo minerario alla compagnia nazionale dello Stato committente, alla quale viene conferita l’esclusiva dell’attività di ricerca e produzione di idrocarburi, con la facoltà di istituire rapporti contrattuali con altre compagnie estere o locali. Il contratto si configura come un rapporto tra committente (employer) e contrattista (contractor), cui è affidato il compito di eseguire i lavori di esplorazione e produzione assumendone interamente il rischio minerario e finanziario. In caso di successo, il contrattista recupera gli investimenti ed i costi operativi di pertinenza accedendo ad una percentuale prefissata della produzione (cost oil) e si remunera mediante una percentuale della produzione residua (profit oil); storicamente è esentato dal pagamento di imposte e tasse; attualmente esistono però contratti di production sharing che prevedono il pagamento di royalty e/o di income tax.

Produttività, indice di
Misura della capacità di un pozzo di produrre olio greggio. Questo indice è dato dal rapporto tra la portata di olio greggio in condizioni di stoccaggio e la pressione differenziale tra fondo-pozzo e giacimento (ad esempio in m3/giorno per kg/cm2).

Produttore flessibile 
1. Paese produttore di greggio che può adattare la propria produzione alla variazione della totale e dell’offerta degli altri produttori. Questi paesi sono in grado di contrastare tentativi di sconvolgimento del mercato petrolifero. Si dice anche produttore di compensazione o produttore di equilibrio. Essenzialmente questa funzione viene svolta dall’Arabia Saudita.
2. Impianto capace di variare la propria gamma produttiva, in funzione delle esigenze i mercato.

Produzione
Fase del ciclo petrolifero. Succede all’esplorazione quando si sia identificata l’esistenza di un giacimento di olio e/o gas. Fanno parte della produzione: l’estrazione dell’olio o del gas naturale dal sottosuolo, la separazione olio/gas/acqua/sabbia (e l’eliminazione dei prodotti indesiderati) e il trasporto del greggio fino alla petroliera o all’oleodotto e del gas naturale fino all’immissione nel gasdotto. In una accezione più ristretta si definisce produzione la sola estrazione dell’olio o del gas dal sottosuolo.

Produzione intensiva
Una produzione intensiva è quel tipo di produzione, nella quale si cerca di sfruttare quanto più possibile le risorse di cui si dispone. Nell’allevamento e nell’agricoltura si applicano ritmi intensi, con largo impiego di mezzi, in spazi ristretti, sfruttando al massimo la fertilità del terreno e concentrando le colture nella minima superficie possibile.

Produzione multifase
Trasferimento a terra dei fluidi di un pozzo offshore ad olio mediante un sistema di pompamento multifase. Tale sistema, che non richiede la separazione preventiva delle tre fasi olio-gas-acqua, viene installato a fondo mare vicino al pozzo e rende possibile la spedizione su lunghe distanze del fluido prodotto dal pozzo, senza alcun trattamento.

Produzione, prova di
Prova di un pozzo, eseguita al fine di determinarne la produttività. Consiste nella applicazione di una serie crescente di portate, con misura della pressione di fondo in erogazione, dei rapporti gas/olio, acqua/olio e (nei pozzi a gas) gas/acqua e la registrazione della risalita della pressione (vedi) alla chiusura del pozzo.

Profondità di falda
Differenza di quota tra il livello superiore o inferiore delle acque sotterranee rispetto alla superficie del suolo.

Programma di monitoraggio
Documento che definisce luoghi e configurazioni delle attività di monitoraggio ambientale, da effettuarsi generalmente durante le fasi di costruzione e di esercizio.

Propagazione degli inquinanti
Movimento degli inquinanti presenti in un sito per effetto di vari fenomeni, come la diffusione o il trasporto.

Propano
E’ uno dei gas più conosciuti del petrolio; generalmente viene miscelato con il butano in bombole impiegate per usi domestici.

Propellente
Sostanza combustibile, sia liquida che solida; viene impiegata per imprimere una spinta ad aerei o missili, necessaria a farli muovere.

Propilene
Gas idrocarburo utilizzato per la fabbricazione di particolari prodotti chimici come le materie plastiche e la glicerina, meno comunemente viene chiamato propene.

Proprietà chimiche
Caratteristiche di una sostanza rispetto alle possibili reazioni chimiche con altri materiali.

Proprietà fisiche
Caratteristiche determinate senza alterare la composizione chimica di una sostanza, ad esempio: la temperatura di ebollizione, il colore, la fragilità, la densità, il peso specifico, la duttilità, la malleabilità.

Proprietà meccaniche
Misure condotte in condizioni diverse, ad esempio in tensione, compressione o flessione, con cui si valutano il comportamento e le prestazioni di materiali nuovi (gomme, plastiche, compositi, ecc.) e classici (metalli, vetro, leghe, ecc.). Si ottengono valori di modulo (elastico, di torsione, ecc.), carico (rottura, snervamento), allungamento (rottura, reversibilità, ecc.) con cui si può stimare se un materiale sia idoneo come elastomero, fibra, materiale strutturale o per altri impieghi. Le proprietà meccanico-dinamiche si basano su sollecitazioni periodiche su provino che ne evidenziano le caratteristiche dissipative (isteresi) e il rilassamento degli sforzi e delle deformazioni (scorrimento).

Prospect
Una potenziale trappola (vedi) strutturale e/o stratigrafica, nota, definita, e localizzata sulla scorta di informazioni geologiche e geofisiche, ma non ancora perforata da un pozzo esplorativo. Si tratta di una trappola, appartenente al più ampio contesto di un play (vedi), che potrebbe contenere accumuli commerciali di petrolio.

Prospezione preliminare
Acquisizione di dati geologici o geofisici in quantità tale da poter acquisire una conoscenza preliminare dell’area investigata. In base alla valutazione delle conoscenze acquisite e quelle già disponibili, può essere programmata una acquisizione di dettaglio di una parte dell’area più indiziata. Ad esempio, un rilievo sismico preliminare può essere effettuato con linee sismiche intervallate di dieci chilometri, un rilievo sismico di dettaglio può essere realizzato con linee intervallate di un chilometro o con un rilievo 3-D.

Proteina
La proteina è un composto organico costituito da catene di amminoacidi, essa contiene carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e zolfo. Le proteine si trovano sia nelle piante che negli animali e rappresentano il componente principale del protoplasma di tutte le cellule. Esse sono essenziali per la vita, si distinguono in proteine semplici e in proteine coniugate (o proteidi).

Protezione attiva e passiva
Azioni o sistemi adottati per la messa in sicurezza di un sito inquinato. La protezione passiva si effettua, ad esempio, con le barriere di contenimento (vedi), mentre quella attiva è finalizzata all’eliminazione del materiale inquinante.

Protezione catodica
Protezione dalla corrosione di oleodotti, gasdotti, serbatoi, impianti, edifici, moli, ecc., mediante metodi elettrici. Una tecnica anticorrosiva di una struttura metallica consiste nel renderla “catodica”, ossia elettricamente negativa, mediante il collegamento ad una serie di anodi (di carbone o di materiale non ferroso) opportunamente collocati. La debole tensione che si stabilisce fra gli anodi e la struttura determina la formazione di una corrente elettrochimica che produce per corrosione il consumo degli anodi anziché della struttura da proteggere.

Protisti
I protisti sono organismi microscopici unicellulari. Fanno parte di questo regno i protozoi, le alghe rosse, le alghe brune e le alghe verdi. Sono detti eucarioti perchè l’organizzazione interna della cellula che li costituisce è più complessa di quella dei Monere. Essi presentano caratteristiche comuni sia alle piante, che ai funghi, che agli animali. Per questo gli studiosi pensano che gli altri tre regni degli esseri viventi si siano sviluppati proprio dall’evoluzione dei protisti.

Protone
Particella elementare che si trova nei nuclei degli atomi, ha una carica elettrica positiva.

PST
(vedi Particolato Sospeso Totale)

Pulper di cartiera
Spappolatore in cui viene preparata la polpa di carta da macero, a partire dagli scarti della carta. La parte semisolida dei suoi residui è riutilizzabile in processi termici.

Pump and treat
Tecnologia di bonifica (vedi) di un suolo (vedi), che consiste nel far attraversare il terreno da acqua pompata in un punto di iniezione ed aspirata in un punto diverso. In questa fase, l’acqua contenente gli inquinanti estratti dal suolo, viene trattata in un impianto di abbattimento e ripompata al punto iniziale.

Punto di congelamento
Temperatura alla quale, in un carburante raffreddato fino alla comparsa dei primi microcristalli di idrocarburi normalparaffinici, questi scompaiono durante il successivo riscaldamento retrogrado, controllato. È questa un’importante caratteristica del carburante per i motori a reazione aeronautici (vedi atk), il quale, immagazzinato nei serbatoi collocati per lo più nelle ali, deve mantenersi ben fluido anche alle basse temperature (spesso inferiori a –40°C) delle alte quote (10.000 metri ed oltre) alle quali volano gli aviogetti.

Punto di nebbia e punto di scorrimento
Caratteristica importante dei gasoli per motori diesel e dei gasoli per riscaldamento. Il “punto di nebbia” è la temperatura alla quale un prodotto, che tende a cristallizzare, inizia a separarsi, sotto forma di microcristalli, dalla soluzione sottoposta a raffreddamento in cui esso si trova (ad esempio le n-paraffine ottenibili da una frazione di petrolio paraffinico). La temperatura alla quale il prodotto solidifica è detta invece “punto di scorrimento”.

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