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Glossario

OAPEC
(vedi Organizzazione di Paesi Arabi Esportatori di Petrolio)

Oceano
Gli oceani sono le più vaste distese di acqua presenti sul globo terrestre occupano il 71% della superfice della Terra: più del doppio di tutti i continenti messi insieme. Essi circondano i continenti e si distinguono in Oceano Atlantico, Oceano Indiano e Oceano Pacifico.

Oceanografia
Scienza che studia i fenomeni che hanno luogo negli oceani e nei mari, nelle loro caratteristiche geologiche, fisiche e chimiche.

OCSE
(vedi Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)

Odore
La sensazione corrispondente all’organo dell’olfatto. Odori caratteristici in campo industriale sono provocati dal fenolo, dall’idrogeno solforato e dall’acido acetico; in ambiente domestico, odori caratteristici sono provocati dall’ammoniaca e dall’acido muriatico. Negli Studi di impatto ambientale (vedi), gli impatti da odore sono analizzati nella componente detta “Salute pubblica”.

Odorizzante
Sostanza dotata di odore particolare, generalmente a base di mercaptani, che si aggiunge al gas naturale e al gas liquido (GPL) per facilitare l’individuazione di una eventuale perdita da tubazioni, apparecchiature, ecc. Odorizzanti di natura diversa rispetto ai precedenti vengono talvolta impiegati in particolari lubrificanti (esempio fluidi per la lavorazione dei metalli) per coprire odori sgradevoli.

OECD
(vedi Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)

Offshore
Aree fuori costa in cui viene effettuata la ricerca e la produzione di idrocarburi. I rilievi geofisici per la scoperta dei giacimenti offshore vengono effettuati mediante navi, mentre la perforazione dei pozzi petroliferi viene effettuata mediante piattaforme (offshore platform) fisse o mobili, oppure mediante navi di perforazione. Le aree di ricerca in cui la profondità del mare è superiore a 200 metri si dicono aree in acque profonde (deep offshore areas).

Oil spills
(vedi Versamenti di greggio)

Olefine
Famiglia di idrocarburi caratterizzata da uno o più doppi legami tra atomi di carbonio (vedi).

Oleodotto
Complesso di tubazioni e stazioni di pompaggio (vedi) e di controllo che servono al trasporto del petrolio grezzo dai pozzi o dai centri di stoccaggio ai porti di imbarco o alle raffinerie (cfr. Condotta).

Oli
(vedi Grassi o Lipidi)

Oli combustibili
Distillati pesanti o residui della distillazione o di altre operazioni di raffineria, usati per la produzione di calore per l’industria (forni e caldaie) e per il riscaldamento domestico o per la produzione di energia (motori). L’olio combustibile denso (Bunker C fuel oil) è molto usato dall’industria per il riscaldamento, per la propulsione delle navi e quale combustibile negli impianti per la produzione di energia termoelettrica. L’olio per il riscaldamento (heater oil) è il tipo più pregiato di olio combustibile, mentre l’olio combustibile denso (heavy fuel) è un residuo di qualità meno pregiate, usato per forni e caldaie industriali. La classificazione degli oli combustibili è basata sulla viscosità (oli fluidissimi, fluidi, semifluidi, densi) e sul contenuto in zolfo che, in Italia, per la “legge antismog” non deve essere superiore per l’olio fluido al 3%, per l’olio denso ATZ (alto tenore di zolfo) al 3%, per l’olio denso BTZ (basso tenore di zolfo) all’1%. Negli Stati Uniti gli oli combustibili sono classificati, secondo i “gradi”, con i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6. Gli oli combustibili distillati rientrano nei gradi n. 1, 2, 3, 4; gli oli combustibili residui nei gradi n. 5 e 6. Il combustibile n. 1 è un olio combustibile leggero usato per il riscaldamento e cottura dei cibi; il n. 2 ed il n. 3 sono oli medio-leggeri per riscaldamento domestico centralizzato; il n. 4 è un distillato più pesante o una miscela di oli distillati e di oli residui, utilizzato per riscaldamento commerciale a piccola scala; il n. 5 e il n. 6 sono oli residui medio-pesanti che richiedono preriscaldamento, utilizzati per riscaldamento commerciale a grande scala. L’olio combustibile n. 6 è detto anche Bunker C.

Oli diesel
1. Carburanti impiegati in piccoli motori veloci (anche oltre 4.500 giri/min) delle autovetture o per i motori più grandi, ma pur sempre “veloci” (2.000 o più giri/min) degli odierni autotreni (con potenze di 400 ÷ 600 hp e oltre), ottenuti per distillazione in un intervallo di ebollizione di circa 190/200 ÷ 360/375°C. 2. Combustibili impiegati per alimentare motori di tipo industriale o marino, con basse o medie velocità di rotazione del motore, che non richiedono quindi le particolari caratteristiche necessarie per i combustibili utilizzati per alte velocità di rotazione. I diesel marini bruciano il Bunker C, olio combustibile denso con viscosità a 50°C di 5 ÷ 10°E (engler), generalmente prodotto in raffineria flussando, con gasolio, olio combustibile e residuo più denso (cfr. Oli combustibili).

Oli per cambi differenziali
Oli per la lubrificazione di cambi e differenziali di veicoli (automobili, autocarri, bus). Svolgono un’azione protettiva degli ingranaggi dall’usura, in condizioni di estreme pressioni (E.P.) conseguite mediante l’impiego di additivi ad azione specifica.

Oli per motori
Oli a caratteristiche viscosimetriche tali da permettere una sicura lubrificazione alle alte temperature di esercizio e da consentire, nel contempo, un facile avviamento del motore a basse temperature ambientali. Sono impiegati nei motori a 4 tempi, ove esplicano diverse altre funzioni, come proteggere il motore dall’usura e dalla corrosione, impedire la formazione di depositi su superfici calde e la formazione di morchie a freddo, resistere a lungo all’ossidazione. Per conferire le caratteristiche chimiche, fisiche e prestazionali volute, all’olio base vengono aggiunti additivi vari ad azione specifica (pacchetti) e, nel caso di oli multigradi, anche polimeri miglioratori dell’indice di viscosità. Negli oli per motori a benzina è rafforzata principalmente la protezione dalla formazione di morchie, nei motori diesel la protezione dai depositi ad alta temperatura. Le gradazioni di viscosità consentite sono definite dalla classifica SAE J300. La qualificazione degli oli per motore viene effettuata, in dipendenza dei settori di impiego, sulla base di diversi sistemi di classificazione prestazionali (API, ACEA, ILSAC, ecc.).

Oli per motori a due tempi
Oli che vengono aggiunti alla benzina per avere una miscela per motori a 2 tempi, montati su fuoribordo marini, ciclomotori, tosaerba, ecc. L’olio lubrifica l’albero e il cilindro e partecipa allo stesso tempo alla combustione. Oltre che lubrificare, esso svolge anche la funzione di proteggere dalla corrosione, impedire la formazione di depositi sul pistone e l’instaurarsi di fenomeni di preaccensione e di ostruzione dei condotti di scarico. Gli oli per motori a due tempi devono inoltre possedere caratteristiche di fluidità e miscibilità appropriate.

Oligofotico
Poco illuminato. È così definito l’ambiente sottomarino poco profondo, nel quale penetrano in forma molto ridotta le radiazioni luminose solari. In questo ambiente prosperano solo alghe in grado di utilizzare le poche radiazioni luminose appartenenti alla gamma del blu. La sua estensione dipende dalla trasparenza delle acque. È compresa fra 30/50 e 200/300 metri di profondità, dove la luminosità scompare totalmente (confronta Afotico ed Eufotico).

Olio assegnato a copertura dei costi
Aliquota di produzione degli idrocarburi che, secondo gli schemi dei contratti di production sharing (vedi), viene assegnata alla compagnia petrolifera da parte della compagnia nazionale del paese concedente, a titolo di recupero degli investimenti nell’esplorazione, sviluppo e messa in produzione del giacimento e dei costi operativi di pertinenza della compagnia petrolifera.

Olio assegnato a titolo di profitto
Quantità di idrocarburi prodotti, che viene ripartita a titolo di profitto tra l’Ente di Stato e le compagnie petrolifere in un contratto di production sharing (production sharing contract) secondo percentuali variabili. Quando lo Stato concedente partecipa in joint venture (vedi) con le compagnie petrolifere private attraverso l’Ente di Stato, in sede di ripartizione della produzione, la quota rimanente, dopo la parte assegnata a copertura dei costi, viene ripartita tra lo Stato concedente e le compagnie petrolifere (comprendendo tra queste anche l’Ente di Stato). La quota spettante alle compagnie petrolifere viene ripartita tra l’Ente di Stato e le altre compagnie petrolifere in ragione delle rispettive quote di partecipazione. Le società petrolifere pagheranno inoltre sul profit oil di propria spettanza l’income tax. In questo caso lo Stato avrà introiti dall’iniziativa in tre modi: direttamente con una quota di produzione e con le imposte, indirettamente con la quota di produzione di spettanza all’Ente di Stato.

Olio combustibile
Frazione pesante ottenuta dalla raffinazione del petrolio e utilizzata come combustibile per l’industria, le centrali termoelettriche e la propulsione delle navi. È commercializzato nella qualità ATZ (Alto Tenore di Zolfo: 3% di zolfo in peso) il cui utilizzo viene progressivamente ridotto a favore della qualità BTZ (Basso Tenore di Zolfo: 1% di zolfo in peso) che limita l’impatto ambientale del prodotto, dovuto alle emissioni di anidride solforosa (vedi), ossidi di azoto (vedi) e particolato (vedi).

Olio di roccia
Il primo petrolio venne rinvenuto nella seconda metà del diciannovesimo secolo in Pennsylvania, scaturito da sorgenti o filtrato sotto forma di gocce, dai pozzi che venivano perforati per la ricerca di salgemma. Per distinguerlo dall’olio vegetale e dai grassi animali veniva chiamato olio di roccia. Era una sostanza nera, puzzolente, con una produzione di qualche barile/giorno. Veniva usato nella medicina popolare per mal di testa o mal di denti, per sordità e mal di stomaco, come vermifugo ed antireumatico, per l’idropisia e per guarire le piaghe dei cavalli e dei muli. Questo olio era chiamato anche Seneca Oil dal nome della locale tribù indiana e come riconoscimento al loro capo Giubba Rossa, che aveva svelato all’uomo bianco i suoi segreti curativi. Successivamente si scoprì che l’olio di roccia poteva essere utilizzato per le sue qualità illuminanti.

Olio greggio (in condizioni di stoccaggio)
Olio arrivato in superficie e al quale è stato tolto tutto il gas disciolto. Il volume viene misurato alla temperatura standard di 15°C.

Olio in eccesso alla copertura dei costi
Quota di olio assegnata nei contratti di production sharing (vedi) per il recupero dei costi in eccesso ai costi recuperabili nell’anno, normalmente aggiunta al profit oil (vedi Olio assegnato a titolo di profitto) e trattata come questo. In qualche contratto di production sharing questa quota spetta invece allo Stato concedente, con il diritto per le compagnie petrolifere ad acquistarla (tutta o in parte) a prezzo di mercato.

Olio lubrificante usato
Qualunque olio proveniente da basi minerali o sintetiche che, per effetto del suo utilizzo, subisce delle trasformazioni chimico-fisiche che ne alterano la struttura originaria. Esso può essere contaminato da particelle metalliche prodotte dall’usura di componenti meccanici e da prodotti della combustione o della decomposizione degli additivi. A salvaguardia dell’ambiente i lubrificanti usati vengono raccolti e riutilizzati, previa riraffinazione (vedi), oppure utilizzati come combustibili in impianti che offrono adeguate garanzie.

OME
(vedi Osservatorio Mediterraneo dell’Energia)

Onda sismica
Vibrazioni che si propagano nel suolo e nel sottosuolo in seguito ad un terremoto o ad una esplosione.

Onshore
Area di ricerca e produzione degli idrocarburi in terraferma (cfr. Offshore).

OPEC
(vedi Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio)

Operatori dell’industria petrolifera
La nazionalizzazione delle risorse petrolifere da parte dei paesi produttori ha portato ad un rimescolamento del mercato petrolifero. I principali operatori sono le compagnie Majors (vedi), le “Indipendenti”, le compagnie di Stato dei paesi consumatori (OPEC e non-OPEC), i Traders, i Brokers.

Orbita
Un percorso specifico seguito da un pianeta che ruota attorno ad un altro corpo celeste nell’universo; il piano che contiene questo percorso si chiama piano orbitale. L’orbita descritta dalla Terra attorno al Sole ha la forma di un’ellisse. L’intero percorso ha una lunghezza circa di 940 milioni di Km. Il tempo che la Terra impiega a compiere un’orbita completa è di 365giorni 6ore 9minuti 10secodni e viene denominato anno sidereo.

Organico
(Vedi sostanza organica)

Organismo
Un organismo è qualunque essere vivente composto da una serie di organi che funzionano indipendentemente, ma in maniera coordinata, in modo da garantire lo svolgimento di tutti i processi vitali. Gli organismi possono essere animali o vegetali.

Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC)
Cartello petrolifero internazionale creato nel 1960 a Baghdad per iniziativa di 5 grandi paesi produttori di petrolio (Venezuela, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Kuwait) allo scopo di coordinare e promuovere gli interessi dei paesi esportatori di petrolio. Stabilisce, secondo le condizioni del mercato, le quote di produzione, i prezzi del greggio, l’assegnazione dei diritti per nuove concessioni. Il periodo in cui le decisioni dell’OPEC ebbero maggiore rilevanza fu negli anni settanta, quando la decisione di aumentare unilateralmente il prezzo del petrolio causò inflazione e recessione nei paesi consumatori. I paesi OPEC arrivarono a produrre oltre il 50% della produzione mondiale di petrolio e l’80% del petrolio utilizzato dai paesi importatori. I membri dell’Organizzazione sono, dal 1995: Iran, Iraq, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Algeria, Libia, Gabon, Nigeria, Indonesia, Venezuela (l’Ecuador si è ritirato dall’Organizzazione nel 1992). Non tutti i paesi esportatori di petrolio fanno parte dell’OPEC (ad esempio la Gran Bretagna, il Messico ed i paesi dell’ex-URSS). Questo fatto è una delle ragioni dell’indebolimento dell’Organizzazione. Inoltre, l’Arabia Saudita, che potrebbe raddoppiare la sua produzione, ha un potere notevole di decisione nell’OPEC.

Organizzazione di paesi arabi esportatori di petrolio
Organizzazione creata nel 1968 per favorire le aspirazioni e gli interessi dei paesi produttori del mondo arabo. Ha sede nel Kuwait e ne fanno parte attualmente Algeria, Bahrein, Egitto (sospeso dal 1979), Emirati Arabi Uniti, Iraq, Qatar, Arabia Saudita. Dal punto di vista economico l’OAPEC si è allineata alle decisioni OPEC, ma ha svolto anche attività nel campo della politica (riduzione della produzione durante la guerra del Kippur, nel 1973, fondo speciale per i paesi arabi importatori di petrolio, ecc.).

Organizzazione internazionale per gli standard
Organizzazione fondata nel 1946, con sede a Ginevra, il cui compito è di stabilire, controllare, uniformare tutti gli standard internazionali di misura e di progettazione nel campo scientifico, industriale, commerciale. Tutti gli Istituti nazionali degli standard sono membri di questa organizzazione.

Organizzazione Marittima Internazionale
Agenzia specializzata delle Nazioni Unite, creata nel 1959. I suoi principali obiettivi sono lo sviluppo di misure internazionalmente accettate per migliorare la sicurezza in mare, la prevenzione dell’inquinamento marino da parte delle petroliere, il miglioramento del traffico marittimo. L’IMO facilita, a livello internazionale, la stesura e l’adozione di convenzioni, protocolli, codici di comportamento e raccomandazioni.

Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)
Organizzazione creata nel 1960, in sostituzione della OECE (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica) istituita al tempo del Piano Marshall per la ricostruzione dell’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Scopo dell’organizzazione è di promuovere e coordinare politiche per raggiungere il più alto livello sostenibile di crescita economica e di impiego nei paesi membri, mantenendo la stabilità finanziaria. L’OCSE pubblica statistiche, studi economici annuali sui singoli paesi membri e un bollettino semestrale. La sede del segretariato è a Parigi e i 25 paesi membri sono: Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Messico (dal 1994), Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia.

Ormone
Sostanza chimica prodotta da una ghiandola o da un tessuto che viene poi riversata nel sangue. Gli ormoni regolano le funzioni dell’organismo e lo sviluppo sessuale. Esistono anche ormoni nei vegetali, essi sono simili agli ormoni animali e regolano i processi di crescita delle piante, per questo sono denominati fitormoni.

Orogenesi
L’orogenesi è l’insieme dei fenomeni che portano alla formazione delle montagne, attraverso la convergenza delle placche ed il sollevamento conseguente della crosta terrestre.

Osmosi inversa
Tecnica usata nella desalificazione e nel trattamento delle acque di scarico; una soluzione salina viene spinta a pressione attraverso una membrana porosa che impedisce il passaggio dei sali in essa disciolti, consentendo in tal modo di ottenere acqua pura da una parte e una soluzione salina concentrata dall’altra.

Ospite freddo
Specie animale o vegetale caratteristica di regioni fredde che al seguito di variazioni climatiche (ad esempio, glaciazioni quaternarie, fasi anaglaciali, ecc.) si è trasferita a latitudini meno elevate dove costituisce, come fossile inglobato nei sedimenti, la testimonianza delle trascorse variazioni climatiche.

Osservatorio Mediterraneo dell’energia (OME)
Mediterraneo. Ne fanno attualmente parte: Italia (Eni, Enel), Francia (EdF, GdF, Total), Spagna (Endesa, Red Electrica) Algeria (Sonatrach, Sonelgaz), Egitto (Eea), Israele (Iec), Autorità Palestinese (Pec). L’OME fu creato nel 1988 per proseguire, nel settore specifico dell’energia, gli studi socioeconomici condotti nell’ambito del “Programma Ambientale” delle Nazioni Unite. Scopo principale dell’OME è favorire la cooperazione dei paesi del Bacino Mediterraneo nel settore dell’energia, anche se l’area di interesse dell’Osservatorio si è via via estesa al Golfo Persico e, per quanto riguarda il gas, ad alcuni paesi dell’ex URSS. In particolare l’OME conduce studi e ricerche finalizzate alla definizione di scenari energetici a medio e lungo termine e all’individuazione del contesto socioeconomico e geopolitico in cui si svilupperanno.

Ossidanti
Composti chimici che, nelle reazioni, acquistano elettroni (vedi Ossidoriduzione). Fra gli elementi, i più ossidanti sono l’ossigeno e il fluoro; fra i composti, i perossidi, i nitrati, i clorati, i perclorati, i permanganati, ecc..

Ossidanti fotochimici
Composti chimici che, per azione della luce, sono in grado di promuovere una reazione di ossidazione (confronta Ossidoriduzione).

Ossidazione
(vedi Ossidoriduzione)

Ossidi di azoto (NOx)
Gli ossidi di azoto (NOx) sono composti ossigenati dell’azoto allo stato gassoso. L’ossido NO si forma per reazione secondaria nelle combustioni ad alta temperatura: esso si trasforma successivamente in NO2 (l’ossido più aggressivo) per ossidazione fotochimica e in N2O5 che, assorbito dall’umidità atmosferica, diventa acido nitrico. Gli ossidi di azoto possono agire sulle vie aeree sinergicamente con altri gas e partecipano come “precursori” alla formazione degli ossidanti fotochimici (ozono, perossidi organici). Sono, dopo l’anidride solforosa, i più diffusi e aggressivi inquinanti atmosferici e con questa danno luogo alle cosiddette “piogge acide”.

Ossidi di zolfo (SOx)
Le emissioni di ossidi di zolfo, costituite principalmente da anidride solforosa (vedi) sono dovute prevalentemente all’uso di combustibili solidi e liquidi e sono correlate al contenuto di zolfo di questi ultimi. Gli ossidi di zolfo sono tipici inquinanti delle aree urbane e industriali, ove l’elevata intensità degli insediamenti ne favorisce l’accumulo, soprattutto in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Le situazioni più gravi si presentano nei periodi invernali quando, alle altre fonti di emissione, si aggiunge il riscaldamento domestico. Danno luogo alle cosiddette “piogge acide”.

Ossido
Un ossido è un composto di ossigeno con un altro elemento, metallo o non-metallo.

Ossido di carbonio
(vedi Monossido di carbonio)

Ossidoriduzione
In chimica viene così definita la reazione (detta redox) nella quale, mediante il trasferimento di elettroni da un atomo all’altro, quello che li acquista (agente ossidante) acquisisce cariche negative e viene ridotto, mentre quello che li perde (agente riducente) acquisisce cariche positive e viene ossidato. In biochimica, la teoria dell’ossidoriduzione spiega il processo di respirazione interna, ossia il meccanismo di ossidazione intracellulare dei prodotti di scissione degli alimenti, quale fonte di energia per gli organismi viventi.

Ossigenati
Sostanze (essenzialmente organiche) che contengono nella loro struttura carbonio, idrogeno ed anche
ossigeno (alcooli, aldeidi, chetoni, eteri, ecc.). In campo petrolifero si indicano con questo termine dei componenti sintetici delle benzine (MTBE, ETBE, Alcool metilico, Alcool etilico), utilizzati per migliorare la combustione nel motore e ridurre l’inquinamento allo scarico dovuto a idrocarburi incombusti e a monossido di carbonio. In alcuni paesi, come il Brasile, si è fatto uso massiccio di alcool etilico, in alternativa alla benzina, ma solamente per ragioni autarchiche e come sostegno all’agricoltura. La fine delle sovvenzioni ha infatti diminuito l’uso dell’alcool etilico nell’autotrazione.

Ossigeno (O2)
Elemento molto diffuso nella superficie terrestre (40%, tra minerali ed acqua) e nell’atmosfera (circa 20%) ove è presente come molecola gassosa biatomica (O2). È un gas incolore e inodore, poco più pesante dell’aria. È molto reattivo e responsabile dei processi di ossidazione lentissima dei più comuni metalli, della combustione relativamente lenta nei processi biologici (respirazione) e dell’ossidazione velocissima degli idrocarburi (combustione), anche con decorso esplosivo (detonazione). Tutti i composti organici, solidi o liquidi, subiscono, a temperatura ambiente, un processo globale di invecchiamento, con scadimento delle proprietà, del quale l’ossidazione è uno stadio iniziale cruciale. L’ossidazione (o combustione) completa di un idrocarburo dà anidride carbonica (vedi) e acqua; se è parziale si forma monossido di carbonio (vedi) che è un gas molto tossico. Esiste anche una molecola triatomica dell’ossigeno (O3) detta ozono (vedi), presente per circa 0,1 ppm nell’atmosfera. L’ozono, che si forma durante i temporali per la presenza di scariche elettriche o per reazioni fotochimiche che coinvolgono ossidi di azoto (vedi) e COV (vedi), è ancora più reattivo dell’ossigeno.

Ottano
(Vedi Numero di ottani)

Ovario
Parte inferiore del pistillo del fiore, costituito da uno o più carpelli e contenente gli ovuli. Dopo la fecondazione è l’organo che si trasforma in frutto. Si distinguono un ovario supero, quando il talamo o ricettacolo è convesso e l’ovario risulta inserito più in alto degli altri verticilli fiorali (stami, petali ecc.), e un ovario infero, quando il talamo è concavo e avvolge più o meno completamente l’ovario, il quale risulta inserito più in basso degli altri verticilli fiorali. Se l’ovario è infero spesso il talamo è concresciuto con esso.

Overlapping
Sistema di valutazione dell’impatto ambientale (vedi), mediante sovrapposizione di diverse carte tematiche relative ad un dato territorio (ad esempio, carta dell’uso del suolo, più carta delle deposizioni al suolo degli inquinanti atmosferici).

Ozono (O3)
L’ozono è un gas la cui molecola è costituita da tre atomi di ossigeno (vedi) anziché da due. A bassa quota questo gas è un notevole inquinante atmosferico essendo il principale degli ossidanti fotochimici (vedi). Grazie alla sua proprietà di assorbire gran parte delle radiazioni solari ultraviolette nell’alta atmosfera, esso costituisce però uno schermo per queste radiazioni e permette così la vita sulla terra.

 

 

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