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Glossario

IAEA
(vedi Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica)

IAEE
(vedi Associazione Italiana Economisti dell’Energia)

Ibernazione
L’ibernazione corrisponde all’adattamento di alcune specie di animali a condizioni climatiche sfavorevoli (bassa temperatura) e si manifesta, di solito, come uno stato di letargo, più o meno profondo, alternato a brevi periodi di risveglio.

Idrati del gas
Composti solidi simili al ghiaccio caratterizzati da una struttura regolare di molecole di acqua nelle cui cavità sono intrappolate molecole di gas naturale costituite principalmente da metano. Un m3 di idrati può contenere 170 Nm3 di metano (normal m3). Importanti depositi di idrati del gas esistono nelle aree di permafrost (Siberia, Alaska e Canada, a profondità fra 200 e 1.000 m) e sui fondi oceanici. Il giacimento di Messoyakha (Siberia nord-occidentale) è l’unico esempio al mondo di produzione di gas dagli idrati. Le riserve potenziali di idrati del gas sarebbero enormi e sono state indicativamente valutate a 50 volte quelle convenzionali di gas naturale. Tuttavia il contributo degli idrati al fabbisogno mondiale di gas dipenderà dalla soluzione dei difficili problemi tecnici riguardanti principalmente la loro produzione dai fondi marini, e dalla riduzione degli elevati costi di separazione del gas dagli idrati.

Idrobio
Uno dei due grandi ambienti della biosfera (vedi) contrapposto all’aerobio (vedi). Comprende l’alobio costituito dalle acque marine e salmastre e il limnobio costituito dalle acque dolci.

Idrocarburi
Vasta classe di composti chimici formati da carbonio e idrogeno, molti dei quali, gassosi, liquidi o solidi, sono i principali costituenti del greggio e del gas naturale, oltre che di varie sostanze naturali (resine, caucciù, ecc.). Per la loro diversa struttura molecolare, essi hanno proprietà fisiche e chimiche diverse e sono quindi in grado di essere utilizzati in moltissimi campi. La loro caratteristica fondamentale è quella di produrre energia termica per ossidazione (vedi) rapida (cioè bruciano). Questa caratteristica può essere utilizzata per produrre energia secondo tecnologie estremamente flessibili. Essi inoltre forniscono la materia prima indispensabile all’industria chimica moderna che è per questo detta petrolchimica. Nelle molecole degli idrocarburi gli atomi di carbonio possono legarsi in gran numero, formando catene aperte (idrocarburi alifatici aciclici: alcani, alcheni, alchini, ecc.) e chiuse (idrocarburi ciclici: alifatici ciclici o aliciclici e aromatici). Se vi figurano solo legami semplici si hanno idrocarburi saturi (alcani, cicloalcani), se vi sono anche legami doppi o tripli si hanno idrocarburi insaturi (alcheni, alchini). Il grande numero di atomi di carbonio che possono far parte delle molecole degli idrocarburi, la possibilità di scambio di valenze diverse tra gli atomi di carbonio e l’isomerizzazione rendono pressoché illimitato il numero dei possibili composti del carbonio. Si stima siano oltre tre milioni i composti già conosciuti e che circa 100.000 ne vengano isolati o sintetizzati ogni anno.

Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA)
Idrocarburi aromatici con più anelli benzenici, alcuni dei quali sono classificati cancerogeni per l’uomo. Già presenti nel greggio, nella benzina si trovano solo in tracce.

Idrocarburoclasti, microrganismi
Batteri e funghi capaci di utilizzare, come fonte di nutrimento, le molecole idrocarburiche contenute nel petrolio greggio.

Idroecologia
Scienza che studia i rapporti reciproci fra organismi viventi e gli ambienti acquatici circostanti.

Idrofono
Rivelatore dei segnali generati nei rilievi sismici marini e nelle misure sismiche in pozzo. Il sensore è di materiale ceramico piezoelettrico (titanato di bario, zirconato di piombo, ecc.), che ha la proprietà di dare luogo ad un segnale proporzionale alla sollecitazione provocata su di esso dalla pressione istantanea dell’acqua.

Idrogeno (H2)
Elemento chimico la cui molecola è composta da due atomi di idrogeno. E’ un gas inodore, insapore, incolore ed è il più leggero degli elementi in natura. E’ presente allo stato libero in diversi gas naturali ed è diffusissimo in molti composti, dei quali il più importante è senza dubbio l’acqua. Inoltre, è l’elemento più abbondante nelle stelle e nella materia interstellare.

Idrogeno solforato
(vedi Acido solfidrico)

Idrogeologia
Scienza che ha per oggetto di studio le acque sotterranee, le rocce che le contengono e gli aspetti geologici delle acque superficiali. In anni recenti è stata ampliata per includervi aspetti ambientali, quali i problemi dell’inquinamento delle falde (vedi) acquifere.

Idrosfera
E’ la porzione d’acqua terrestre delimitata fra la litosfera (vedi) e l’atmosfera (vedi).

Idrossidi
Gli idrossidi sono dei composti inorganici di un metallo con uno o più ioni ossidrili, cioè ioni costituiti da un atomo di ossigeno (O) e da uno di idrogeno (H). Vengono anche denominati “idrati” ed hanno una reazione basica in acqua.

Idruro
Composto binario (cioè formato da due elementi) contenente idrogeno e un altro atomo, generalmente un metallo.

IEA
(vedi Agenzia Internazionale dell’Energia)

IGU
Organizzazione internazionale fondata nel 1930. Obiettivo dell’IGU è quello di promuovere il progresso tecnico ed economico dell’industria del gas. Membri dell’organizzazione sono associazioni tecniche rappresentative dell’industria del gas di oltre 50 paesi. All’interno dell’IGU operano dieci comitati tecnici. Ogni tre anni l’IGU organizza la Conferenza Mondiale del Gas.

Imboschimento
Processo di trasformazione in bosco di una zona nella quale in precedenza non erano mai cresciuti alberi.

Immissario
Un immissario è un corso d’acqua che va a confluire in un altro corso d’acqua o in un lago.

Immissioni
Rilascio in atmosfera o nei corpi idrici di una sostanza nell’ambiente.

IMO
(vedi Organizzazione Marittima Internazionale)

Impatto ambientale
Insieme degli effetti che un’opera (impianto industriale, centrale energetica, strada, ecc.) produce sul territorio circostante, provocando alterazioni o perturbazioni di singole componenti dell’ambiente o del sistema ambientale complessivo. Per realizzare opere di grande portata, è vincolante un giudizio preventivo sulla compatibilità ambientale detto VIA (vedi).

Impatto ambientale, studio d'(SIA)
Documento che contiene la descrizione di un progetto di un’opera (pubblica o privata), del quadro di riferimento ambientale del sito prescelto per la sua realizzazione, l’identificazione e la previsione degli impatti ambientali che la costruzione e l’esercizio dell’opera comporterà e delle misure di mitigazione e di monitoraggio previste. L’obiettivo dello studio è di fornire tutti gli elementi necessari affinché l’autorità competente a rilasciare l’autorizzazione ai fini della valutazione di impatto ambientale (vedi), con la partecipazione del pubblico interessato, possa esprimersi in merito.

Impatto ambientale, valutazione d’ (via)
Costituisce una procedura tecnico-amministrativa volta alla formulazione di un giudizio, da parte delle autorità competenti, sulla compatibilità che una determinata opera avrà nei confronti dell’ambiente (inteso come l’insieme delle risorse naturali, delle attività umane e del patrimonio storico culturale). Tale procedura prevede l’esame, da parte dell’autorità competente, di uno studio d’impatto ambientale (vedi) predisposto da chi propone un’opera. Un aspetto molto importante di questa procedura è la consultazione del pubblico attraverso un’inchiesta che vede la partecipazione delle comunità interessate. La VIA ha avuto origine negli Stati Uniti alla fine degli anni 60 e si è successivamente diffusa negli altri paesi industrializzati. Nel 1985 è stata approvata una Direttiva CEE in materia (n. 85/337) che prevede la procedura di VIA per le seguenti categorie di opere: raffinerie di petrolio greggio; acciaierie integrate; impianti chimici integrati; centrali termiche e altri impianti di combustione con potenza superiore a 300 MW; impianti di gassificazione e liquefazione del carbone o di scisti bituminosi di almeno 500 t/giorno; impianti di smaltimento di rifiuti tossici e nocivi; impianti destinati allo stoccaggio di residui radioattivi; impianti di produzione dell’amianto; autostrade; ferrovie; aeroporti; porti commerciali. Essa è stata parzialmente recepita nell’ordinamento italiano. Attualmente, oltre ad alcuni decreti in corso di emanazione da parte del Governo, è all’esame del Parlamento una proposta di recepimento organico della Direttiva comunitaria. Alcune regioni italiane hanno nel frattempo emanato una serie di provvedimenti che sottopongono a VIA oltre a quelle sopramenzionate, altre categorie di opere come gli oleodotti e i metanodotti.

Impatto residuo
La parte dell’impatto (vedi Impatto ambientale) ancora presente dopo l’adozione delle opportune misure di mitigazione e/o dopo l’intervento di ripristino ambientale (vedi).

Impatto visivo
L’impatto visivo può essere definito come il grado di percezione, da parte di un osservatore, di un insediamento industriale o abitativo o delle modifiche, in genere, apportate dall’intervento umano su un determinato territorio. Il grado dell’impatto visivo dipende da molteplici fattori, come la difficoltà del paesaggio (vedi) preesistente ad accogliere i nuovi elementi, oppure, al contrario, la sua capacità ad integrarsi con essi.

Impermeabilità
Capacità di una sostanza di non lasciarsi attraversare da un liquido.

Impollinazione
Consiste nella fecondazione delle piante e può avvenire, solo quando il polline si trasferisce dall’antera (organo di riproduzione maschile) allo stimma (organo di riproduzione femminile). Alcune piante possono impollinare se stesse (autoimpollinazione), ma la maggior parte può essere fecondata solo dal polline proveniente da un’altra pianta della stessa specie. Il polline può essere trasferito dal vento e dall’acqua, ma gli impollinatori più importanti sono gli insetti.

In situ
Intervento di risanamento ambientale con modalità di trattamento di un particolare materiale inquinato effettuato all’interno (in situ) o all’esterno (ex situ) dell’area interessata, dalla quale è stato prelevato.

Incendi, sistemi automatici di estinzione
Installazioni fisse per la protezione totale di un impianto petrolifero o della parte considerata più a rischio, dotate di una estesa gamma di sostanze (acqua, schiuma, polvere, anidride carbonica, ecc.) per l’estinzione del fuoco, attivabili in modo automatico.

Incenerimento
Utilizzazione della combustione nello smaltimento di rifiuti solidi o di fanghi. L’obiettivo principale è la riduzione del volume di rifiuti e la conversione di quelli tossici in prodotti innocui. L’incenerimento può permettere il riutilizzo dei rifiuti, utilizzando il calore prodotto durante la combustione per la produzione di vapore ed energia elettrica, ed i residui dell’incenerimento (ceneri) come materiali inerti da costruzione. Gli inceneritori possono lavorare ad alta temperatura (per bruciare i rifiuti tossici nocivi) o a medie temperature (per i rifiuti urbani).

Incenerimento di rifiuti
L’incenerimento consiste nell’essiccare e poi bruciare in appositi impianti (vedi Forni d’incenerimento) i rifiuti; i materiali vengono trasformati in sostanze inerti, come ceneri e scorie, ed in gas, che necessitano di particolari trattamenti di depurazione, per evitare qualsiasi tipo di inquinamento. Il nuovo D. Lgs. sui rifiuti del 5.2.97 recita: “A partire dal 1° gennaio 1999 la realizzazione e la gestione di nuovi impianti di incenerimento possono essere autorizzate solo se il relativo processo di combustione è accompagnato da recupero energetico”.

Inceneritori di rifiuti
(Vedi Forni d’incenerimento)

Indeformabilità
Capacità di un corpo di non cambiare forma.

Indicatore di disponibilità
Parametro che definisce la situazione di una componente ambientale, in termini di quantità di risorsa utilizzabile.

Indicatore di qualità
Parametro che esprime il livello di pregio o di valore di una componente ambientale.

Indicatore di rischio
Parametro che esprime la possibilità, per una data componente ambientale, di subire un danno o una modificazione.

Indicatori ambientali
Sono parametri chimici e/o fisici ai quali si ricorre per la descrizione sintetica della sensibilità ambientale di un’area a particolari perturbazioni.

Indicatori biologici
(vedi Biosensori)

Indicatori sismici degli idrocarburi
Caratteristiche della traccia sismica, che possono essere utilizzate come indicatori della presenza di idrocarburi. Le tracce sismiche hanno un contenuto di informazione ben superiore a quello che appare in una normale sezione sismica. Con opportune elaborazioni è possibile meglio evidenziare queste ulteriori informazioni, che sono dette attributi della traccia sismica. Tra di essi ve ne sono alcuni che, presentati nella forma di sezione sismica, possono essere utilizzati per un riconoscimento diretto degli idrocarburi, come l’ampiezza del segnale, la continuità della riflessione, la frequenza, la fase, la polarità, la velocità (certamente il più importante). Ovviamente la presenza di un indicatore può avere una causa diversa e può esservi indipendentemente dalla piccola o grande presenza di idrocarburi.

Inerbimento
Operazione atta a ricoprire un terreno mediante un tappeto erboso. Tale tecnica viene utilizzata come misura di mitigazione dell’impatto ambientale (vedi), laddove le attività di costruzione di un’opera ingegneristica determinino una riduzione del manto erboso o anche come sistema di consolidamento dei versanti franosi.

Inerte
Propriamente, un inerte è un elemento che in un particolare processo chimico non reagisce. In particolare, parlando dei leganti usati nell’edilizia, l’inerte è quella parte del legante che non partecipa ai fenomeni della presa e dell’indurimento del legante, come ad esempio la sabbia, il pietrisco e la ghiaia.

Inertizzazione
Processo finalizzato a ridurre la mobilità dei contaminanti, ad esempio la solubilizzazione in acqua, prevenendo o limitando al minimo il loro trasferimento nell’ambiente.

Infiltrazione
Lento e continuo fluire di un liquido attraverso i pori e le fratture di una parete o superficie. Ad esempio il fluire dell’acqua dalla superficie al sottosuolo, consentito dalla permeabilità del terreno.

Inorganico
vedi sostanza inorganica

Inquinamento
Alterazione dei parametri fisici, chimici e biologici propri di un ambiente, in stato di equilibrio, provocata dalle attività umane. L’inquinamento può riguardare il suolo, le acque e l’aria. Tra gli agenti inquinanti si distinguono: sostanze organiche, quali idrocarburi (vedi), clorofluorocarburi (vedi), il cui effetto dannoso è provocato da un accumulo anomalo; sostanze inorganiche, come metalli pesanti, amianto (vedi) ed altre sostanze che esercitano un’azione tossica sull’uomo, gli animali, le piante o l’ambiente nel suo insieme; fonti sonore, come il traffico automobilistico o le attività produttive che provochino disturbi acustici; fonti di calore, come gli scarichi di acque a temperatura superiore a quella ambiente; fonti di radiazioni pericolose (ad esempio quelle ionizzanti) o anche di per sé non dannose (ad esempio, la luce) o di incerto effetto (le onde elettromagnetiche). L’inquinamento può manifestarsi su scala locale, come avviene nella maggior parte dei casi, o globale, come succede nel caso delle emissioni inquinanti che provocano l’effetto serra o il buco nell’ozono (vedi voci corrispondenti). Dalla fine degli anni Sessanta, l’inquinamento rappresenta un’emergenza tenuta sotto osservazione specie nei paesi industrializzati: normative nazionali e internazionali tendono a prevenire le possibili forme e a porre rimedio ai suoi effetti. Importanti decisioni in tema di protezione ambientale sono state assunte dalla conferenza di Rio de Janeiro nel 1992 (vedi UNCED e Agenda 21).

Inquinamento atmosferico
Modifica della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza in essa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da: alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria; costituire pericolo, ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell’uomo; compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell’ambiente; alterare le risorse biologiche, gli ecosistemi e i beni materiali pubblici e privati. I principali inquinanti atmosferici sono: l’anidride carbonica (CO2), gli ossidi di azoto (NOx), l’anidride solforosa (SO2), il monossido di carbonio (CO), l’ozono (O3) (nella bassa atmosfera) ed i COV (composti organici volatili). Il periodo di rimanenza” di un inquinante nell’atmosfera dipende dal suo tempo di residenza (residence time) determinato dai processi di immissione e conversione chimica dei composti inquinanti stessi.

Inquinamento chimico
L’inquinamento chimico colpisce sia l’aria, che l’acqua, che i suoli mediante l’accumulo di rifiuti pericolosi, come ad esempio le discariche piene di acidi corrosivi, metalli tossici, plastiche indistruttibili. Tra tutti i prodotti chimici, i più pericolosi sono i pesticidi (sostanze chimiche usate in agricoltura per distruggere gl’insetti nocivi).

Inquinamento da frazioni petrolifere, controllo del
Eliminazione e/o controllo delle sorgenti d’inquinamento. Per il settore petrolio e gas questo controllo inizia nella fase di produzione con la prevenzione di eventuali versamenti dalla testa di pozzo utilizzando sistemi di chiusura automatica per evitare le eruzioni. Diverse tecniche di prevenzione sono disponibili per evitare perdite di idrocarburi o scarichi in mare, nella fase di trasporto. Le emissioni atmosferiche, nella fase di lavorazione e stoccaggio del petrolio, possono essere ridotte utilizzando serbatoi con tetto mobile oppure bruciando i gas. Gli effluenti liquidi prodotti in raffineria possono essere trattati con processi di separazione per gravità, flocculazione (aggregazione di particelle solide disperse che per appesantimento vanno a fondo) o flottazione (separazione mediante sospensione in acqua addizionata di agenti schiumogeni) e processi biologici.

Inquinamento fotochimico
Gli idrocarburi emessi naturalmente ed artificialmente, in presenza di ossidi di azoto, determinano delle reazioni fotochimiche che producono una nube di composti chimici tossici, assieme ad ozono e altre sostanze corrosive. Questo processo è favorito dalla luce del Sole e alcuni di questi prodotti, ad esempio l’ozono, raggiungono un tenore massimo nell’aria proprio in concomitanza con il maggior flusso di radiazioni solari che si ha a mezzogiorno. Questa forma di inquinamento colpisce principalmente le aree urbane, industrializzate e ad alta densità di traffico. Si manifesta in queste aree anche per via delle particolari condizioni climatiche che ci sono: vento debole e temperature alte; tutto ciò favorisce un aumento della concentrazione dei gas inquinanti (ozono troposferico, monossido di carbonio, ossido di azoto…).

Inquinamento idrico
Modifica della normale composizione dell’acqua dovuta sia all’immissione diretta di sostanze inquinanti sia alle infiltrazioni di esse dal suolo. L’inquinamento dell’acqua può essere: chimico, per immissione di sostanze chimiche, organiche e inorganiche che modificano le sue caratteristiche chimiche; fisico, dovuto a variazioni di portata, a sottrazione od aggiunta di calore, ed immissione di materiali in sospensione, che modificano le sue proprietà fisiche (temperatura, torbidità, colore, ecc); biologico, dovuto all’immissione di organismi patogeni (batteri, virus, parassiti). La presenza di sostanze inquinanti rende impossibile l’utilizzo dell’acqua per l’uso domestico, industriale o ricreativo. In Italia la legge che regolamenta gli standard di qualità delle acque per gli effluenti in un corpo idrico superficiale è la legge Merli.

Inquinamento indoor
Inquinamento atmosferico in ambienti interni civili o industriali. Da un’analisi chimica dell’aria respirata in un ambiente chiuso, è possibile rintracciare un gran numero di inquinanti. Alcuni vengono prodotti dal metabolismo umano, altri dall’utilizzo di apparecchi di combustione, dalla presenza di arredi e dall’impiego di vernici, colle, detergenti, diluenti. Tutte queste sostanze possono esplicare effetti nocivi sugli organismi, allorché siano raggiunte certe concentrazioni, portando a quella che viene definita “sindrome dell’edificio malato” o ad alterazioni organiche. Negli ultimi anni sono aumentati gli studi tossicologici e di igiene industriale che cercano di valutare gli effetti dell’inquinamento indoor sulle persone.

Inquinamento radioattivo
L’inquinamento radioattivo è principalmente dovuto alla fuoriuscita di scorie radioattive da una centrale nucleare o da una discarica, ovvero ai malfunzionamenti e agli incidenti di impianti nucleari (il più famoso rimane quello di Cernobyl). Può anche essere causato dal trasporto fraudolento di scorie radioattive.

Inquinamento transfrontaliero
Inquinamento che interessa ambiti territoriali di stati diversi da quelli che lo hanno originato.

Inquinamento, livello ottimale di
Livello di inquinamento in corrispondenza del quale il benessere della collettività è massimizzato. L’attività produttiva genera, da una parte, benefici sotto forma di beni e servizi, dall’altra danni ambientali. Il livello di inquinamento ottimale è un punto in corrispondenza del quale i benefici netti sociali, ovvero la differenza tra benefici e danni ambientali, sono massimi. In un’ottica economica, pertanto, l’obiettivo è quello di raggiungere tale livello di inquinamento ottimale e non di ridurre l’inquinamento a livello zero (confronta Permessi di inquinamento negoziabili).

Inquinante
Sostanza che, immessa nell’ambiente, può alterarne le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, con potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente stesso.

Inquinante atmosferico
Ogni sostanza presente nell’atmosfera in quantità o con caratteristiche tali da modificare la normale composizione o stato fisico dell’aria, alterandone le normali condizioni ambientali e di salubrità. Gli inquinanti dell’atmosfera possono essere solidi (polveri, ceneri), liquidi (aerosol) e gassosi. Sebbene gli inquinanti derivino anche da eventi naturali, come le eruzioni vulcaniche, la maggior attenzione è rivolta a quelli prodotti dall’attività umana, tra cui prevalgono i prodotti derivati dalla combustione (monossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto, idrocarburi incombusti, ecc.). Come dimostrano i fluoroclorocarburi (vedi) e gli studi sull’effetto serra (vedi), anche concentrazioni relativamente basse possono provocare variazioni del clima (vedi) ed influire sull’integrità degli esseri viventi.

Inquinatore pagatore, principio dell’
Principio fondamentale della normativa ambientale, elaborato nel 1972 all’interno dei paesi OECD (vedi) e successivamente sostenuto da Raccomandazioni della Comunità Europea (1975) e dell’OECD (1989) e confluito nel principio 16 della Dichiarazione di Rio sullo Sviluppo e l’Ambiente (1992). Secondo il PPP, l’inquinatore dovrebbe pagare l’intero costo dei danni ambientali causati dalla sua attività: ciò creerebbe un incentivo alla riduzione del danno ambientale. L’obiettivo del PPP, quindi, è quello di contenere i danni ambientali facendo ricadere i loro costi su chi li ha causati. Concretamente, il PPP si estrinseca nell’uso di strumenti di politica ambientale quali le tasse ambientali, i permessi di inquinamento negoziabili, la responsabilità civile, ecc.

Insetticidi
Sostanze in grado di combattere gli insetti dannosi, sia in difesa delle colture agricole e forestali, sia nella lotta ai vettori di malattie per l’uomo e per gli animali da allevamento. Il loro uso indiscriminato è dannoso per la salute.

Insonorizzazione
Intervento passivo su una sorgente di rumore atto a ridurre le immissioni acustiche in determinati ambienti.

Integrazione verticale
L’integrazione verticale nell’industria petrolifera è l’integrazione di up stream (vedi) e down stream (vedi), è la struttura che l’impresa petrolifera si è data storicamente perché individuata come la più logica a rispondere, allo stesso tempo, ad esigenze tecniche ed economiche: rendere più efficiente il ciclo produzione-consumo; trattenere all’interno dell’impresa tutto il profitto recuperabile dall’intero ciclo petrolifero.

Intermediazione
Compenso che spetta al broker (vedi), generalmente sotto forma di percentuale, per ogni affare condotto a buon fine.

Interstiziale
Ambiente edafico (vedi) costituito dalle microfessure dei sedimenti incoerenti ghiaiosi e ciottolosi. Da parte di alcuni autori questo ambiente viene definito come endogeobio per contrapporlo all’ambiente troglobio caratterizzato dalle ampie cavità ipogee (ad esempio, grotte carsiche, ecc.).

Invertebrati
Gli invertebrati sono tutti quelli animali che, a differenza dei vertebrati, non hanno uno scheletro osseo interno di essi fanno parte gli ANELLIDI, gli ARTROPODI, i MOLLUSCHI e molti altri.

Ioni
Gli ioni sono atomi o gruppi di atomi dotati di carica elettrica positiva o negativa, a seconda che essi rispettivamente perdano elettroni, oppure ne acquistino. Se hanno carica elettrica positiva, gli ioni assumono il nome di cationi; nel caso, invece, in cui la loro carica sia negativa, essi vengono denominati anioni.

ISO
(vedi Organizzazione Internazionale per gli Standard)

ISO 14000
Nel settembre del 1996 l’ISO ha pubblicato una serie di norme sulla gestione ambientale ed altre, relative alle procedure di valutazione del ciclo di vita (vedi), sono in preparazione. Questi standard costituiscono ormai il punto di riferimento internazionale più avanzato per le imprese che vogliano dotarsi di Sistemi di Gestione Ambientale (vedi) per le proprie attività produttive. Molte imprese richiedono oggi la certificazione dei propri siti industriali ai sensi delle ISO 14000.

Isola di calore
Particolare stato di turbolenza atmosferica, tipica delle città, indotta dal volume di emissione di calore (dovuto ai processi di combustione, al calore immagazzinato da edifici e strade, ecc.) oltre che dall’aumentata turbolenza meccanica dovuta alla presenza di edifici e ostacoli. Comporta una maggiore diffusione verticale degli inquinanti e l’impedimento alla risalita degli stessi, oltre lo strato di inversione sovrastante.

Isolante
Materiale che non permette il passaggio di elettricità, calore o suono.

Isomeri
Composti, specialmente organici che, pur avendo la stessa composizione chimica, hanno proprietà fisiche diverse a causa della diversa disposizione reciproca degli atomi nella molecola. Questo fenomeno è detto isomerismo (isomerism).

Isomerizzazione
Processo di raffineria che, in presenza di idrogeno e di un catalizzatore, consente di trasformare idrocarburi a catena lineare nei rispettivi isomeri (vedi) a catena ramificata, migliorandone caratteristiche e prestazioni nei motori a scoppio. Le più importanti utilizzazioni di questo processo sono il trattamento della virgin naphtha leggera C5/C6 (vedi Topping), per elevarne il numero di ottano e l’ottenimento dell’isobutano dal normalbutano. Più in generale è ogni processo chimico che consenta di convertire un isomero in un altro.

Isopentano (CH3)2CHCH2CH3
Liquido altamente infiammabile, incolore, derivato del petrolio. E’ utilizzato come solvente.

Isopleta
Linea tracciata su una carta geografica o corografica attraverso i luoghi aventi il medesimo valore di un determinato parametro o elemento. Esempi comuni di isoplete sono le isobare, isobate, isoterme.

Isoprene
Idrocarburo i cui polimeri sono la gomma naturale e sintetica.

Isotopi radioattivi
Tutti gli atomi sono caratterizzati da un particolare numero atomico (cioè il numero di protoni presenti nel nucleo) e da un particolare numero di massa (cioè il numero di protoni e neutroni presenti nel nucleo); un isotopo rappresenta ciascun atomo di uno stesso elemento con lo stesso numero atomico ma con diverso numero di massa, cioè il numero di protoni ed elettroni è lo stesso, cambia, invece, il numero di neutroni. Gli isotopi radioattivi, anche detti radionuclidi, presentano nuclei instabili a causa di un eccesso di protoni e/o di neutroni. Tale instabilità provoca la trasformazione spontanea in altri isotopi. Questo processo detto di decadimento radioattivo porta alla formazione di un altro atomo con contemporanea emissione di energia sotto forma di radiazioni o particelle.

Istituto americano del petrolio
Organizzazione per la promozione dell’industria petrolifera americana. Emana norme e regolamentazioni che vengono adottate quasi universalmente dall’industria petrolifera, specialmente quando non vi sono corrispondenti standard nazionali. L’istituto pubblica anche delle statistiche riguardanti l’industria petrolifera.

 

 
 
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