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Glossario

Ecoaudit
(vedi Audit ambientale)

Ecogestione
Per ecogestione o gestione ambientale si intende la parte del sistema di gestione complessivo dell’impresa che comprende la struttura organizzativa, la responsabilità, le prassi, le procedure, i processi e le risorse per definire e attuare la politica ambientale dell’impresa stessa.

Ecolabelling 
Insieme delle procedure introdotte in ambito europeo del Regolamento comunitario n. 880/92, consistenti nel contrassegnare con un logo specifico i prodotti caratterizzati da un limitato impatto ambientale. Il logo viene assegnato a quei prodotti che soddisfano uno specifico insieme di criteri ecologici. Finora hanno ottenuto l’ecolabel comunitario alcuni prodotti nei settori dei detergenti, lavatrici, vernici, ecc.. Poichè l’ecolabel è un simbolo che evidenzia le favorevoli prestazioni ambientali di un prodotto (ad esempio, il contenere un minor quantitativo di un determinato inquinante) rispetto ai suoi concorrenti, le imprese se ne avvalgono per orientare i consumatori all’acquisto di beni più rispettosi dell’ambiente.

Ecologia
Scienza che studia i rapporti reciproci fra organismi viventi ed ambiente circostante e le conseguenze di tali rapporti.

Ecosistema
Insieme degli elementi naturali (acqua, aria, suolo, flora, fauna) e delle attività antropiche, in rapporto tra loro che, influenzandosi a vicenda, creano condizioni di equilibrio apparente, in un dato ambito più o meno esteso.

Ecosistema antropico
Complesso ecologico formato dall’uso del suolo, dalla mobilità e dalle componenti socioeconomiche dell’ambiente. In termini generici l’ambiente che coinvolge direttamente l’uomo.

Ecosistema marino
Ecosistema naturale tipico dell’ambiente acquatico marino, nel quale gli autotrofi (piante verdi) sono presenti con biomassa (vedi), per unità di superficie e dimensioni molto più piccole degli autotrofi terrestri e dove il consumo di acqua, durante la fissazione dell’anidride carbonica (vedi), è nettamente minore.

Ecosistema naturale
Unità che include tutti gli organismi che vivono insieme in una data area, interagenti con l’ambiente fisico, in modo tale che un flusso di energia porta a una ben definita struttura biotica (vedi) e ad una ciclizzazione dei materiali tra viventi e non viventi all’interno del sistema.

Ecosistema terrestre
Ecosistema naturale provvisto di popolazioni di autotrofi (piante verdi) di grosse dimensioni e con elevato consumo di acqua, durante la fissazione dell’anidride carbonica (vedi).

Ecotipo
Varietà locale (razza o sottospecie), fissata geneticamente, nell’ambito di una stessa specie. L’ecotipo si crea in risposta alle diverse condizioni ambientali a cui le popolazioni di una specie sono sottoposte, vivendo in aree geografiche e/o ambienti differenti.

Ecotono
Zona di transizione fra due diverse biocenosi (vedi). Nell’ecotono si ha un graduale passaggio fra le specie caratteristiche di una biocenosi e le specie caratteristiche dell’altra. L’importanza dell’ecotono è dovuta al fatto che in esso, generalmente, si ha una maggiore biodiversità che nelle biocenosi che separa.

Edafico
Riferito al suolo e alla porzione superficiale della crosta terrestre e agli organismi che vi prolificano.

Edule
Detto di organismo animale o vegetale commestibile per l’uomo.

Effetti a breve o a lungo termine 
Conseguenze sull’ambiente derivanti dalla realizzazione di un’opera (ad esempio stabilimento industriale, ferrovie, ecc.), a distanza di poco (settimane, mesi) o molto tempo (anni).

Effetto fotovoltaico
Produzione di tensione elettrica in un materiale semiconduttore, come ad esempio il selenio, quando luce o altre forme di radiazioni elettromagnetiche lo colpiscono.

Effetto serra
Fenomeno fisico che provoca il riscaldamento nello spazio racchiuso tra il vetro della serra e il terreno, dovuto al fatto che il vetro è trasparente alla luce visibile (ossia lascia entrare la radiazione solare ad onde corte) che colpisce il terreno, il quale riemette poi parte dell’energia ricevuta come radiazione infrarossa, che il vetro non lascia passare. Nell’atmosfera vi sono gas, principalmente anidride carbonica, ma anche protossido di azoto (N2O), metano (CH4), ozono (O3), vapor d’acqua, ecc., che si comportano come il vetro della serra. L’aumento di questi gas dovuto alle attività dell’uomo può portare ad un aumento della temperatura della Terra e a cambiamenti climatici.

Efficienza ecologica 
L’efficienza ecologica è un concetto complesso che qualifica beni e servizi in grado di contribuire competitivamente alla qualità della vita, minimizzando l’impatto ambientale (vedi) e l’utilizzo di risorse nell’intero ciclo di vita.

Effluente gassoso
Scarico di sostanze in fase gassosa convogliate e provenienti da qualsiasi unità di processo. In campo normativo l’effluente gassoso è il mezzo attraverso il quale una o più sostanze inquinanti vengono veicolate nell’ambiente, concorrendo a modificarne la qualità.

Effluente liquido
Scarico di sostanze liquide convogliate e provenienti da qualsiasi unità di processo.

Effluenti gassosi/Impianto di abbattimento degli inquinanti negli effluenti gassosi
È un insieme di apparecchiature finalizzate alla rimozione, ovvero alla riduzione della concentrazione degli inquinanti presenti nell’effluente gassoso da trattare. In base alle proprietà chimico-fisiche dell’effluente e degli inquinanti, l’impianto può essere costituito da uno o più stadi di abbattimento. In relazione allo stato fisico dell’inquinante presente nella corrente gassosa e in base anche alle sue proprietà chimiche, si sceglie il sistema di abbattimento più appropriato: sistema a secco (ad esempio per i polveri o goccioline), dinamici e statici come i cicloni (vedi) e i filtri a maniche (vedi); sistemi ad umido (ad esempio per anidride solforosa o acido cloridrico), come le torri di lavaggio ad assorbimento; sistemi termici e catalitici (ad esempio per ossidi di azoto e composti organici policiclici e/o policlorurati) come i combustori e i reattori catalitici; sistemi ad adsorbimento (per composti organici insolubili in acqua) come le colonne a carboni attivi; sistemi biologici come i biofiltri (vedi). Nel caso di impianti di abbattimento multistadio, si parla generalmente di filiera di depurazione. In genere vengono associati stadi di abbattimento ad umido, come le unità di assorbimento. È inoltre frequente avere uno stadio finale di abbattimento catalitico (vedi) o di adsorbimento (vedi), che faccia da guardia finale per l’abbattimento spinto di inquinanti particolarmente pericolosi come i composti organici clorurati.

Elasticità
Capacità che hanno i corpi di deformarsi quando soggetti a forze esterne, quando queste cessano viene spontaneamente ripresa la forma iniziale.

Elastomeri 
Polimeri (vedi), talora denominati gomme, di origine naturale (ad esempio la gomma naturale, che è poliisoprene 1,4-cis, prodotta come lattice da piante tropicali tipo Hevea brasiliensis, oggigiorno coltivata in piantagioni del Sud-Est Asiatico e in Africa) o sintetica. Questi ultimi sono classificati in 2 grandi gruppi: a) elastomeri di uso generale (ad esempio polibutadiene, poliisoprene, SBR, gomma butile e gomma etilene-proprilene); b) elastomeri resistenti all’olio e per usi speciali (ad esempio policloroprene, gomme nitriliche e gomme siliconiche). Gli elastomeri richiedono di essere vulcanizzati (vedi Vulcanizzazione) e additivati di nerofumo per fornire le loro prestazioni tipiche di facile deformabilità, pronto ritorno elastico, resistenza all’abrasione, isolamento elettrico, ecc. Le gomme trovano impieghi molteplici nei settori auto, cavi, edilizia, ecc. I termoelastomeri sono copolimeri (cfr. Polimeri) che non richiedono vulcanizzazione perché hanno una struttura a blocchi (ad esempio copolimeri SBS), che fornisce una vulcanizzazione fisica, termoreversibile. Essa consente lavorazioni rapide (come i materiali termoplastici) e l’impiego nel settore calzaturiero.

Elemento naturale
Elemento biotico (vedi) o abiotico (vedi) dell’ambiente, non direttamente ascrivibile alle attività umane.

Elemento storico-testimoniale
Elemento antropico del paesaggio caratterizzato dal valore artistico o storico.

Elettrochimica
Serie di processi industriali per mezzo dei quali l’energia elettrica viene utilizzata per provocare reazioni chimiche. Queste reazioni chimiche permettono la generazione e l’accumulo di energia elettrica in particolari dispositivi come le pile e gli accumulatori.

Elettrodo
Conduttore percorso da corrente elettrica che può favorire o la perdita (elettrodo negativo o catodo) o l’acquisizione (elettrodo positivo o anodo) di elettroni. Sostanzialmente permette il passaggio di corrente elettrica da un circuito ad un’altra sostanza liquida o solida, o nel vuoto o in un gas.

Elettrofiltro
Apparecchiatura di abbattimento delle polveri dalle emissioni gassose. I princìpi-base del processo di precipitazione elettrostatica possono essere così riassunti: – sviluppo di una corrente ad alto voltaggio utilizzata per caricare elettricamente il materiale particellare dell’aeriforme da depurare; – creazione di un campo elettrico tra gli elettrodi di scarica e gli elettrodi di raccolta con conseguente migrazione del particolato (vedi), caricato negativamente, sulle piastre di raccolta, caricate positivamente; – rimozione del materiale particellare raccolto mediante scuotimento delle piastre, per battitura o scorrimento d’acqua.

Elettrolita
Molecola che si divide in ioni quando viene dissolta in un sovente, in genere acqua. Ad esempio il sale NaCl, in acqua, si divide in Na+ e Cl-.

EMAS (Ecomangement and audit scheme)
Nel 1993 la Comunità europea ha emanato il Regolamento n. 1836 EMAS sulla partecipazione volontaria delle imprese industriali a un sistema di ecogestione (vedi) e audit (vedi Audit ambientale). Il Regolamento prevede che le imprese partecipanti adottino, nei propri siti produttivi, dei sistemi di gestione ambientale (vedi) basati su politiche, programmi, procedure e obiettivi di miglioramento dell’ambiente e pubblichino una dichiarazione ambientale (un vero e proprio bilancio ambientale di sito). Ai fini della registrazione del sito nell’apposito elenco istituito presso la Commissione europea, il Regolamento EMAS prevede che la dichiarazione ambientale venga convalidata da un verificatore (vedi) accreditato da un Organismo nazionale competente; in Italia tale organismo, attivo solo dal 1997, è il Comitato per l’Ecolabel (vedi Ecolabelling) e l’Ecoaudit che si avvale del supporto tecnico dell’ANPA (vedi). Questa certificazione ambientale si affianca agli altri standard internazionali in materia come le norme della serie ISO 14000 (vedi) e BS 7750 (vedi) e ha avuto, soprattutto in Germania, un notevole successo per quanto riguarda la partecipazione delle imprese e il numero di verificatori accreditati.

Embargo
L’embargo consiste in una sanzione economica con la quale vengono sospesi i rapporti commerciali con determinati Paesi in occasione di crisi internazionali.

Emergenza naturale
Elemento di particolare pregio naturalistico sotto il profilo della valutazione paesaggistica.

Emergenza storica
Elemento di particolare pregio storico-artistico sotto il profilo della valutazione paesaggistica.

Emissione
Scarico di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’ecosistema (vedi), che può produrre direttamente o indirettamente un impatto Legambiente.

Emissione convogliata
Scarico di una sostanza gassosa attraverso un camino, allo scopo di migliorare la dispersione degli inquinanti nell’atmosfera e limitarne la ricaduta a terra.

Emissione diffusa
Fuoriuscita di una sostanza gassosa in atmosfera, prodotta da perdite di alcuni componenti degli impianti di lavorazione (valvole, tenute, ecc.), dei serbatoi di stoccaggio e degli impianti di movimentazione dei prodotti.

Emissione luminosa 
Radiazione ottica non ionizzante, associabile al campo del visibile, con lunghezze d’onda comprese tra 400 nm e 760 nm.

Emissioni evaporative 
Dispersioni di idrocarburi per evaporazione. La maggior parte delle emissioni evaporative viene determinata da perdite durante la distribuzione (depositi, autobotti, stazioni di servizio) e l’impiego (automobili) della benzina

Emissioni fuggitive
Con questo termine si individuano le emissioni gassose di sostanze organiche volatili, dovute alle perdite fisiologiche e cioè non accidentali, dagli organi di tenuta degli impianti chimici e petrolchimici. I principali organi di tenuta che si prendono in considerazione sono quelli relativi a: flange, valvole di sicurezza, compressori, pompe e valvole di regolazione.

Emungimento
Estrazione di acqua dal sottosuolo. Ai fini di una razionale sfruttamento delle acque sotterranee, è necessario sapere se si tratta di acque fossili, cioè non più rifornite con apporti che integrino quanto viene estratto, oppure di una risorsa di acqua rinnovabile.

Encefalopatia spongiforme bovina (BSE)
L’encefalopatia spongiforme bovina (la c.d. malattia della “mucca pazza”) è una malattia degenerativa del cervello che colpisce i bovini. Si tratta di una malattia nuova (il primo caso è stato riscontrato nel 1986), Secondo lo stadio attuale delle conoscenze la malattia è causata da una particella proteica in grado di replicarsi denominata “prione”. Tale particella è particolarmente resistente al calore ed ai comuni disinfettanti. Sebbene l’origine e la trasmissione della malattia non siano state ancora totalmente chiarite, pare che la fonte dell’epidemia nel Regno Unito risieda nell’ingestione di farina di carne e di ossa contaminata, utilizzata come ingrediente di alimenti concentrati. La trasmissione sarebbe avvenuta tramite il riciclaggio di materia prima bovina ed ovina infetta, dalla quale si sarebbero prodotte le farine di carne ed ossa utilizzate nell’alimentazione dei bovini.

Endemico
Termine usato in zoologia e botanica per definire le specie tipiche ed esclusive di un determinato territorio.

Endogeni, agenti
Gli agenti endogeni sono quelli che operano in profondità, all’interno della superficie terrestre. Si definiscono endogeni, per esempio: l’attività dei vulcani, il movimento delle placche terrestri, i processi di orogenesi).

ENEA
L’ENEA è l’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente. Opera nel campo della ricerca e della innovazione per lo sviluppo sostenibile, finalizzata a promuovere insieme gli obiettivi di sviluppo, competitività e occupazione e quello della salvaguardia ambientale. Svolge altresì funzioni di agenzia per le pubbliche amministrazioni mediante la prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica.

Energia
Capacità di un sistema di produrre effetti esterni. Questa definizione data da Max Planck, viene superata nei moderni testi di fisica definendo l’energia come un concetto primitivo. Si può pensare all’energia nei suoi due aspetti di “energia che produce lavoro” (energia cinetica ed energia potenziale) ed “energia calore”. L’energia lavoro può trasformarsi integralmente in calore, mentre l’energia calore può trasformarsi solo parzialmente in lavoro e tanto meno quanto più bassa è la sua temperatura. Una grandezza che permette di misurare la convertibilità dell’energia è l’exergia, che è la quantità massima di una certa quantità di energia che, alle condizioni ambientali (ossia termodinamiche) date, può essere trasformata in altre forme di energia (ad esempio calore ambientale). L’anergia invece è l’energia che non può essere convertita in alcuna altra forma di energia (ad esempio il calore ambiente).

Energia alternativa
Energia derivata da sorgenti diverse da quelle fossili (carbone, petrolio, gas) e da quella nucleare. Si tratta di fonti prevalentemente rinnovabili.

Energia chimica
E’ l’energia che si genera quando un composto chimico brucia, si decompone o si trasforma per produrre un nuovo composto.

Energia cinetica
E’ definita come il lavoro che può fare un corpo che è in movimento con una determinata velocità.

Energia delle onde
Energia cinetica ottenuta dalle onde del mare, generate dal vento (vedi Energia eolica). La potenza totale media associata al moto ondoso è stata stimata in 2,7 terawatt. L’energia delle onde si ritrova tutta in prossimità delle coste, dato che le perdite per attrito in mare aperto sono irrilevanti. Dividendo la potenza totale per la lunghezza totale delle coste (336.000 km) si ottiene una potenza media di 8 kW/m di costa. Per lo sfruttamento dell’energia delle onde sono stati ideati diversi dispositivi che convertono il moto oscillatorio lento delle onde in moto rotazionale rapido, per la successiva conversione in energia elettrica. Il problema principale è quello della resistenza degli impianti alle burrasche. Sono stati realizzati alcuni prototipi da qualche centinaio di kW.

Energia di legame
Lavoro che bisognerebbe fare per rompere un legame chimico.

Energia di marea
Energia fornita dal riempimento (e svuotamento) di un bacino grazie all’azione della marea, che porta un accumulo (e smobilitazione) di energia potenziale, che si può cercare di sfruttare al passaggio. Una volta esistevano mulini a marea, sulle coste atlantiche; oggi l’energia di marea viene convertita in energia elettrica, come l’energia idraulica. Allo scopo si deve creare un bacino di raccolta, sbarrando con una diga un’area appropriata, come un estuario o una baia, dove naturalmente l’escursione di marea sia notevole. La diga sarà ovviamente dotata di aperture, per il passaggio del flusso di marea. Gli schemi di utilizzazione possono sfruttare il solo flusso o il solo riflusso o entrambi. La potenza è proporzionale all’area del bacino di raccolta e al quadrato dell’escursione della marea. Il costo principale è quello di realizzazione della diga, grosso modo proporzionale alla sua lunghezza. L’impianto francese di La Rance è il più antico (1966) e di gran lunga la maggiore realizzazione nel settore (potenza nominale 240 MW, effettiva 160 MW, escursione di marea di 11,4 metri, area del bacino 22 km2, lunghezza della diga 725 metri).

Energia elettrica
vedi Centrale elettrica

Energia eolica
Energia cinetica delle masse d’aria in movimento. Tale movimento è causato da differenze di temperatura e pressione presenti nell’atmosfera, a loro volta legate a disuniformità nella distribuzione del calore solare. Il flusso medio annuo di energia, per unità di area normale alla direzione del vento, varia da alcune centinaia ad alcune migliaia di kWh/m2, a seconda della località. Una frazione di tale energia è intercettata e convertita in energia elettrica dal generatore eolico, versione moderna dell’antico mulino a vento. La potenza del vento è proporzionale al cubo della velocità e il coefficiente di potenza del generatore, cioè il rapporto fra la potenza elettrica in uscita e la potenza eolica in entrata, arriva a 0,4 alla velocità nominale di esercizio; il rendimento sul lungo periodo è però sensibilmente inferiore, perché la velocità del vento può essere minore. L’interesse allo sfruttamento è perciò circoscritto alle zone in cui soffiano venti forti e regolari: coste, isole, zone di alta quota. La tecnologia del generatore eolico può considerarsi sviluppata fino a potenze unitarie di un megawatt, con diametri del rotore fino a 50 metri.

Energia geotermica 
Energia termica che dalle profondità della terra sale verso la superficie sotto la forma di un flusso di calore di circa 0,063 W/m2, presumibilmente dovuto, in larga misura, ai nuclei radioattivi presenti nella crosta terrestre, troppo diluito però per uno sfruttamento economico. Lo sfruttamento dell’energia geotermica è oggi limitato ai cosiddetti sistemi idrotermali, cioè a situazioni abbastanza rare, in cui si ritrovano insieme un’intrusione magmatica sottostante (che fa da fonte di calore), una massa d’acqua sotterranea, in genere di origine meteorica (che fa da fluido termovettore), una roccia serbatoio (vedi), porosa o fratturata (che la contiene) e una copertura di roccia impermeabile (che ne impedisce la dispersione). L’acqua calda viene estratta e utilizzata per produrre energia elettrica mediante turbine a vapore a bassa pressione, se è in fase vapore, per riscaldamento, se in fase liquida. Mentre il flusso di calore proveniente dal profondo è rinnovabile a tutti gli effetti, lo stesso non può dirsi dell’acqua del bacino geotermico, che è rinnovabile, nella misura in cui le entrate, naturali o artificiali (reiniezione), equilibrano le uscite, in modo da mantenere la pressione. L’energia geotermica nel 1993 ha contribuito per lo 0,3% (circa 40 TWh) alla produzione mondiale di energia elettrica. La centrale di Larderello (1904) è stata il primo esempio di sfruttamento di un campo geotermico per produrre energia elettrica.

Energia idraulica
Forma derivata dell’energia solare. Il calore del sole fa evaporare l’acqua, che si innalza a grandi altezze per poi condensare e precipitare. Nel punto di caduta l’acqua si trova a possedere un’energia potenziale gravitazionale pari al prodotto del peso dell’acqua per la quota del luogo sul livello del mare. Durante la discesa al mare l’energia potenziale si trasforma in energia cinetica che viene via via dissipata per attrito. Lo sfruttamento dell’energia idraulica è antica (mulini ad acqua); oggi l’utilizzazione avviene per conversione in energia elettrica, mediante sistemi ad accumulo, con creazione di un bacino di raccolta delle acque mediante una diga o mediante sistemi ad acqua fluente.

Energia nucleare
Energia potenziale associata alle forze nucleari, che tengono insieme il nucleo atomico. Parte di questa energia può essere liberata in una reazione nucleare, che coinvolge cioè i mattoni costitutivi del nucleo, protoni e neutroni, in una parola i nucleoni. Poiché le forze nucleari sono di gran lunga le più intense che esistano in natura, l’energia ottenibile in una reazione nucleare è di gran lunga maggiore di quella derivante da una reazione chimica. Di conseguenza la produzione di energia per unità di massa di materiale reagente è altissima. L’energia di legame del singolo nucleone nel nucleo è minore per i nuclei molto leggeri o molto pesanti che per quelli di massa intermedia. Ne consegue che, rompendo nuclei molto pesanti o aggregando nuclei molto leggeri, i singoli nucleoni passeranno da una condizione meno legata a una più legata, rendendosi disponibile, la differenza, come energia di reazione. Sono dunque possibili 2 modi principali di liberare energia nucleare: – fissione (cioè rottura) di nuclei pesanti; – fusione (cioè aggregazione) di nuclei leggeri. L’energia può essere liberata istantaneamente, come avviene in una bomba, o fluire in modo regolare e controllato, come avviene in un reattore nucleare. La scienza non è ancora riuscita a realizzare un reattore a fusione.

Energia nucleare sicura
vedi Reattori nucleari intrinsecamente sicuri

Energia potenziale
La capacità immagazzinata da un corpo o da un sistema di compiere lavoro in virtù della sua configurazione e posizione.

Energia rinnovabile
L’energia rinnovabile è riconducibile a tre flussi inesauribili che investono l’ambiente in cui viviamo: – energia solare, proveniente dalla radiazione solare: 120.000 TW (terawatt); – energia geotermica originata dal calore endogeno della Terra: 30 TW, il 99% per conduzione attraverso le rocce e l’1% attraverso sorgenti termali, vulcani, soffioni boraciferi; – energia di marea, originata dall’attrazione gravitazionale, soprattutto lunare: 3 TW. Dal flusso di energia solare derivano: la biomassa, l’energia idraulica, l’energia eolica, da cui a sua volta deriva l’energia delle onde (vedi le voci corrispondenti). Prima della rivoluzione industriale il fabbisogno energetico dell’umanità era completamente soddisfatto dalle fonti rinnovabili, principalmente dalla biomassa.

Energia solare
Energia trasportata dalla radiazione solare (1,35 kW/m2, all’esterno dell’atmosfera terrestre). La radiazione solare è la radiazione elettromagnetica proveniente dal Sole, un gigantesco reattore a fusione nucleare. La potenza incidente al suolo dipende dall’altezza del sole sull’orizzonte (dipendente a sua volta dalla latitudine, dal giorno dell’anno, dall’ora del giorno), dalla quota e dalle condizioni atmosferiche, nonché dall’orientamento della superficie ricevente. A livello mare, con sole allo zenit e atmosfera tersa si arriva ad un kW/m2 su superficie orizzontale. L’energia ricevuta mediamente in un anno varia in funzione della località (a Roma, circa 1.400 kWh/m2 orizzontale), fino ad un massimo di circa 2.500 kWh/m2 (fasce desertiche subtropicali). Le modalità d’uso sono due: usi termici, in cui la radiazione solare è convertita in calore, usato come tale, tipicamente per il riscaldamento dell’acqua; usi elettrici, in cui la radiazione solare è convertita in energia elettrica, direttamente o indirettamente. I sistemi di conversione della radiazione solare in energia elettrica sono classificabili in: sistemi eliotermoelettrici (vedi) e sistemi fotovoltaici (vedi).

Energia termica dal mare
Utilizzazione nei mari caldi del gradiente di temperatura di 20-25° che si stabilisce fra gli strati superficiali, riscaldati dal sole, e gli strati freddi a qualche centinaio di metri di profondità, per produrre energia elettrica, pur con rendimenti termodinamici molto bassi. La densità di potenza elettrica ottenibile è bassa, intorno a 0,25 W/m2 di superficie marina, ma l’area potenzialmente interessata sarebbe però molto grande (90 milioni di km2).

Energia, conservazione dell’
Insieme delle misure che devono essere prese per una utilizzazione quanto più efficace possibile delle risorse energetiche disponibili in quantità finita (combustibili fossili). Rientrano tra queste misure: – il risparmio energetico (vedi); – l’uso razionale dell’energia; – la sostituzione dell’energia che si ottiene dai combustibili fossili con l’energia da fonti rinnovabili (solare, geotermica, eolica, ecc.); – l’uso dei combustibili nobili (in grado di fornire calore ad alta temperatura) per utilizzazioni adeguate. Il termine conservazione dell’energia è improprio, in quanto l’energia è sempre conservata, come afferma il primo principio della termodinamica (“l’energia non può essere creata nè distrutta; la quantità di energia è costante nell’Universo”). Ciò che si vuole in effetti ottenere è la conservazione del combustibile fossile (fuel conservation), utilizzandolo in modo da massimizzare il rendimento energetico (energy efficiency).

Energia, consumi finali di 
Somma delle fonti primarie e fonti secondarie, espresse in quantità metriche, assorbite da tutti i settori di consumo finale: agricoltura e pesca; industria estrattiva, manifatturiera e delle costruzioni edili; usi civili; usi non energetici. La differenza tra consumi globali e consumi finali è costituita dai consumi e perdite di trasformazione.

Energia, usi finali dell’
Impieghi ai quali è destinata l’energia consegnata agli utilizzatori dopo le trasformazioni operate dal settore energetico. La classificazione tradizionale delle utenze in base ai settori economici è la seguente:

  1. usi civili,
  2. usi industriali,
  3. usi per trazione.

Nell’ambito di questa classificazione di tipo economico la domanda di energia può essere distinta in relazione agli usi finali (calore, illuminazione, movimento meccanico, elettrochimica, materia prima, ecc.) o per forma energetica:

  • energia meccanica per impieghi fissi (macchine operatrici e pompaggi) e per impieghi mobili (mezzi di locomozione e di trasporto); a sua volta l’energia meccanica nelle società industrializzate è ottenuta da apparecchiature che convertono energia chimica (motori a scoppio e diesel) o energia elettrica;
  • energia elettrica (forni elettrici, riscaldamento o condizionamento elettrico, elettrochimica, illuminazione e telecomunicazioni, apparecchiature domestiche);
  • energia termica ad alta temperatura, oltre 250 gradi Celsius (forni industriali, reattori chimici); – energia termica a media temperatura, tra 120-250 gradi Celsius (lavorazioni industriali);
  • energia termica a bassa temperatura, inferiore a 120 gradi Celsius, per alcune lavorazioni industriali e per il riscaldamento degli ambienti.

Infine alcune fonti di energia possono essere utilizzate per usi “non energetici”, come materia prima per l’industria petrolchimica (ad esempio la virgin naphtha, vedi, per la produzione di materie plastiche e il gas naturale per la produzione di fertilizzanti).

Entropia
L’entropia è una grandezza fisica che misura il grado di disordine del sistema. Un sistema molto ordinato è caratterizzato da un basso valore di entropia.

EPA (Environmental Protection Agency)
vedi Agenzia per la Protezione Ambientale

Epibenthos 
Organismi animali o vegetali viventi sul fondo marino; possono essere sia sessili (vedi) che vagili (vedi).

Epibiosi
Modalità di vita di un organismo animale o vegetale su di un altro organismo animale o vegetale senza che questo comporti necessariamente parassitismo, commensalismo o simbiosi (vedi voci corrispondenti). L’organismo installato sull’altro, che gli serve da mero supporto fisico, è definito genericamente epifita (vedi) o epizoo (vedi), a seconda che si tratti di vegetale o di animale.

Epifiti
Organismi vegetali viventi su substrati e su altri organismi vegetali o animali senza esserne parassiti.

Epizoi
Organismi animali viventi su substrati e su altri organismi vegetali o animali senza esserne parassiti.

Equatore
L’equatore è una linea immaginaria, corrispondente alla latitudine 0°, che circonda la superficie terrestre ed è a metà strada tra il Polo Sud e Il Polo Nord. Essa divide la Terra in due emisferi quello nord (denominato boreale) e quello sud (denominato australe).

Era geologica
Studiando la successione dei vari strati di rocce sedimentarie presenti sulla Terra si è risaliti al tempo in cui tali strati si sono formati, e quindi si è ricostruita la storia del nostro pianeta. Questa storia è suddivisa in cinque ere: archeozoica: è la più antica e va da 4,6 miliardi di anni fino a 530 milioni di anni fa; paleozoica: da 530 a 245 milioni di anni fa; mesozoica: da 245 a 65 milioni di anni fa; cenozoica: da 65 a 2 milioni di anni fa; neozoica: da 2 milioni di anni fa fino ad oggi.

Erbicidi
Fitofarmaci (vedi) in grado di combattere le erbe infestanti, eliminando la competizione di queste con coltura utile da proteggere, ovvero idonei ad eliminare la vegetazione indesiderata.

Erbivoro
Mammifero che si ciba di erba e/o foglie.

Erosione
Azione fisica disgregatrice e asportatrice, esercitata sulla parte emersa della superficie terrestre, dagli agenti naturali in movimento: vento (erosione eolica), fiumi (erosione fluviale), mare (erosione marina o abrasione), ghiaccio (erosione glaciale o esarazione).

Eruzione
Improvvisa e violenta espulsione di olio e/o gas e fango dal pozzo (vedi). L’eruzione di un pozzo è un evento temporaneo e indesiderato che può instaurarsi quando nelle operazioni di perforazione vengono attraversati strati caratterizzati da pressione superiore a quella esercitata dalla colonna dei fluidi di perforazione in pozzo (vedi Fango). Con il termine di eruzione si indica anche la fuoriuscita di lava e prodotti piroclastici da un edificio vulcanico. Sommariamente si possono distinguere due tipi di eruzioni vulcaniche: l’eruzione effusiva (si verifica quando la lava è fluida e con scarsa presenza di gas e perciò, scorre senza difficoltà, in modo tranquillo, sui fianchi del vulcano) e l’eruzione esplosiva (caratterizzata da esplosioni e lancio di materiale incandescente).

Esaurimento della falda
Estrazione prolungata di acqua da una falda (vedi) con portata superiore a quella di alimentazione.

Esondabilità
Attitudine delle acque fluviali a straripare o traboccare oltre gli argini.

Esosfera
E’ la regione più esterna dell’atmosfera terrestre; qui la forza di gravità è talmente bassa che gli atomi più leggeri quali l’idrogeno e l’elio riescono ascappare e a dispersi nello spazio.

Esplorazione
Attività finalizzata al ritrovamento di accumuli di petrolio. Essa consiste, in una prima fase, in rilievi geologici, geofisici e geochimici eseguiti in superficie o tramite aerei e satelliti. Questi rilievi indiretti consentono di localizzare la presenza nel sottosuolo di alcune potenziali trappole (vedi) o di una singola trappola. Tuttavia, solo in una seconda fase, consistente nella perforazione di pozzi detti esplorativi, si può stabilire se le trappole contengono accumuli commerciali di petrolio.

Esponenziale 
E’ un termine matematico che indica una funzione del tipo y = ax , dove a è un numero moltiplicato per sè stesso x volt, mentre x ed y sono delle variabili. Al posto di a ci può essere un particolare numero (detto di Nepero) indicato con e e pari a 2,718…….La funzione y = ex è la funzione che cresce più rapidamente delle altre, per questo nel gergo comune la parola esponenziale indica una grandezza che cresce in modo straordinario, superiore ad ogni previsione.

Esposizione personale di un lavoratore (valori limite)
Esposizione del lavoratore ad agenti chimici, fisici e biologici nell’ambiente di lavoro D.L. 277/91 – “tutela del lavoratore contro il rischio…”). Viene definita, in funzione dell’intensità del fattore, in base al tempo effettivo di esposizione e al periodo di riferimento temporale (8 ore giornaliere o settimana lavorativa).

Essiccatore
Apparecchiatura utilizzata al fine di ridurre l’umidità dei fanghi di depurazione (vedi) a valori fino all’ordine del 5% in peso. Scopo del trattamento è ridurre il volume finale di fango da smaltire, stabilizzarlo termicamente, anche per la quasi completa assenza d’acqua, in modo da renderlo utilizzabile in agricoltura o inceneribile in appositi impianti attrezzati per la produzione di energia termica o elettrica. Gli essiccatori si possono distinguere essenzialmente in diretti e indiretti a seconda che il fluido scaldante venga in contatto, o meno, con il fango da essiccare.

Esteri
Composti chimici ottenibili per reazione di acidi organici con alcooli. Gli esteri della glicerina con acidi grassi superiori (ad esempio acido oleico, acido linoleico, acido stearico) sono i principali costituenti degli oli vegetali e dei grassi animali. I gruppi “estere” sono presenti in alcuni tipi di poliesteri. Gli odori caratteristici della frutta sono dovuti alla presenza di esteri (ad esempio l’acetato di amile ha odore di banana). Gli esteri possono ottenersi anche per reazione degli alcooli con acidi inorganici (acido nitrico + glicerina = nitroglicerina).

Estinzione
Scomparsa totale di una specie animale o vegetale dal suo originario ambiente di vita a causa della insorgenza di condizioni (climatiche, ambientali, alimentari, ecc.) o di fattori (nemici, predatori, ecc.) incompatibili con la sua sopravvivenza.

Estrazione
L’estrazione è quel’operazione mediante la quale si portano in superficie i minerali e i materiali rocciosi presenti in un giacimento.

Estrazione con solvente
Metodo di separazione, nel quale un solido o una soluzione vengono posti in contatto con un solvente liquido nel quale sono trasferiti uno o più componenti.

Estuario
Tipo di foce, caratteristico delle coste oceaniche, che si ha quando il mare si addentra notevolmente nel letto fluviale; in questo modo la foce del fiume assume, a causa dell’alternarsi delle maree, la tipica configurazione ad imbuto.

Etano (C2H6)
Gas idrocarburo prodotto dal petrolio. E’ impiegato come combustibile e nell’industria chimica.

Etanolo
Alcool ottenuto industrialmente per idratazione dell’etilene o per fermentazione da sostanze vegetali (grano, patate, zucchero, legno, ecc.). La sua formula è C2H5OH. È detto anche alcool etilico.

ETBE (Etil Terziar Butil Etere)
Etere degli alcooli etilico e isobutilico, con caratteristiche molto simili all’MTBE (vedi). È uno fra i principali componenti altottanici per benzine. Viene utilizzato per le benzine più pulite oggi presenti negli Stati Uniti e sul mercato mondiale. Negli Stati Uniti viene riformulata benzina per oltre 100 milioni di tonnellate e in essa MTBE o ETBE sono presenti nella misura del 10-15%.

Eteri
Composti organici derivanti dagli alcooli per condensazione di due molecole, uguali o diverse, ed eliminazione di una molecola d’acqua. Per lo più liquidi volatili, infiammabili, trovano impiego come solventi, plastificanti o intermedi in sintesi organiche. Il più noto è l’etere dietilico usato come anestetico.

Eterotrofo
Microrganismo che non è in grado di produrre nutrienti organici direttamente da sostanze inorganiche semplici, quali l’anidride carbonica e l’azoto inorganico e deve quindi prelevarli dall’ambiente esterno.

Etilene
Gas idrocarburo. E’ presente nei gas del petrolio, viene impiegato nell’industria chimica, per produrre materie plastiche, come combustibile e per accelerare la maturazione della frutta.

Etologia
Scienza che studia il comportamento e la vita di relazione degli animali.

EUBIA (Europian Bioenergy Industry Association)
Con il patrocinio della Comunità Europea, il 6 febbraio 1995, ventitré aziende industriali hanno fondato EUBIA, l’Associazione Europea delle Industrie della Bioenergia. Obiettivi dell’Associazione: valorizzazione delle risorse, delle tecnologie e delle produzioni bioenergetiche; sensibilizzazione sul contributo energetico delle biomasse (vedi).

Eufotico
Bene illuminato. È così definito ad esempio l’ambiente sottomarino superficiale nel quale penetrano abbondantemente le radiazioni luminose solari e dove si riscontra il massimo sviluppo vegetale (alghe fotofile, fanerogame marine) e il più denso sviluppo di zoobenthos (vedi Benthos).

Eurialino
Organismo marino vivente, capace di tollerare variazioni di salinità anche notevoli.

Euriterma
Detto di specie animale o vegetale che tollera ampie variazioni di temperatura e che vive nell’ambito di una escursione termica molto estesa.

Eustatismo
Variazione di livello relativo tra le masse continentali e la superficie dei mari e degli oceani, che produce cambiamenti di diverso genere (ad esempio formazione di successioni di linee di costa, terrazzi marini o fluviali, ecc.) con fenomeni di avanzamento (trasgressione marina) o di arretramento (regressione marina) delle acque rispetto alle terre emerse. Le variazioni eustatiche rivestono grande importanza nella storia geologica del pianeta.

Eutrofico
Ambiente notevolmente e talora abnormemente ricco di sostanze nutritive, in termini qualitativi e quantitativi, con conseguente tendenza a facilitare un proliferare, anche eccessivo, di forme di vita vegetali o animali. È il caso dei bacini marini poco profondi, chiusi o a limitato ricambio idrico, nei quali si gettano le acque di grossi fiumi che recano abbondanti quantità di sostanze eutrofizzanti (vedi Eutrofizzazione).

Eutrofizzazione
Processo per cui un ambiente acquatico modifica il suo equilibrio ecologico, per cause naturali o artificiali, e si arricchisce di sostanze nutritive. Il processo viene accelerato dall’inquinamento, soprattutto da parte di detersivi e fertilizzanti (fosforo, azoto e sostanze organiche), che determina una proliferazione abnorme della vegetazione sommersa (vedi Macrofite) e/o di alghe microscopiche (microplancton). Successivamente esse si decompongono determinando un’eccessiva riduzione dell’ossigeno disciolto in acqua, con conseguente instaurarsi di un ambiente anaerobico (vedi) e la distruzione delle principali forme di vita acquatica.

Euxinico (ambiente)
Ambiente di sedimentazione di depositi lagunari o di mare interno con acque a scarsissima circolazione, poco ossigenate e asfittiche. Il termine deriva dal nome latino del Mar Nero (Pontus Euxinus) dove si riscontra un ambiente altamente riducente.

Evaporazione
Fenomeno fisico per cui una sostanza da liquida diventa vapore, prima però che questa cominci a bollire.

Evoluzione
Complesso delle modifiche e degli adattamenti che un organismo vivente subisce per meglio prosperare nell’ambiente nel quale si trova e adattarsi ai progressivi cambiamenti indotti nell’ambiente stesso.

Extrarete
Struttura per la vendita di prodotti petroliferi (benzina e gasoli per agricoltura, olio combustibile e gasolio per riscaldamento) al di fuori della rete di distribuzione stradale e autostradale.

 
 
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