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Glossario

Dati proprietari

  1. Informazioni relative a formazioni geologiche profonde, di interesse petrolifero, acquisite da una compagnia petrolifera e mantenute riservate. Tali informazioni sono state ottenute mediante rilievi esplorativi sismici, gravimetrici, magnetici o dai pozzi perforati. Questa segretezza è in contrasto con gli interessi del paese in cui questi dati sono stati acquisiti; d’altra parte le compagnie petrolifere sono interessate alla salvaguardia dei propri investimenti. In molti paesi viene mediato questo contrasto mettendo a disposizione dati rappresentati su grande scala (ad esempio mappe gravimetriche, sezioni sismiche, registrazioni di pozzo).
  2. Dati in genere tutelati da brevetti e raccolti nei cosiddetti know-how (contengono informazioni dettagliate), alla base dell’attività chimica e petrolchimica dei produttori più qualificati (leader di mercato).

Dati sismici, Interpretazione dei
Costruzione di un modello geologico del sottosuolo, da utilizzare per l’ubicazione di pozzi esplorativi e di pozzi di coltivazione dei giacimenti. L’approccio geologico ai dati sismici, che utilizza gli andamenti sismici (patterns) come mezzo di riconoscimento degli ambienti deposizionali, della litologia e dei fluidi interstiziali, ha portato a una differenziazione dell’interpretazione, che può utilizzare quindi la “sismica strutturale” o “la sismica stratigrafica”. L’interpretazione strutturale si propone di evidenziare le situazioni strutturali favorevoli all’intrappolamento degli idrocarburi (come anticlinali, chiusure contro faglie, ecc.), mentre l’interpretazione stratigrafica, comunque preceduta da quella strutturale, cerca di individuare le trappole (vedi) stratigrafiche, mediante lo studio della stratigrafia, attraverso i dati sismici.

Deballasting
Procedura di svuotamento delle acque di cisterna di una petroliera. Imbarcate durante la navigazione per dare stabilità alla nave, devono essere scaricate prima di procedere alle operazioni di riempimento delle cisterne con greggio. Normalmente lo svuotamento avviene per mezzo di tubazioni o manichette dette di deballasting che inviano le acque a terra dentro appositi serbatoi per opportuna decantazione (confronta Acqua di zavorra).

Decadimento radioattivo
Trasformazione spontanea del nucleo di un atomo, accompagnata dall’emissione di particelle o dalla cattura/emissione di elettroni.

Decantatore
Apparecchiatura utilizzata per la separazione fisica, dall’acqua, delle sostanze inquinanti in sospensione, utilizzandone il differente peso specifico. Il residuo principale ottenuto è costituito dai fanghi (vedi).

Decarburazione
La decarburazione è quel processo chimico attraverso il quale si ottiene un raffinamento, cioè una “purificazione” della ghisa, per ottenere l’acciaio, e dell’acciaio, per ottenere il ferro dolce. Questo processo permette di alleggerire la ghisa e l’acciaio del contenuto di carbonio e di altre impurità (silicio, fosforo, zolfo, manganese).

Decibel (db)
Il decibel è un modo di esprimere una determinata misura di rumore, di vibrazioni, di campi elettrici. Esso denota la grandezza di una quantità rispetto ad un valore di riferimento stabilito arbitrariamente, in termini di 10 volte il logaritmo (in base 10) del quoziente delle due quantità. In acustica il decibel misura il livello dell’intensità energetica dei suoni.

Decompositori
I decompositori sono funghi e batteri, che attaccano la materia organica morta o inerte e la degradano completamente, sfruttandone, attraverso vari passaggi, l’energia residua.

Decomposizione
La decomposizione è il processo per mezzo del quale si trasforma ciò che è morto in sostanza fertile; a questo processo partecipano molti piccoli organismi, come lombrichi, piccoli insetti, funghi e batteri.

Decompressione
vedi Cabina di decompressione

Deforestazione
E’ sinonimo di disboscamento, corrisponde al taglio, più o meno discriminato, della vegetazione arborea.

Degradazione
Nella chimica organica indica il passaggio da un composto o un altro contenente un diverso gruppo funzionale e un numero più piccolo di atomi di carbonio (vedi).

Demersale
Organismo (specialmente detto di pesci e specie ittiche) che vive normalmente in prossimità del fondo beneficiando, come nutrimento, delle forme viventi bentoniche (vedi).

Denitrificatore
Dispositivo in cui avviene l’abbattimento dei nitrati tramite il processo di denitrificazione biologica e con l’utilizzo di sistemi catalitici, come nei processi di controllo degli ossidi di azoto (vedi) nei fumi.

Denitrificazione
Processo di riduzione dei nitrati ad azoto elementare (che si libera in forma gassosa) ad opera di batteri facoltativi in grado di utilizzare, in condizioni anossiche, l’ossigeno contenuto in questi composti.

Densità
Rapporto tra massa e volume di un corpo o di una sostanza (densità assoluta). In pratica si utilizza spesso la densità relativa, espressa dal rapporto tra la densità assoluta della sostanza in esame e quella di una sostanza di riferimento, in genere l’acqua pura a 4°C. La densità dei solidi si misura con particolari recipienti detti “picnometri”.

Densità convenzionali
Valori di riferimento convenzionalmente adottati per fini fiscali per caratterizzare alcuni prodotti petroliferi: Benzina super = 0.732 kg/litro; Gasolio = 0.835 kg/litro; Petrolio (kerosene) = 0.791 kg/litro; GPL = 0.565 kg/litro.

Densmore Amos
Nel 1865 fece caricare su un pianale ferroviario due botti che avevano una capacità complessiva di 90 barili. È stato il precursore dei treni speciali per il trasporto di greggi e prodotti petroliferi.

Denudazione
Logorio della superficie terrestre dovuto all’azione congiunta di numerosi agenti naturali: sole, vento, pioggia, acqua corrente, azione del gelo, ghiaccio, con asportazione della copertura vegetale e del suolo.

Deposito fiscale
Deposito per prodotti petroliferi per i quali non sono stati ancora assolti gli oneri fiscali. Lo saranno al momento dell’uscita del prodotto.
Deposizioni acide (inquinamento acido)
Le deposizione acide corrispondono a composti a reazione acida che si depositano dall’atmosfera sulla superficie terreste inquinandola. I composti responsabili di questo inquinamento sono soprattutto l’acido nitrico e l’acido solforico che si formano dalla reazione tra l’acqua e gli ossidi di azoto e di zolfo presenti nell’aria inquinata. Queste deposizioni arrecano molti danni alle acque di laghi e fiumi, ai suoli, dove riducono la fertilità del terreno, alla vegetazione e ad edifici e monumenti.

Depressione naturale
Area più o meno estesa della superficie terrestre che si trova ad una quota più bassa rispetto a quella delle aree che la circondano. Basta pensare ad una pianura circondata da colline, o al fondo oceanico o al bacino di un lago.

Depuratore
Impianto dedicato alla rimozione del carico inquinante contenuto in acque di scarico. È generalmente costituito da due sezioni principali, ciascuna idonea a un trattamento specifico: – chimico-fisico, che provvede con mezzi chimici o fisici ad un pretrattamento delle acque per la rimozione dei solidi sospesi, per equilibrare l’acidità o l’alcalinità eccessive, per neutralizzare particolari sostanze nocive prima del successivo trattamento biologico, per aerazione (vedi); – biologico, ad opera di microrganismi selezionati che provocano la degradazione (vedi) delle sostanze organiche inquinanti, fino a farle rientrare nei limiti di legge. In genere un depuratore comprende una serie di vasche (vedi Vasche di ossidazione biologica), in cui le acque fluiscono in serie per subire i vari passaggi del processo di depurazione.

Depurazione
Insieme dei trattamenti artificiali che permettono di eliminare totalmente o parzialmente da un’acqua le sostanze inquinanti. Esistono numerosi trattamenti di depurazione e il loro impiego dipende dalle caratteristiche dell’acqua da depurare e dal grado di depurazione che si vuole raggiungere. Gli impianti di depurazione si possono differenziare, a seconda dei processi di funzionamento su cui si basano, in fisici, chimico-fisici e biologici (vedi Depuratore).

Derrick
Struttura metallica a traliccio, di base quadrata, rastremata verso l’alto, che si erge sul piano (deck) dell’impianto di trivellazione (drilling rig). Il derrick supporta l’argano, composto da taglia fissa e taglia mobile (crown e travelling blocks) per il sollevamento e la discesa in foro della batteria di aste (drilling string) e del casing (vedi). Nel derrick si appoggiano verticalmente le aste di perforazione che vengono avvitate o svitate durante l’abbassamento o il recupero della batteria delle aste stesse. Ci sono inoltre uno o due piccoli ripiani, a livelli diversi, da cui gli addetti possono movimentare le aste. L’altezza complessiva del derrick è condizionata dalla necessità di maneggiare in verticale gruppi di più aste (“lunghezze”) tra di loro avvitate. Generalmente un derrick raggiunge i 45 metri di altezza.

Desalinizzazione
La desalinizzazione è il procedimento per mezzo del quale si separa il sale da un liquido, particolarmente indicato per dividere il sale dall’acqua di mare. Esistono tre metodi per rimuovere il sale dall’acqua marina: la distillazione, la separazione elettrolitica e il congelamento. Nella distillazione l’acqua viene portata ad ebollizione o riscaldata e il vapore, costituito da acqua dolce viene raccolto. Nella separazione elettrolitica gli elettrodi attraggono gli ioni del sale. Nella tecnica del congelamento il sale forma dei cristalli che sono facilmente separabili.

Desertificazione
La desertificazione è la progressiva trasformazione di un terreno fertile in un deserto. Questo può avvenire per cause climatiche, geologiche o umane. L’uomo può provocare danni irrimediabili a causa dell’eccessivo sfruttamento dei terreni agricoli o della errata gestione delle risorse idriche. Ogni anno nel mondo circa 6 milioni di ettari subiscono un processo di desertificazione irrecuperabile.

Deserto
Ogni area inadatta all’insediamento umano per accentuata aridità o per freddo intenso. Esistono due tipi elementari di deserto: uno si riferisce alle aree con clima arido, vegetazione ridotta, discontinua o assente, morfologia tormentata e mancanza di corsi d’acqua perenni; l’altra, alle aree settentrionali marginali dei continenti boreali, a gran parte della Groenlandia e all’Antartide. Le aree desertiche in senso lato coprono il 30% delle terre emerse, il 16% riferito ai deserti aridi e il 14% a quelli freddi.

Desolforatore
Dispositivo per la riduzione delle emissioni di ossidi di zolfo (vedi) nei processi di combustione. In genere funziona con processi a secco, semisecco o umido.

Desolforazione
Processi di raffinazione mediante i quali si ottiene la separazione dello zolfo e dei suoi composti dai prodotti petroliferi. Questi processi non vanno confusi con quelli di addolcimento (sweetening), nei quali ci si limita a trasformare i composti solforati dannosi e corrosivi in altri meno dannosi e non corrosivi, senza estrarre lo zolfo (ad esempio i mercaptani vengono trasformati in disolfuri). Nella desolforazione si riduce il contenuto totale di zolfo attraverso la formazione di suoi nuovi composti facilmente estraibili dai prodotti petroliferi di partenza.

Destabilizzazione
Processo mediante il quale si priva una struttura della sua stabilità o del suo equilibrio, tanto da farla crollare.

Detriti di perforazione
Frammenti di roccia che sono prodotti dall’azione di taglio e di abrasione dello scalpello (vedi) durante la perforazione di un pozzo e che vengono portati in superficie dalla circolazione del fango (vedi). Dal loro esame si possono stabilire la natura, l’età delle successioni geologiche attraversate e l’eventuale presenza di idrocarburi. In superficie sono raccolti per trattamenti e smaltimento finale. Questi reflui sono classificabili come rifiuti speciali (vedi) non pericolosi e consolidati mediante l’aggiunta di cemento o silicati, in modo tale che ne è possibile il riutilizzo come copertura in discariche (vedi) per rifiuti solidi urbani (vedi) o lo smaltimento in discariche per rifiuti speciali.

Detritivori
I detritivori sono organismi decompositori (ad esempio i molluschi polmonati e bivalvi, i vermi, gli artropodi,i pesci) che rivestono una particolare importanza nel processo di decomposizione, in quanto sono coprofagi, cioè frantumatori di particelle organiche, a differenza di altri decompositori (funghi batteri), che sono, invece, in maggior parte mineralizzatori. Nella decomposizione di un film di cellulosa, ad esempio, intervengono per primi i funghi, poi i batteri e quando il film è ridotto in pezzi piuttosto piccoli , subentrano i nematodi ed altri invertebrati che ingoiano i pezzi (detritivori).

Diagenesi
La diagenesi è quel processo che dà origine alle rocce sedimentarie. Esso avviene quando i frammenti di roccia e di materiale organico mineralizzato (detriti), trasportati da fiumi, venti e ghiacciai, si depositano in bacini e, invece di rimanere sciolti (sedimenti), si “compattano”, generando le rocce.

Dicotiledoni
Le dicotiledoni sono una classe di angiosperme che hanno due cotiledoni nell’embrione. Esse possono essere erbacee o legnose e presentano un apparato radicale composto da una radice primaria a fittone e da radici secondarie ramificate.

Diesel
(vedi Oli diesel)

Differenziale di prezzo
Scarto tra il prezzo di mercato di un greggio e il prezzo di mercato di un greggio di riferimento (vedi). Dipende dalle diverse qualità e dalle distanze tra i luoghi di produzione e il luogo di consegna. Il differenziale di qualità tiene conto della qualità del greggio (densità, tenore di zolfo, ecc.). Il differenziale di trasporto è dato dalla differenza tra il costo di trasporto del greggio considerato e del greggio di riferimento allo stesso punto di consegna. A parità di qualità, un greggio più lontano di quello di riferimento, deve essere venduto a un prezzo più basso e viceversa.

Differenziale zolfo
Differenza di prezzo di un greggio rispetto al prezzo di mercato del greggio preso come riferimento, basata sul suo relativo contenuto in zolfo, confrontato con quello del greggio di riferimento (vedi). Ad esempio, questo differenziale può ammontare a 4 centesimi di dollaro per barile e per punto percentuale di zolfo (raramente supera i 10 centesimi per barile).

Diga
Sbarramento artificiale utilizzato per regolare il flusso di un fiume o per creare un serbatoio d’acqua. Ci sono diversi tipi di dighe che vengono classificati in base alla forma della struttura e ai materiali usati.

Digestione aerobica
Processo di stabilizzazione dei fanghi (vedi) concentrati, provenienti da un trattamento di acque reflue (vedi), con aerazione prolungata, atto a completare la degradazione biologica delle sostanze organiche, in ambiente aerobico (vedi), iniziata nella fase di ossidazione biologica. È applicata generalmente in impianti senza sedimentazione primaria.

Digestione anaerobica
Trattamento biologico di liquami organici molto concentrati, effettuato in recipienti chiusi, ad opera di batteri anaerobi (vedi), facoltativi. In assenza di ossigeno, tali batteri provvedono alla riduzione biologica delle sostanze organiche presenti, con produzione di anidride carbonica (vedi), metano (vedi) e prodotti solforati.

Digestore
Reattore chiuso in cui un materiale organico, costituito da rifiuti solidi (vedi) o fanghi (vedi) di depurazione o acque di lavaggio, viene sottoposto all’azione di batteri anaerobici (vedi) che lo decompongono con formazione di biogas (vedi), eventualmente utilizzabile come combustibile. Nel caso di residui vegetali e comunque non tossici, il residuo solido della digestione anaerobica (vedi) può essere utilizzato come ammendante agricolo.

Dighe a volte multiple
Queste dighe presentano una serie di muri verticali triangolari che sostengono la parete del bacino, scaricando il peso dell’acqua sulle fondazioni. I muri verticali, detti contrafforti, sono distanziati da una serie di archi. Questo tipo di diga viene impostata generalmente nei luoghi dove il terreno su cui impostare la struttura non è abbastanza consistente.

Dighe ad arco
Viste dall’alto, hanno la forma di un arco, poggiano direttamente sulla parete di roccia e la loro costruzione richiede un minor impiego di calcestruzzo, per questo occupano un volume minore rispetto alle dighe a gravità. Tuttavia non possono essere costruite in qualunque posto, per questioni di stabilità del terreno, quindi sono meno diffuse rispetto alle precedenti.

Dighe e gravita’ massiccia
Sono strutture in calcestruzzo più spesse alla base e più sottili verso la sommità. Sono diritte e con il loro stesso peso si oppongono alla spinta idraulica.

Dilavamento
Azione erosiva esercitata dalle acque meteoriche (come la pioggia) che scorrono sul terreno. In questo modo si verifica il denudamento della roccia sottostante.

Diossine
(vedi Policlorodibenzodiossine)

Dipartimento dell’energia
Organismo governativo USA che ha ridefinito nel 1993 le sue finalità e priorità: conservazione e uso efficiente dell’energia, maggiore utilizzazione delle sorgenti rinnovabili e del gas naturale, trasferimento delle nuove tecnologie dai laboratori alle realizzazioni pratiche.

Dipendenza energetica, grado di
Rapporto tra la quantità totale di energia importata e la quantità totale di energia consumata da un paese, espresso in fonti primarie. Dipende direttamente dall’entità delle risorse energetiche presenti in ogni singolo paese. Per l’Italia il grado di dipendenza energetica è molto alto. Importiamo infatti oltre l’80% dell’energia che si consuma.

Disboscamento
Diradamento delle foreste come risultato dei processi di antropizzazione.

Disboscamento/Deforestation
Diradamento delle foreste come risultato dei processi di disboscamento.

Discarica controllata
Area predisposta per il contenimento di rifiuti (vedi) e dotata di caratteristiche costruttive diverse in funzione del tipo di rifiuto ad essa destinato e in base alle disposizioni della normativa. A seguito della Deliberazione 27.7.94 del Comitato interministeriale, sono state prescritte in Italia tre categorie di discariche. All’interno della 2a categoria sono individuati poi tre tipi diversi. In sintesi, le discariche della 1a categoria sono destinate ad accogliere RSU (vedi) e RSA (vedi); quelle di 2a, Tipo A, sono per rifiuti inerti; quelle di 2a , Tipo B, sono per rifiuti industriali, con limiti sul contenuto di sostanze pericolose; quelle di 2a, Tipo C, sono per la stessa tipologia, ma con limiti meno restrittivi sulla composizione dei rifiuti; quelle di 3a categoria infine, sono per rifiuti tossico-nocivi particolarmente pericolosi, non smaltibili nelle discariche di 2a categoria. Al crescere nella scala delle tipologie, corrispondono soluzioni costruttive via via più isolanti dall’ambiente esterno. Attualmente, nel regime “transitorio” seguito al nuovo D. Lgs. sui rifiuti del 5.2.97, la dizione rifiuti pericolosi (vedi) ha sostituito quella di tossico-nocivi (vedi). Lo stesso Decreto recita inoltre: “A partire dal 1° gennaio 2000 è consentito smaltire in discarica solo i rifiuti inerti, i rifiuti individuati da specifiche norme tecniche ed i rifiuti che residuano da operazioni di riciclaggio, di recupero e di smaltimento …(di rifiuti)…”.

Dismissione
L’insieme delle operazioni necessarie per la cessazione delle attività produttive di un impianto o di un’area industriale. Si suddivide generalmente in tre fasi: messa in sicurezza (vedi Bonifica) delle componenti; smantellamento e rimozione delle apparecchiature e delle strutture; ripristino del suolo.

Disoleatore
Dispositivo utilizzato per l’eliminazione degli oli e dei grassi presenti nelle acque di scarico. Generalmente si tratta di vasca o serbatoio che rallenta la velocità del liquame, favorendo la flottazione (vedi Flottatore) naturale di tali particelle, con densità minore dell’acqua che, raccoltesi in superficie, vengono eliminate con appositi rastrelli.

Disoleazione, trattamento di
Processo di purificazione delle acque di scarico, volto ad eliminare gli oli e i grassi presenti, mediante disoleatore (vedi).

Dispacciamento
Centrale operativa che fa fronte, istante per istante, alle richieste di greggio o di prodotti petroliferi o di gas naturale, a livello nazionale. Nel caso del greggio, il dispacciamento gestisce, a livello nazionale, i pozzi produttivi, i serbatoi di riserva, il sistema di oleodotti, tenendo sotto controllo le velocità del fluido impresse dalle pompe e le pressioni nelle condotte. Nel caso del gas naturale, il dispacciamento mantiene il bilancio richiesta-disponibilità, utilizzando il gas importato attraverso i metanodotti collegati alla rete internazionale, il gas dei pozzi nazionali, il gas degli stoccaggi, il gas ottenibile dai serbatoi di gas naturale liquefatto, il gas ottenibile dallo stesso sistema dei metanodotti, variando, entro certi limiti, la loro pressione.

Disperdenti
Sostanze organiche aggiunte a sospensioni solido-liquido o liquido-liquido, capaci di formare e/o stabilizzare dispersioni tra una fase oleosa ed una acquosa. Generalmente usati per combattere gli oil spills (vedi).

Dispersione del greggio versato in mare
Tecnica di riduzione del greggio galleggiante sul mare mediante trattamento delle chiazze di olio con agenti disperdenti (prodotti tensioattivi) che provocano la formazione di piccolissime gocce (meno di 100 micron di diametro), riducendo la tensione superficiale tra olio ed acqua e facilitando la loro dispersione.

Dispersione di inquinanti in atmosfera
Fenomeno subìto dagli inquinanti durante il trasporto turbolento in atmosfera. A causa della dispersione gli inquinanti subiscono una diluizione al crescere della distanza dalla sorgente di emissione. È possibile modellizzare il fenomeno attraverso opportuni algoritmi in grado di descrivere il comportamento degli effluenti e di calcolare i valori di concentrazione degli inquinanti in un qualsiasi punto dello spazio, in funzione anche delle condizioni atmosferiche.

Disponibilità primaria di energia
L’energia primaria è quella che, attinta dall’ambiente, viene direttamente trasformata in lavoro; viceversa, l’energia secondaria non si ottiene direttamente dall’ambiente, ma si ricava a partire da fonti primarie di energia e deve essere successivamente convertita in altre forme utilizzabili.

Dissesto ambientale
Fenomeno naturale o indotto da opere dell’uomo che interessa vari aspetti dell’ambiente (suolo, acqua, ecosistemi, ecc.) e ne modifica negativamente l’equilibrio naturale. Nel caso di frane e inondazioni che hanno effetti dannosi per il territorio, le infrastrutture e le popolazioni, si parla ad esempio di dissesto idrogeologico.

Dissesto idrogeologico
Con la definizione “dissesto idrogeologico” si indica un insieme di processi di alterazione dell’equilibrio del territorio, che colpisce le acque, il terreno, i versanti montuosi, ecc.Le cause del dissesto sono molteplici: quelle naturali, quali per esempio frane ed erosione idrica; le cause umane, come il disboscamento, l’abbandono dei paesaggi collinari e montuosi, lasciati senza un adeguato sistema di drenaggio e scolo delle acque; si aggiungano le arature profonde di terreni in pendenza, che favoriscono l’erosione e le frane, e l’urbanizzazione sfrenata, che ha modificato la capacità di permeabilità della parte superficiale del suolo (riduzione delle infiltrazione delle acque nel sottosuolo), aumentando il flusso delle acque superficiali ed il pericolo delle alluvioni.

Distillazione
(vedi Raffinazione)

Distillazione frazionata
E’ un processo di separazione: in una miscela costituita da più sostanze, ce ne possono essere alcune che evaporano prima di altre; sfruttando questo principio si opera una distillazione frazionata quando si separano le sostanze mediante successive evaporazioni e condensazioni. E’ una tecnica impiegata per ottenere sostanze prive di impurità.

Distillazione primaria
Processo di distillazione frazionata del petrolio greggio dal quale si ottengono le principali frazioni petrolifere (che bollono a temperature diverse), da avviare agli impianti di conversione e trattamento della raffineria.

Diversità, indice di
Indice esprimente il grado di eterogeneità di una comunità di organismi (vedi Biocenosi) mediante accertamento statistico della situazione reale esistente fra le due situazioni teoriche estreme: (a) tutti gli individui della comunità appartengono alla medesima specie, (b) ogni individuo della comunità appartiene ad una specie diversa. Fra queste due estremità si possono trovare tutte le gradazioni intermedie.

DOE (Department of Energy)
(vedi Dipartimento dell’Energia)

Dominio
Ripartizione dell’ambiente marino che viene diviso nel dominio bentonico (vedi), comprendente tutti i fondali, e nel sovrastante dominio pelagico (vedi), comprendente le masse d’acqua, che a sua volta è ripartito in due regioni: una neritica (vedi), sovrastante la platea continentale e una oceanica, sovrastante le altre aree di mare aperto più profondo.

Dorsale di trasporto
Gasdotto di grande diametro operante ad alta pressione, utilizzato per il trasporto di grossi volumi di gas su distanze relativamente lunghe.

Dose
Quantità di una sostanza necessaria per ottenere un determinato effetto.

Downstream
Parte del ciclo petrolifero che comprende il trasporto, la raffinazione, il marketing. La parte a monte è rappresentata dall’upstream (vedi), cioè esplorazione e produzione del greggio. Anche il gas naturale rientra nel ciclo petrolifero, ma la raffinazione non fa parte del suo ciclo, perché esso richiede solamente una depurazione che viene fatta in prossimità del pozzo.

Drake
Il colonnello Edwin Drake è l’uomo che ha perforato il primo pozzo petrolifero vicino a Titusville (Pennsylvania), nel 1859, fino alla profondità di 21 metri, in meno di un anno.

Drenaggio
Rimozione dell’acqua superficiale o di falda in una data area, sia per gravità, sia per pompaggio.

Dubai fateh
Greggio del Medio Oriente di elevata qualità (32° API), con tenore di zolfo minore del 2%, utilizzato come greggio di riferimento (vedi) per gli oli del Medio Oriente.

Duna sabbiosa
La duna è una “collinetta” di sabbia, formatasi per azione del vento, priva o quasi di vegetazione e tipica di zone desertiche o di litorali sabbiosi. Solitamente la sua forma è determinata dalla direzione del vento; famose sono le dune dei deserti, che hanno forma di mezzaluna, con la convessità rivolta verso la direzione del vento.

Durezza
Capacità che ha un corpo di resistere all’essere scalfito

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