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Glossario

Cabina di decompressione
Impianto che permette di ottenere una notevole diminuzione della pressione del gas naturale tramite laminazione (vedi), mantenendo un determinato valore di pressione di valle indipendentemente dalla portata di travaso e dalla pressione di monte. Trova il suo impiego in prossimità delle utenze o dove è necessario mettere in comunicazione gasdotti operanti a pressioni differenti.

Calore
Forma di energia che si trasmette da un corpo più caldo ad uno più freddo, trasformandosi in energia interna del corpo ricevente. Il calore non si trasmette mai spontaneamente da una sostanza più fredda ad una più calda.

Calore specifico
Si definisce calore specifico il rapporto fra la quantità di calore assorbito o ceduto dall’unità di massa di una sostanza e la variazione di temperatura subita.

Caloria (cal)
Unità di misura della quantità di calore e dell’energia. La caloria è la quantità di calore che si deve fornire alla massa di un grammo di acqua distillata, alla pressione atmosferica, per innalzare la sua temperatura di 1°. La quantità di calore fornita dipende dalla temperatura dell’acqua e si hanno perciò diverse definizione della caloria: – calorie (15°C): innalzamento della temperatura da 14,5 a 15,5°C; 1 cal = 4,1855 J (è la caloria storica); – calorie (20°C): innalzamento della temperatura da 19,5 a 20,5°C; 1 cal = 4,1819 J; – calorie (thermochemical): innalzamento della temperatura da 16,5 a 17,5°C; 1 cal = 4,184 J; – calorie (international): 1 cal = 4,1868 J. La differenza tra le diverse definizioni della caloria è trascurabile nella maggior parte delle applicazioni industriali. L’uso dell’unità di misura caloria è vietato da una Direttiva CEE, ma l’uso dei suoi multipli è tuttora diffuso a livello internazionale. La caloria internazionale è la più utilizzata. La caloria è detta anche grammo-caloria (gram calorie) e piccola caloria (small calorie). Il suo multiplo kilocaloria (kilocalorie), con simbolo kcal (e non Cal), equivale a 1.000 calorie ed è detta anche “grande caloria” (great calorie). Il nome caloria deriva dal passato, quando si credeva che il calore fosse un fluido invisibile chiamato “calorico”.

Calotta polare
Le calotte polari sono quelle zone della superficie terrestre comprese tra i circoli polari e i rispettivi poli: quindi, la calotta polare artica è compresa tra il Circolo polare artico e il Polo Nord, mentre la calotta polare Antartica è compresa tra il Circolare polare antartico e il Polo Sud.

Cambiamento Climatico
Letteralmente il termine indica il fatto che il clima col passare del tempo può cambiare; negli ultimi tempi, però, è per lo più utilizzato per indicare l’innalzamento della temperatura media del pianeta, nonché l’aumento degli eventi climatici estremi, causati dall’attività dell’uomo. Infatti i così detti gas serra (anidride carbonica, ossido di azoto, metano), emessi dalle industrie e dai trasporti ad esempio, variano la composizione chimica dell’atmosfera; questi gas hanno la capacità di intrappolare il calore, determinando così degli effetti drammatici sugli equilibri climatici.

Campionamento
L’ottenimento di piccole quantità di materiale (solido, liquido o gassoso) a scopo di analisi.

Campo gravimetrico terrestre
Insieme dei valori della forza di attrazione esercitata dalla terra in ogni suo punto, secondo la legge di Newton (F=GmM/r2). Nel caso della terra è detta “forza di gravità”. Si definisce “intensità del campo gravitazionale” in un punto, la forza di gravità agente su un corpo di massa unitaria posto in quel punto.

Campo magnetico terrestre
Campo magnetico equivalente a quello generato da un dipolo magnetico situato al centro della terra. L’unità di misura dell’intensità del campo magnetico utilizzata nei rilievi aeromagnetici è il gamma. L’intensità del campo magnetico terrestre varia da 35.000 a 65.000 gamma, passando dall’equatore alle zone polari. Il campo magnetico terrestre è una grandezza vettoriale, per cui ha una componente orizzontale (declinazione magnetica), una verticale (inclinazione magnetica) ed una risultante (campo magnetico totale).

Cancerogeno
Agente di natura chimica, fisica e biologica in grado di innescare il processo di cancerogenesi e condurre così alla trasformazione della cellula normale in cellula tumorale. I cancerogeni possono essere separati in due categorie generali: composti che agiscono a livello dei geni (genotossici) e composti dove non è stata trovata evidenza di reattività diretta con DNA (epigenetici), ma provocano diversi effetti biologici che possono essere alla base della loro cancerogenicità. Un agente viene definito cancerogeno sulla base di evidenze scientifiche derivanti da sperimentazioni su animali o da osservazioni epidemiologiche sull’uomo. Tra i principali agenti chimici cancerogeni sono compresi il fumo di tabacco, che si ritiene il principale agente cancerogeno presente nell’ambiente, l’alcool, quelli in relazione all’ambiente di lavoro, ma anche la dieta ed abitudini dietetiche possono favorire l’insorgenza di tumori, così come alcuni farmaci. Tra i fattori di natura fisica sono noti gli effetti cancerogeni di esposizione a radiazioni ionizzanti e a quelle elettromagnetiche, mentre tra i fattori biologici alcuni virus sono implicati nell’insorgenza di tumori.

Capacità autodepurante
Capacità di un corpo idrico o di un terreno di depurarsi in modo naturale da sostanze inquinanti (ad esempio petrolio, prodotti chimici, ecc.) attraverso processi biologici come il metabolismo batterico, di tipo aerobico (vedi) o anaerobico (vedi).

Capacità d’uso del suolo
Potenzialità di utilizzazione di un suolo in determinati modi o con determinate pratiche di gestione, in funzione della presenza o meno di una o più limitazioni, quali pendenza o scarsa permeabilità.

Capacità di assorbimento
Capacità di un mezzo poroso di poter assorbire liquidi o gas per tutta la sua massa.

Capacità portante
Carico per superficie unitaria che può essere sopportato dal terreno.

Carbon fossile
Il carbon fossile deriva dalla fossilizzazione di grandi masse di vegetali (alberi, piante, alghe). Con il tempo la sostanza vegetale sepolta si arricchisce gradualmente di carbonio. In questo modo si passa dai termini più antichi come litantrace e antracite, a quelli più recenti e con minore potere calorico come torba e lignite.

Carbon tax
Tassa definita sulla base del contenuto di carbonio (vedi) del bene tassato e finalizzata a far ricadere i danni ambientali, causati dall’anidride carbonica, sull’inquinatore. In ambito europeo, l’ipotesi di una carbon tax è stata avanzata in una comunicazione della Commissione al Consiglio nell’ottobre 1991 ed è successivamente divenuta proposta formale nel giugno 1992 come parte di una più ampia strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (vedi). Appoggiata solo da alcuni paesi, la proposta non ha raggiunto l’accordo unanime degli Stati membri dell’Unione europea.

Carbonati
Sono quei minerali composti da carbonio ed ossigeno (sale dell’acido carbonico) ed eventualmente altri elementi. La caratteristica dei carbonati è che, reagendo con gli acidi forti, sviluppano anidride carbonica; invece, per riscaldamento si trasformano nei rispettivi ossidi.

Carbone
Minerale originato dalla carbonificazione (distillazione in assenza di aria) di materiale vegetale, soprattutto legno, che si è accumulato in ambiente anaerobico e che è stato sepolto da una coltre sedimentaria. Il carbone ha la proprietà di bruciare con reazione fortemente esotermica. Nell’analisi dei diversi tipi di carbone vengono determinati l’umidità, le materie volatili (vedi), il tenore delle ceneri (vedi), il carbonio fisso (vedi) e lo zolfo (vedi). Secondo la classificazione geologica, il carbone può essere suddiviso in: – torba (peat): carbone relativamente recente formatosi in seguito alla decomposizione lenta di vegetali, generalmente palustri, in presenza di acqua ed organismi anaerobici. Umidità fino al 75%; – lignite (brown coal): carbone proveniente da piante arboree. Presenta tracce visibili delle materie prime vegetali ed è di formazione relativamente recente. A contatto con l’aria tende facilmente a polverizzarsi e a liberare materie volatili. È di difficile immagazzinaggio e trasporto, perché presenta forti rischi di combustione. Ha umidità superiore al 21%; – litantrace sub-bituminoso (sub-bituminous coal): carbone fossile, di aspetto nero e legnoso, che si polverizza abbastanza lentamente a contatto con l’aria. La sua combustione sviluppa una grande quantità di fumo. Viene impiegato principalmente per la produzione di vapore nelle centrali elettriche. – litantrace bituminoso (bituminous coal): è il carbone per antonomasia, quello più comunemente utilizzato nel commercio internazionale per la produzione di energia elettrica. Le sue sostanze volatili variano dal 14% ad oltre il 40%, mentre l’umidità non supera il 21% (ma per il seaborne trade – cioè il carbone trasportato via mare – è inferiore al 12%). Produce fumo nella combustione, si decompone facilmente se esposto all’aria; – antracite (anthracite): carbone di rango (vedi) più elevato di tutti, caratterizzato da una percentuale di materie volatili inferiore al 10% e da una elevata percentuale di carbonio. L’antracite ha un aspetto lucido metallico, brucia lentamente senza fumo, non è usata nella produzione di energia elettrica per il suo alto costo e la sua difficile reperibilità. Nella terminologia anglosassone si intendono con hard coal l’antracite e i carboni bituminosi, con brown coal i carboni poco bituminosi e la lignite.

Carbone attivo
Particolare tipo di carbone, finemente macinato, caratterizzato da un enorme numero di pori nei quali possono essere adsorbite (vedi Adsorbimento) sostanze liquide o gassose.

Carbone, ciclo del
Si articola nelle seguenti fasi: – estrazione, in miniere sotterranee oppure a cielo aperto (strip mine); – trattamento (beneficiation) che comprende la macinazione e la vagliatura per ottenere le pezzature richieste dal mercato; – lavaggio, se reso necessario da una eccessiva percentuale di cenere (contenuto non combustibile del carbone) e/o di zolfo (separabile solamente se è nella pirite che fa parte delle ceneri, non separabile se è zolfo organico, cioè nella struttura stessa del carbone); – movimentazione, che comprende il trasporto marittimo (su nave e su chiatte) o terrestre (mediante ferrovia, anche dedicata e autocarri) e gli stoccaggi; – utilizzazione mediante combustione (ad esempio nelle centrali termoelettriche e nei cementifici), gassificazione, ecc.

Carbone, rango del
Stadio di carbonizzazione raggiunto da un materiale carbonioso. I materiali che hanno subito minori cambiamenti sono detti di basso rango (low rank), mentre quelli che hanno subito la maggior trasformazione in carbone sono detti di alto rango (high rank). Molte delle proprietà dei materiali carboniosi dipendono e variano con il loro rango e c’è una variazione continua dal rango più basso (torba) al grado più alto (antracite).

Carbone, riserve di
Quantità di carbone esistente nel mondo, valutata secondo criteri seguiti per qualsiasi altro minerale. Si distinguono risorse, riserve possibili, riserve probabili, riserve provate. Nell’ambito delle riserve provate, si identificano i seguenti tipi: – riserve in situ (in situ reserves): carbone presente nel terreno, avente caratteristiche idonee all’estrazione; – riserve estraibili (mineral reserves): carbone estraibile secondo i metodi più opportuni; poiché durante l’estrazione si aggiunge al carbone anche materiale non desiderato, si definiscono le riserve che potranno essere effettivamente estratte come run-of-mine (ROM); – riserve vendibili (saleable reserves): carbone effettivamente vendibile dopo l’estrazione e l’eventuale trattamento. Considerando solamente le riserve economicamente estraibili presenti nel mondo, secondo dati forniti dalla World Energy Conference, l’energia contenuta nelle varie forme di combustibile fossile è rappresentata da: petrolio greggio (17,0%), gas naturale (13,4%), carbone (67,5%), altro (2,1%).

Carbone, trattamento del
Processo essenzialmente fisico tendente a ridurre le percentuali di cenere e zolfo, nonchè a rendere omogenea la pezzatura del prodotto, allo scopo di aumentarne il potere calorifico e diminuire l’inquinamento atmosferico. È sinonimo di preparazione del carbone.

Carbonio
Elemento chimico, con simbolo C, costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche “chimica del carbonio”. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante. Allo stato di elemento si trova come grafite e diamante. Nell’atmosfera è presente come anidride carbonica (vedi), proveniente dai processi di combustione, oltre che da fenomeni di vulcanismo. Esiste un isotopo del carbonio, il C14, che è radioattivo e serve, per questa sua proprietà, a scopi analitici (datazione) e scientifici come “tracciante” per lo studio di processi chimici complessi.

Carbonio fisso
Residuo carbonioso solido che rimane, escluse le ceneri, dalla distillazione distruttiva del carbone, del coke (vedi) e dei minerali bituminosi. Si determina con apposite prove di laboratorio.

Carbonio Organico Totale (COT)
Il Carbonio Organico Totale è un indice della concentrazione totale di sostanze organiche presenti negli scarichi inquinanti. La misura del COT è generalmente eseguita con un analizzatore a ionizzazione di fiamma. La correlazione fra COT, COD (vedi) e BOD (vedi), consente di valutare il reale carico inquinante ed il suo abbattimento.

Carburanti
Idrocarburi liquidi o gassosi che, mescolati ad un certo volume d’aria, formano con essa una miscela esplosiva, che nei motori a combustione interna (per accensione da scintilla elettrica nei motori a ciclo Otto e per compressione nei motori a ciclo Diesel) produce energia meccanica. I carburanti costituiscono la fonte di energia per i motori degli attuali mezzi di trasporto. I carburanti più impiegati sono quelli derivanti dal petrolio: benzina, GPL, kerosene, jet fuel, gasolio.

Carena
E’ la parte normalmente immersa di una imbarcazione.

Carota
È una colonna cilindrica di roccia prelevata durante la perforazione dei pozzi, con uno strumento speciale denominato carotiere (vedi). Questi campioni sono utilizzati per meglio definire la litologia, l’età, le caratteristiche sedimentologiche e la eventuale presenza di idrocarburi di alcune successioni sedimentarie e usualmente di quelle di maggiore interesse petrolifero. Nelle rocce serbatoio (vedi) dei pozzi chiave, la campionatura è eseguita in modo continuo.

Carotaggi geofisici
Registrazioni in pozzo delle misure elettriche, soniche e nucleari caratteristiche delle rocce attraversate. Dalla loro interpretazione combinata è possibile risalire alla litologia e porosità e saturazione in acqua di una roccia serbatoio (vedi). I logs vengono registrati calando in pozzo, mediante un cavo ad uno o più conduttori, una combinazione di sonde ed eseguendo le registrazioni in continuo durante la loro risalita in superficie.

Carotiere
Scalpello a corona dentata o diamantata, con foro centrale (ad esempio di 2”o 5” di diametro), che permette il prelievo di un campione cilindrico della formazione (vedi Carota) entro un contenitore (core barrel), dal quale può essere recuperata. Il carotaggio del fondo marino, effettuato mediante navi appositamente equipaggiate, serve per il controllo della natura del fondo mare prima dell’installazione di una piattaforma offshore.

Carsismo
Il carsismo è quel fenomeno di erosione generato dall’acqua su rocce permeabili o facilmente solubili (rocce calcaree, gesso, più raramente dolomia e salgemma). La principale causa del carsismo sono le piogge, ma importanti sono anche quei fenomeni legati alla presenza di acque di mare vicine alla costa, oppure là dove si ha la risalita di acque profonde che vengono in contatto con le piogge, in corrispondenza di importanti faglie. Questo fenomeno può portare alla formazione di caverne, grotte, pozzi e allo sviluppo di un’idrografia sotterranea (cioè lo scorrimento sotterraneo delle acque).

Carta geologica
Una carta geologica è una rappresentazione del territorio, in cui sono evidenziate, con differenti colori e simboli convenzionali, le diverse rocce che lo compongono, assieme alle linee di contatto fra rocce, differenti per tipologia, età, caratteristiche strutturali, spessore, ecc. Attraverso questa carta, inoltre, è possibile rappresentare gli eventuali depositi e giacimenti minerari che si hanno in un determinato territorio.

Cascata
Una cascata è una “precipitazione” (salto) dell’acqua di un fiume, causata da una brusca interruzione della pendenza (inclinazione) del letto del fiume (alveo) per un forte dislivello del suolo (in una scarpata, ai bordi di un altopiano, ecc.).

Casing
Rivestimento tubolare del pozzo. Alla perforazione del foro nel terreno segue l’operazione di discesa del tubo di rivestimento con lo scopo di garantirne la stabilità durante le successive fasi di perforazione e nel tempo, ma soprattutto per isolare gli strati attraversati, evitando la comunicazione tra formazioni con caratteristiche differenti. La discesa del casing viene attuata per fasi ed è alternata alle operazioni di perforazione. Questa alternanza impone il ricorso a rivestimenti tubolari concentrici, di diametro decrescente con l’avanzamento della perforazione verso l’obiettivo minerario (vedi anche Cementazione).

Catalisi
Fenomeno per cui una piccola quantità di una sostanza accelera notevolmente una reazione chimica, senza essere consumata.

Catalizzatore
Materiale utilizzato per aumentare la velocità e la selettività delle reazioni chimiche. Il catalizzatore non prende parte alla reazione chimica e può essere nella stessa fase dei reagenti (catalisi omogenea: reagenti in fase gassosa e catalizzatori in fase gassosa) o in fase diversa (catalisi eterogenea: reagenti in fase gassosa o liquida e catalizzatore solido). Il catalizzatore perde la sua attività con l’uso e deve essere periodicamente rigenerato o sostituito.

Catena alimentare
In natura, successione di organismi in cui ogni anello della catena (vedi Livello trofico) si nutre a spese del precedente e alimenta il successivo. Le piante e gli erbivori stanno alla base, mentre i carnivori e gli onnivori di maggiori dimensioni occupano i livelli più alti.

Catrame
Liquido denso e nero usato per impermeabilizzare strade, tetti e terrazzi.

Cava
La cava è uno scavo a cielo aperto destinato all’estrazione di materiali rocciosi e minerali, presenti in giacimenti superficiali.

Cavallo-vapore
Il cavallo vapore è un’unità di misura utilizzata per indicare la potenza di un sistema. La potenza è una grandezza fisica che esprime la quantità di lavoro compiuta dal sistema nell’unità di tempo. Il cavallo vapore equivale a 735,5 W.

Cavo sismico marino
Cavo galleggiante che ha la funzione di permettere il traino degli idrofoni (vedi), opportunamente distanziati, e la trasmissione dei segnali da essi ricevuti all’apparecchiatura di registrazione che è sulla nave.

CDR
vedi Combustibile derivato dai rifiuti)

Cella a combustibile
Dispositivo che produce energia utilizzando combustibili ricchi di idrogeno o idrogeno puro.

Cellulosa
E’ un composto organico solido e fibroso presente nelle piante, specialmente nelle loro pareti cellulari. E’ utilizzato nell’industria tessile, della carta, delle vernici e degli esplosivi.

Cementazione
Pompamento di malta cementizia nello spazio anulare compreso tra il foro perforato ed il rivestimento tubolare (vedi Casing) del pozzo. La cementazione è una fase indispensabile per assicurare continuità meccanica tra foro e rivestimento tubolare e per sigillare idraulicamente tale intercapedine.

Cemento Portland
Il cemento Portland è il tipo di legante idraulico più utilizzato, sia perché le sue materie prime sono ampiamente disponibili, sia perché è il componente essenziale di altri leganti idraulici. Costituito da rocce calcaree fuse a 1500°C con il 25% di argille cotte, esso viene denominato anche semplicemente “Portland” (dal nome dell’omonima località inglese, vicina alle cave dove per lungo tempo è stata estratta una pietra perfettamente adatta a produrlo) o “Cemento” (essendo il legante idraulico più diffuso, in particolare nella preparazione del calcestruzzo).

Ceneri, tenore delle
Residuo inorganico della combustione del carbone (e per estensione contenuto non combustibile del carbone), espresso in percentuale del peso e ottenuto ad una temperatura prestabilita di calcinazione (ad esempio 815°C), in condizioni specifiche.

Centrale a ciclo combinato
Impianto per la produzione di energia elettrica mediante la realizzazione di cicli termodinamici. Il primo ciclo (ciclo base) è realizzato da un generatore elettrico mosso da una turbina a gas; il secondo ciclo è realizzato dai gas di combustione che passano attraverso una caldaia che genera vapore che, eventualmente surriscaldato da un boiler, aziona una turbina a vapore, passando attraverso una turbina a vapore. Vi possono essere delle varianti del ciclo base. Inoltre il gas combustibile per il turbogas può essere ottenuto in una unità di gassificazione (vedi) del carbone.

Centrale di decompressione
Impianto costituito da più compressori, generalmente azionati da turbine a gas, avente lo scopo di innalzare la pressione del gas. Le centrali di compressione si dividono ulteriormente in: – centrali di compressione di linea (transmission station), quando sono ubicate lungo i gasdotti di importazione e lungo le principali linee nazionali di trasporto allo scopo di fornire al gas in transito la pressione necessaria per vincere le perdite di carico lungo il tubo; – centrali di stoccaggio (storage station), quando sono ubicate nelle immediate vicinanze di un giacimento di stoccaggio allo scopo di fornire al gas naturale la pressione necessaria per esservi iniettato.

Centrale elettrica
Impianti nei quali è possibile convertire energia primaria (cioè non trasformata) in energia elettrica. Si suddividono in: – centrali idroelettriche (hydroelectric power plant), in cui viene convertita in elettricità l’energia potenziale dell’acqua, dovuta alla gravità; – centrali termoelettriche (fossil-fueled power station), in cui, mediante un ciclo termodinamico, viene convertita in elettricità l’energia chimica contenuta nei combustibili solidi, liquidi, gassosi, di origine fossile; – centrali nucleari (nuclear power plant), in cui viene convertita in elettricità l’energia che si libera sotto forma di calore dai combustibili nucleari (vedi Centrale elettronucleare).

Centrale elettronucleare
Centrale termoelettrica con ciclo a vapore, nella quale la caldaia che produce vapore in pressione utilizzando un combustibile (per esempio carbone), è sostituita da un complesso generatore di vapore che si avvale dell’energia termica nucleare (la cosiddetta “reazione a catena”) opportunamente controllata.

Certificazione ambientale
Al fine di migliorare la gestione operativa delle attività che possono avere un negativo impatto sull’ambiente, molte imprese industriali hanno iniziato a sottoporsi alla verifica di certificatori esterni (società di consulenza specializzate con esperienza primaria nel campo dell’analisi finanziaria e di bilancio). In caso tale verifica vada a buon fine (non abbia cioè riscontrato significative anomalie nel Sistema di gestione ambientale (vedi) degli impianti o superamento dei valori-limite alle emissioni prescritte dalla normativa ambientale in vigore), viene rilasciata una certificazione ambientale che si rifà allo standard volontario prescelto (BS 7750, ISO 14000, vedi voci corrispondenti). Alcune società di consulenza si stanno orientando ad operare anche nell’ambito del Regolamento EMAS (vedi), che prevede l’accreditamento di verificatori a livello comunitario. La certificazione ambientale può essere rilasciata oltre che per un Sistema di Gestione (a livello di sito o d’impresa) anche per un Rapporto Ambientale (vedi). In quest’ultimo caso viene verificata la correttezza della metodologia impiegata nella raccolta, elaborazione e rappresentazione dei dati e vengono di solito effettuate verifiche a campione sulle attività oggetto del Rapporto.

Cessione di diritti
Trasferimento parziale o totale ad un terzo (che realizza un farm-in agreement) dei diritti relativi ad una proprietà mineraria (cfr. Acquisizione di diritti).

Cetano
(vedi Numero di cetano)

CFC
(vedi Clorofluorocarburi)

Chemiotrofico
(vedi Eterotrofo)

Cherosene
(vedi Kerosene)

Chiarificazione
Processo di trattamento delle acque reflue (vedi) in cui si ha la separazione gravitazionale dei solidi sospesi sedimentabili presenti, con la conseguente produzione di un effluente più limpido.

Chiatta
(vedi Bettolina)

Chiazza di greggio
Strato più o meno sottile (film) che si forma sulla superficie del mare in seguito a un versamento di olio. Ciò è dovuto al fatto che il petrolio ha un peso specifico inferiore a quello dell’acqua e una scarsa miscibilità con essa. Tale strato impedisce il naturale ricambio dell’ossigeno che è nell’acqua ed ostacola l’evaporazione e il passaggio dei raggi solari.

Chimica
Scienza che studia la struttura e la composizione delle sostanze e le variazioni di composizione che tali sostanze subiscono. Esiste tuttora, per tradizione, la suddivisione in: – chimica inorganica, che si interessa degli elementi e composti chimici del mondo minerale; – chimica organica, che si interessa dei composti del carbonio per la cui formazione si riteneva intervenisse una “forza vitale”. In effetti sia la chimica inorganica che organica sono regolate dalle stesse leggi. Altri campi della chimica sono la chimica-fisica, che si occupa delle influenze che esercitano le cause fisiche sull’equilibrio chimico, e la chimica biologica, che studia le trasformazioni negli esseri viventi. Dal punto di vista industriale, la chimica organica ha utilizzato come materia prima, fino agli anni trenta, il carbon fossile (carbochimica) e, successivamente, il petrolio e il gas naturale (vedi Petrolchimica).

Chocolate mousse
Emulsione stabile di acqua in olio, di colore marrone, che si forma durante l’invecchiamento di uno sversamento di petrolio greggio (vedi Versamenti di greggio).

Ciclo di vita
(vedi Valutazione del ciclo di vita)

Ciclone
Apparecchio che utilizza le accelerazioni centrifughe generate da un moto vorticoso per separare da una corrente gassosa le particelle solide o liquide che essa trascina o fluidi a differente peso specifico.

CLC
È una convenzione internazionale sulle responsabilità civili derivanti da danni da inquinamento da idrocarburi. Si applica a tutte le navi che trasportano più di 2.000 tonnellate di idrocarburi ed obbliga i proprietari di dette navi, immatricolate in un paese contraente, a provvedere una assicurazione ed altre garanzie finanziarie a copertura della propria responsabilità per i danni da inquinamento. Tale copertura assicurativa è comprovata da un certificato.

Cliente industriale di gas
Utilizzatore di gas naturale per applicazioni di tipo industriale, ossia come materia prima e combustibile nell’industria o come combustibile nelle centrali termoelettriche. Nel caso in cui il gas sia utilizzato per scopi energetici o industriali, la fornitura può essere interrompibile (interruptible service) o continua. La fornitura interrompibile costa meno di quella continua e l’interruzione può avvenire, ad esempio, durante la stagione invernale quando c’è una maggior domanda di gas per altri usi. Il consumatore di gas continua (interruptible customer) ha solitamente la possibilità di utilizzare altri combustibili, per cui il prezzo del gas interrompibile deve essere competitivo con il prezzo dei combustibili alternativi.

Clima
Complesso delle condizioni meteorologiche di una regione nel corso delle stagioni. Il clima dipende dalla latitudine, dall’altitudine, dalla posizione rispetto ai continenti e alle aree oceaniche.

Climatici, cambiamenti
Variazioni del clima (vedi) di una determinata regione o area della superficie terrestre come conseguenza di fenomeni astronomici (ad esempio, variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre, polveri cosmiche o vulcaniche, ecc.), di fenomeni e variazioni indotte localmente (ad esempio, formazione di grandi bacini lacustri in aree desertiche, grandi incendi in aree boschive e di foresta, ecc.) o per l’effetto serra (vedi).

Climax
Comunità che ha raggiunto lo stadio di equilibrio ottimale in presenza di particolari condizioni ambientali (vedi Biocenosi). Rappresenta lo stadio finale di una serie di successioni, intese come modalità non stagionali, direzionali e continue di colonizzazioni e di estinzioni di un sito da parte di popolazioni di specie. Un esempio di successione su un terreno di partenza spoglio può essere: muschi, piante erbacee (arbusti), alberi caducifoglie, conifere. Possono essere necessarie anche centinaia di anni prima di raggiungere lo stadio di climax, ma una volta raggiunto, saranno necessari grossi cambiamenti climatici perchè si abbiano significative variazioni della vegetazione.

Clonazione
Il temine di per sé significa riproduzione di una entità biologica identica geneticamente a quella originante. Il termine greco klón fa pensare al ramoscello di una pianta che inserito nel terreno adatto può riprodurre la pianta da cui è stato tratto. Dal punto di vista delle modalità tecniche di realizzazione essa assume i seguenti significati: a) la riproduzione di una linea cellulare a partire da una singola cellula: le cellule originate sono istologicamente identiche a quelle originanti. Ugualmente si parla di clonazione per la riproduzione di frammenti di DNA a partire da un singolo frammento di DNA; b) la riproduzione di embrioni per disaggregazione o suddivisione di un embrione (Embryo – splitting = scissione embrionale) nelle prime fasi di sviluppo, quando le cellule sono totipotenti o pluripotenti, in grado cioè di generare un intero organismo. Gli embrioni ottenuti vengono, poi, trasferiti in utero; c) la riproduzione di individui geneticamente identici mediante il (trasferimento del nucleo clonazione con nucleo-transfer) di una cellula somatica di embrioni, feti o di individuo adulto in un oocita denucleato. Gli embrioni ottenuti vengono, poi, trasferiti in utero. L’operazione può essere ripetuta con più nuclei prelevati dalle cellule somatiche dello stesso individuo e inseriti in ovuli denucleati; d) il trasferimento del nucleo di un oocita nel citoplasma di un secondo oocita denucleato, come forma di “prevenzione” delle malattie mitocondriali: non si tratta, però, di clonazione in senso stretto. L’oocita modificato viene, poi, fecondato in vitro e trasferito in utero.

Clorinita’
Permette di determinare la salinità del mare in base ad una precisa formula di calcolo: (tavole di Knudsen) S=0,030+1.805 Cl, dove S=salinità e Cl=clorinità (grammi di cloro in un kg di acqua). Secondo altri (Lyman e Fleming, 1940) la relazione è più correttamente indicata come S=0,07+1.811 Cl. Infatti in tutti i mari e gli oceani il complesso salino dell’acqua presenta la medesima composizione qualitativa e quantitativa relativa dei diversi sali.

Cloro
Presente sotto forma di ione nel sale marino, si produce per elettrolisi di esso come molecola allo stato gassoso. Suoi derivati ossigenati vengono utilizzati per la potabilizzazione e per il trattamento delle acque reflue (vedi) industriali e civili. Trova anche impiego nella sintesi di numerosi composti organici e inorganici. Particolari attenzioni vengono usate nella manipolazione e nel trasporto, data la sua tossicità.

Clorofluorocarburi (CFC)
Derivati del metano (CH4), dell’etano (C2H6) e del propano (C3H8), nei quali tutti gli atomi di idrogeno sono stati sostituiti con atomi di cloro e fluoro. Sono denominati anche freon e sono costituiti da prodotti gassosi, inerti, facilmente liquefacibili, impiegati per lungo tempo, come propellenti di aerosol, fluidi di circuiti frigoriferi, agenti espandenti, ecc. Sono chimicamente inerti; proprio questa proprietà consente loro di arrivare in stratosfera, dove vengono scissi con reazione fotochimica, cedendo cloro che reagisce con l’ozono che si trova nelle fasce alte dell’atmosfera, contribuendo a ridurne lo spessore fino ad eliminarlo (buco dell’ozono). Le nuove norme ecologiche prevedono la sostituzione dei CFC con gli idroclorofluorocarburi (HCFC) che sono più facilmente biodegradabili.

CNC
(vedi Combustibili Non Convenzionali)

CNG
(vedi Gas Naturale Compresso)

CO
(vedi Monossido di carbonio)

CO2
(vedi Anidride carbonica)

Coal oil
Prodotto ottenuto miscelando olio combustibile con carbone polverizzato. Può essere impiegato nelle caldaie per generazione di vapore.

COD
Il COD misura la quantità di ossigeno utilizzata per l’ossidazione (vedi Ossidoriduzione) di sostanze organiche e inorganiche contenute in un campione d’acqua a seguito di trattamento con composti a forte potere ossidante. Questo parametro, come il BOD (vedi), viene principalmente usato per la stima del contenuto organico e quindi del potenziale livello di inquinamento delle acque naturali e di scarico. Un alto valore di COD di uno scarico comporta una riduzione dell’ossigeno disciolto nel corpo idrico ricettore e quindi una riduzione della capacità di autodepurazione e di sostenere forme di vita.

COD
(vedi Chemical Oxygen Demand)

Cogenerazione
Produzione combinata di energia elettrica e calore. Può essere realizzata mediante: – il vapore prodotto da una centrale termica, nella quale tutto il vapore proveniente dalle caldaie passa attraverso dei turbogeneratori, producendo elettricità. Esso può essere prelevato in stadi intermedi o allo scarico della turbina come calore a bassa pressione per alimentare processi industriali, per il riscaldamento urbano, ecc. In base alla domanda, la produzione prevalente può essere l’elettricità o il vapore; – una turbina a gas (turbogas) o un motore a combustione interna, destinati alla produzione elettrica, mentre il calore (in questo caso un sottoprodotto) viene ottenuto dai gas di scarico. L’utilizzazione di un impianto di cogenerazione in un processo industriale (o in una attività commerciale), che assorbe contemporaneamente sia energia elettrica sia termica consente, generalmente, di ottenere un notevole beneficio nel contenimento dei consumi rispetto a una generazione indipendente di energia elettrica e termica e quindi una riduzione dei costi e dell’impatto ambientale (vedi).

Coke
1. Residuo solido derivante dalla carbonizzazione del carbone (distillazione in assenza di aria), utilizzato nell’industria metallurgica per ottenere ghisa. La carbonizzazione si ottiene riscaldando un carbone idoneo (carbone da coke o metallurgico) in ambiente privo d’aria ad una temperatura di circa 1.100°C per un periodo di 14-20 ore. Il processo estrae tutte le materie volatili che possono essere utilizzate come gas. La procedura di distillazione a secco del carbon fossile, accompagnata dalla raccolta di gas e prodotti liquidi organici diversi, era stata largamente adottata nel secolo scorso per fornire materie prime alla nascente industria chimica (produzione di coloranti, antibatterici, ecc.).
2. Prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta (petroleum coke o pet coke). Nel processo di coking si realizza un craking termico spinto che dà origine, attraverso reazioni di piroscissione, a frazioni liquide e a pet-coke, costituito per il 90-95% da carbonio. Il pet coke è costituito da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare e presenta un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri. Una qualità pregiata di coke da petrolio è il needle coke, che ha struttura cristallina aghiforme (ben diversa dalla struttura amorfa e spugnosa dello sponge coke), che si ottiene con particolari tipi di greggio e con condizioni operative severe e che è impiegato nella produzione di elettrodi per l’elettrometallurgia.

Coking
(vedi Coke)

Collettore solare
Apparecchiatura atta a convertire la radiazione solare in calore da utilizzare per produzione di acqua calda o vapore. Il collettore piano, che è il più diffuso, è costituito da una piastra metallica annerita che assorbe la radiazione incidente; nella piastra o a diretto contatto con essa circola il fluido da riscaldare. I collettori a concentrazione focalizzano, mediante specchi parabolici, la radiazione solare su una più ristretta area assorbente; è così possibile raggiungere temperature più elevate e produrre vapore.

Coloniale (specie)
Organismo che vive in acque dolci e marine, i cui individui non conducono vita solitaria, ma si aggregano in colonie nelle quali costruiscono una comune struttura abitativa e protettiva.

Colonizzazione
Processo di insediamento in un determinato habitat (vedi) da parte di una specie animale o vegetale o da un insieme di specie animali (zoonosi) o vegetali (fitocenosi) che tendono a occuparlo.

Combustibile derivato dai rifiuti (CDR)
È un combustibile alternativo ottenuto dalla componente secca (carta, plastica, fibre tessile, ecc.) dei rifiuti urbani, dopo un apposito trattamento di separazione e purificazione da altri materiali, quali vetro metalli e inerti. Il CDR ha mediamente la seguente composizione: 44% carta, 23% plastiche, 12% residui tessili, 4,5% scarti legnosi, 14% organico putrescibile e 2,5% inerti; il suo potere calorifico inferiore è mediamente pari a 15.000 kJ/kg (circa 3.600 kcal/kg). Attualmente, sono due le possibilità di impiego di questo materiale: – sfuso e/o addensato, per la combustione in impianti industriali (cementifici, acciaierie, centrali termoelettriche, ecc.) o in forni dedicati a griglia o a letto fluido (vedi Forni d’incenerimento); – in pellets, per la combustione con carbone o in combustori a letto fluido bollente o ricircolante. Le caratteristiche e le modalità di impiego dell’RDF furono definite con D.M. 16.1.95 e successivamente revisionate con le nuove disposizioni previste dal D. Lgs. 5.2.97, n. 22, per le quali l’RDF viene ridefinito Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) e, dal punto di vista normativo, non più considerato rifiuto urbano, ma rifiuto speciale assimilabile all’urbano (vedi).

Combustibile derivato dai rifiuti, impianto di produzione del
La tecnica della produzione di combustibile solido derivato dai rifiuti urbani (vedi CDR), viene adottata nei casi seguenti: – in alternativa alla termodistruzione del RSU (vedi indifferenziati, oppure negli impianti di selezione e compostaggio (vedi) in luogo della combustione della frazione secca (sovvalli); – in alternativa al recupero della carta e della plastica. I rifiuti solidi urbani sono trasformabili in CDR, a condizione che vengano precedentemente sottoposti a trattamenti meccanici atti a selezionare la frazione a più elevato potere calorifico, ad omogeneizzarla e condizionarla. Un impianto di produzione del CDR è in genere costituito da una sezione di preselezione RSU e da una successiva sezione di preparazione CDR. La preselezione costituisce la fase in cui il rifiuto viene sottoposto a trattamenti di frantumazione, deferrizzazione e vagliatura primaria per la separazione grossolana della materia prevalentemente organica. Mentre la parte organica può essere poi inviata ad una eventuale linea di compostaggio, la frazione combustibile viene convogliata al reparto di produzione di CDR, ove subisce un’ulteriore separazione mediante insufflazione d’aria per il recupero della frazione leggera, che viene ancora triturata in modo da ridurre la pezzatura fino a 30-50 mm. Essa rappresenta la parte a più elevato potere calorifico dei rifiuti solidi urbani e può essere utilizzata tal quale (CDR sfuso o cosiddetto fluff) o può essere ulteriormente addensata o pellettizzata. Tra i due prodotti, il CDR sfuso sarebbe da preferire perchè, oltre a richiedere un consumo energetico minore, è più facile da ottenere e quindi il suo costo è inferiore. Occorre però considerare che il materiale sfuso, oltre che di più difficile utilizzo, è soffice ed ha un peso specifico di circa 200 kg/m3, tanto da renderlo poco adatto al trasporto e allo stoccaggio. Il CDR in pellets ha un costo di produzione più elevato e un peso specifico di circa 600 kg/m3.

Combustibile fossile
Il combustibile fossile è un idrocarburo (come il petrolio, il carbone o il gas) che può essere estratto dal sottosuolo ed essere utilizzato come combustibile. I combustibili fossili sono sorgenti di energia non rinnovabile.

Combustibile nucleare
Materiale, di solito ossido di uranio, utilizzato per ottenere l’energia da fissione. Ad esempio in un reattore ad acqua (85% della potenza installata nel mondo) il combustibile caricato resta in reattore 3-4 anni, liberando per tonnellata di uranio contenuto circa 60.000 tep di energia, sotto forma di calore, da cui si ottengono 240 milioni di kWh di energia elettrica. Questo risultato è verificabile moltiplicando la resa energetica della fissione (vedi Energia nucleare), 2 tep per grammo di materia fissionata, per la frazione di combustibile fissionata durante la permanenza in reattore, che è appena il 3%. Dei nuclei fissionati, circa 2/3 sono di U235 ed 1/3 di plutonio derivante dalla conversione dell’U238. Con riferimento alla materia prima energetica, poiché sono necessarie 6 tonnellate di uranio naturale per tonnellata di uranio arricchito al 3%, l’equivalente energetico di una tonnellata di uranio naturale, usato per fabbricare il combustibile bruciato in un reattore ad acqua, risulta pari a 10.000 tep.

Combustibile nucleare, ciclo del
Sequenza delle operazioni necessarie per produrre energia in un reattore mediante un combustibile nucleare. Il ciclo può essere “chiuso” o “aperto”; nel ciclo chiuso le materie fissili presenti nel combustibile irraggiato vengono recuperate e riciclate in reattore, nel ciclo aperto il combustibile irraggiato viene considerato nella sua totalità come un rifiuto radioattivo e quindi condizionato e smaltito come tale. Il ciclo a monte (vedi Upstream) comprende l’estrazione del minerale di uranio, la sua concentrazione, la conversione da ossido ad esafluoruro, l’arricchimento in U-235 fino alla concentrazione richiesta, la riconversione da esafluoruro a biossido, la fabbricazione del combustibile nucleare. Il ciclo a valle (vedi Downstream) comprende: lo stoccaggio nella piscina del reattore, il trasporto, lo stoccaggio centralizzato, il ritrattamento del combustibile irraggiato, il condizionamento, lo stoccaggio e smaltimento finale delle scorie radioattive da una parte e la rifabbricazione del combustibile dall’altra. L’operazione più importante è il ritrattamento.

Combustibili non convenzionali (CNC)
Scarti derivanti da processi di differenti lavorazioni che, grazie al loro potere calorifico e al non elevato contenuto di sostanze inquinanti, possono essere utilizzati in parziale sostituzione di altri combustibili in alcuni processi di combustione. L’elenco dei CNC e le loro modalità di impiego sono stati definiti con DM 16.1.95. Con l’emanazione del Decreto Legislativo 5.2.97, n. 22 i CNC rientrano nella categoria dei rifiuti destinati al riutilizzo.

Combustione
Processo chimico di rapida ossidazione del combustibile che si combina con l’ossigeno (comburente) atmosferico o appositamente prodotto, con notevole sviluppo di calore. Il processo di combustione avviene in una camera di combustione o combustion chamber (recipiente, locale, spazio di un impianto industriale, caldaia, forno, motore) in cui i componenti della combustione vengono bruciati, previo innesco localizzato della reazione di ossidazione (accensione).

Commensalismo
Associazione di tipo mutualisticamente neutro ovvero senza né danno, né vantaggio reciproco di due organismi animali o vegetali che convivono a stretto contatto.

Compagnia di stato di paese esportatore di petrolio
Compagnia petrolifera, di proprietà dello Stato o da esso partecipata, con il compito di: – gestire direttamente tutta l’attività petrolifera ove sia intervenuta la nazionalizzazione dei consorzi multinazionali preesistenti; – costituire il braccio operativo del governo nell’ambito della partecipazione ai contratti di associazione stipulati con compagnie straniere, per assicurarsi sia un controllo diretto sulla valorizzazione ottimale delle risorse nazionali sia il massimo beneficio economico per il paese; – promuovere nel paese lo sviluppo del know-how tecnico e manageriale nei vari settori dell’attività petrolifera; – provvedere alla distribuzione dei prodotti petroliferi per il mercato nazionale; – commercializzare la produzione nazionale sul mercato internazionale. Queste compagnie sono integrate verticalmente, ma poco presenti, a livello internazionale, nelle attività upstream (vedi). Svolgono invece un ruolo di primaria importanza sul mercato internazionale dei greggi e recentemente stanno occupando spazi sempre maggiori anche in quello dei prodotti raffinati. Appartengono a questo gruppo: Aramco (Saudi Arabia), KPC (Kuwait Petroleum Company), PDV (Venezuela), NIOC (Iran), Pemex (Messico), ecc.

Compagnia di stato di paese importatore di petrolio
Compagnia petrolifera di paese consumatore, di proprietà dello Stato o da esso partecipata. Acquistò molta importanza nelle politiche energetiche dei paesi importatori dopo la crisi del 1973 quando si pensò che l’approvvigionamento petrolifero non poteva essere delegato alle compagnie petrolifere private o a quelle degli Stati produttori. I compiti affidati alla compagnia di Stato sono: garantire al paese il maggior grado di sicurezza possibile negli approvvigionamenti di materie prime energetiche; minimizzare il costo degli approvvigionamenti; ridurre il grado di dipendenza del sistema economico nazionale dalle Majors (vedi) e dalle compagnie di Stato dei paesi produttori; promuovere la ricerca e la produzione di risorse petrolifere nazionali. Come le Majors, le maggiori compagnie di Stato dei paesi importatori sono integrate verticalmente ed hanno una presenza molto diversificata dal punto di vista geografico nelle fasi dell’upstream (vedi). Nelle fasi di downstream (vedi) invece hanno una posizione dominante nel paese di origine, ma detengono quote ridotte del mercato internazionale. La situazione petrolifera si è notevolmente evoluta in tempi recenti e alcune compagnie sono state privatizzate parzialmente o totalmente.

Compagnie indipendenti
1. Compagnie private che sono sorte ed hanno operato al di fuori delle regole imposte dal cartello delle Sette Sorelle (vedi Majors). Le più forti negli anni ‘50 e ‘60 hanno perseguito un’aggressiva politica di espansione nelle nuove province petrolifere del Nord-Africa e dell’Africa occidentale, del Sud-America, dell’Estremo Oriente e del Mare del Nord, progredendo rapidamente come dimensioni e come livello di internazionalizzazione e di integrazione verticale, diventando le nuove Majors.
2. Compagnie petrolifere private, generalmente di piccole e, in qualche caso, di medie dimensioni, operanti prevalentemente in Nord America (dove sono centinaia) e più recentemente in Europa, principalmente nel Mare del Nord. In genere queste imprese non sono integrate verticalmente, né sono diversificate geograficamente. Nella maggior parte dei casi sono concentrate nelle fasi upstream (vedi) del ciclo petrolifero, ma ve ne sono anche diverse impegnate nella raffinazione, nella distribuzione e nel trading. Il loro ruolo nel mercato internazionale è generalmente marginale.

Compatibilità ambientale
Indica la caratteristica di un progetto di essere realizzato e di sussistere senza produrre impatti negativi sulle condizioni dell’ambiente.

Competizione
È un’interazione tra individui, provocata da una comune esigenza di una risorsa disponibile in quantità limitata; determina una diminuzione della sopravvivenza, dell’accrescimento e/o della riproduzione degli individui in competizione. La competizione può essere intraspecifica (le interazioni avvengono fra individui appartenenti alla stessa specie) o interspecifica (le interazioni avvengono fra individui di specie diverse).

Completamento
Preparazione di un pozzo per la sua messa in produzione. Segue l’attività di perforazione (vedi). Consiste nelle operazioni di apertura dei livelli produttivi, discesa in pozzo della batteria di produzione corredata dalle valvole per il controllo dell’erogazione e degli eventuali sistemi di pompamento di fondo pozzo, nella installazione della croce di produzione sulla testa pozzo.

Componente
Prodotto singolo, o particolare taglio di raffineria, presente in una miscela combustibile in quantità superiore all’1%. Se presente in quantità notevolmente inferiore all’1% è considerato un additivo.

Componente ambientale
Categoria di elementi fisicamente individuabili che compongono l’ambiente considerato dagli Studi di impatto ambientale (vedi). Ad essa viene riconosciuta un’omogeneità al fine degli impatti attesi. Le componenti ambientali previste dagli Studi d’impatto ambientale sono: atmosfera, suolo e sottosuolo, ambiente idrico, vegetazione, flora e fauna, ecosistemi, salute pubblica, rumore e vibrazioni, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, paesaggio.

Componente biotica
Elemento di un sistema costituito da individui viventi, quali la fauna, la flora, i virus, i batteri, ecc.

Compost
Termine di derivazione anglosassone, che significa concime o ammendante organico. Il compost è un prodotto ottenuto mediante un processo biologico aerobico (vedi) dalla componente organica di rifiuti solidi urbani (vedi), da materiali organici naturali fermentescibili o da loro miscele con fanghi derivanti da processi di depurazione delle acque di scarico di insediamenti civili (vedi Fanghi di depurazione acque). Il compost deve avere caratteristiche agronomiche e valori-limite di accettabilità per alcuni inquinanti, conformi a quanto stabilito dalla vigente normativa.

Compostaggio
Biotecnologia per il trattamento di rifiuti organici di diversa provenienza e natura, basata su un processo ossidativo, operato da consorzi di microrganismi aerobici (vedi). Il compost (vedi) così ottenuto, se di qualità adeguata, può essere utilizzato come ammendante in agricoltura.

Compostaggio, impianto di
Sono compresi in questa categoria gli impianti che trattano i RSU indifferenziati mediante tecnologie di sola selezione meccanica, con separazione della frazione umida e produzione di compost (vedi). Si tratta di impianti che vengono realizzati con lo scopo principale di valorizzare la frazione umida (putrescibile) per produrre compost da riutilizzare in agricoltura. In linea indicativa un impianto di compostaggio è costituito da tre fasi di lavorazione principali: – pretrattamento meccanico, necessario alla selezione dei RSU; – omogeneizzazione e riduzione di dimensioni della parte organica; – fermentazione propriamente detta. Le varie sezioni che compongono un impianto di compostaggio sono le seguenti: – ricezione e alimentazione dei rifiuti indifferenziati; – triturazione e vagliatura, con separazione della frazione umida; – separazione dei materiali ferrosi; – fase biologica (fermentazione e maturazione); – raffinazione finale, con eventuali pellettizzazione ed insaccamento.

Composti inorganici
vedi sostanza inorganica

Composti non umici
Un composto non-umico è un composto organico la cui struttura non ha subito, nel tempo, delle trasformazioni significative.

Composti organici
vedi sostanza organica

Composti Organici Volatili (COV)
I COV sono tutte le sostanze organiche di origine naturale o antropica che si trovano nell’aria allo stato di vapore o di gas. Esempi di COV sono le resine vegetali (il profumo di pino), il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) che sfugge da una bombola, gli incombusti nei gas di scarico dei motori, i vapori di benzina che si sviluppano dagli sfiati dei serbatoi, i solventi organici. Oltre ad essere in qualche caso pericolosi (ad esempio formaldeide, benzene, ecc.) concorrono alla produzione dello smog fotochimico (vedi) attraverso una complessa cinetica che coinvolge gli ossidi di azoto (vedi) e porta alla formazione di perossidi organici molto aggressivi e di ozono (vedi).

Composti sintetici
Si dice di sostanze che vengono ottenute artificialmente, mediante sintesi chimiche (ossia facendo reagire elementi diversi) e che possono o essere uguali a quelle naturali oppure non esistere per niente in natura.

Composti umici
Un composto umico è un composto organico, la cui struttura chimica originaria ha subito profonde e veloci trasformazioni.

Composto metallico
Sostanza composta da due o più elementi che presenta proprietà caratteristiche quali malleabilità duttilità elevata, conducibilità elettrica e termica.

Comunità biotica
La comunità biotica è l’insieme di organismi vegetali e animali, formanti popolazioni, che vivono in un determinato habitat.

Comunità
(vedi Biocenosi)

Concawe
È l’organizzazione delle compagnie petrolifere operanti in Europa che si occupa delle problematiche di ambiente, salute e sicurezza e delle loro implicazioni tecnico-economiche nel campo della raffinazione, distribuzione e marketing dei prodotti petroliferi.

Concessione, contratto di
Quadro normativo di regolazione dei rapporti contrattuali prevalso agli inizi dello sviluppo dell’industria petrolifera e tuttora ampiamente diffuso. Sotto il profilo legale si caratterizza per l’attribuzione alla compagnia assegnataria (assignee Company) di un titolo minerario (mining licence); l’attribuzione del titolo, oltre a conferire l’esclusiva delle attività di esplorazione e sfruttamento, sancisce la proprietà della compagnia sulle risorse rinvenute nel sottosuolo al netto di quanto dovuto allo Stato a titolo di royalty o di una eventuale partecipazione imprenditoriale successiva alla scoperta. Sotto il profilo fiscale si hanno diverse forme a seconda della incisività del prelievo operato dallo Stato concedente.

Concimato
Un terreno si dice concimato, quando viene trattato con fertilizzanti ovvero con concimi (vedi).

Concime
Il concime è una sostanza di origine naturale o chimica che aumenta la produttività dei terreni agricoli, apportando ai vegetali gli elementi necessari alo loro sviluppo.

Condensazione
Fenomeno fisico che avviene mediante il passaggio dallo stato gassoso a quello liquido, ad esempio il vapore acqueo che si trasforma in acqua. E’ anche detto liquefazione.

Condensazione degli inquinanti
Processo utilizzato per l’eliminazione da effluenti gassosi (vedi) di inquinanti presenti in forma di vapori condensabili; tale processo avviene in genere con un abbassamento di temperatura e la conseguente conversione della sostanza in fase gassosa in uno stato liquido o solido.

Condizioni di misura del gas
Il gas viene misurato in condizioni che possono essere diverse da paese a paese e che possono fare riferimento ad unità metriche o ad altri sistemi di misura e a un gas secco o saturo. Le condizioni di temperatura e pressione assoluta stabilite dall’IGU (International Gas Union) per il gas sono: – condizioni standard (at standard conditions): 15°C e 1,01325 bar (= pressione atmosferica a livello mare), a gas secco; condizioni normali (at normal conditions): 0°C e 1,01325 bar, a gas secco.

Condotta
Sistema di tubazioni (compresi gli apparati ausiliari come le stazioni di pompaggio e controllo, le linee di raccolta, ecc.) per il trasporto di greggio dai luoghi di produzione ai serbatoi di raccolta, ai porti di imbarco, alle raffinerie. Nel trasporto di gas, la condotta (vedi Gasdotto) è utilizzata per distribuire direttamente il prodotto nella zona di consumo. Nel trasporto di liquidi (vedi Oleodotto) oltre che per trasportare greggio è utilizzata per i prodotti finiti (benzine, gasolio) dalla raffineria ai depositi o a particolari utenze (olio combustibile alle centrali termoelettriche). Collegamenti via pipeline sono sempre più diffusi per collegare i grandi impianti di steam-cracking (vedi) con gli impianti chimici che utilizzano prodotti specifici non facilmente trasportabili (ad esempio etilene, ammoniaca, ecc.).

Condotte per prodotti
Tubazioni utilizzate per il trasporto di prodotti petroliferi (benzina, kerosene, olio combustibile, carburante diesel, ecc.) dalla raffineria al terminale di distribuzione. I diversi prodotti pompati nella condotta a blocchi (batch) possono essere separati da sfere di gomma sintetica (batching sphere), non necessarie quando sono a contatto prodotti similari, come carburante diesel, gasolio leggero od olio combustibile, perché il mescolamento dei fluidi all’interfaccia è limitato.

Condotte secondarie
Condotte collegate con la linea principale (vedi Dorsale di trasporto), in genere di diametro minore. Vengono utilizzate nella realizzazione di sistemi di raccolta o di distribuzione. In un campo petrolifero le condotte secondarie vengono utilizzate per il trasferimento del greggio o del gas dai pozzi o dai serbatoi di raccolta alla stazione di spinta e alla linea principale. Sono dette anche lateral lines.

Condotte sottomarine, posa di
Realizzazione di condotte sottomarine con tecniche diverse che comportano, a seconda dei casi, l’uso di una nave posatubi (lay barge), di una nave-bobina (reel barge), di una nave per la posa verticale (vertical lay method), di una nave per il rimorchio della condotta costruita a terra fino al luogo di utilizzazione (pull method). Tutti questi metodi richiedono navi grandi e sofisticate.

Condotte, attraversamenti per
Superamento da parte di oleodotti e gasdotti di strade, fiumi, canali mediante tecniche di scavo, trivellazione orizzontale, perforazione guidata. La trivellazione orizzontale viene fatta con una trivella (boring machine) in grado di fare un foro di grande diametro, dopo aver effettuato un piccolo foro di guida. Nel foro così realizzato viene inserito un tubo entro il quale viene fatta passare la condotta, tenuta al centro del tubo con opportuni spaziatori per ridurre la corrosione. Nella perforazione guidata si opera come nella perforazione petrolifera: viene realizzato un foro pilota (con un angolo, ad esempio, di 12°), che viene poi allargato al diametro voluto. Uno dei più lunghi attraversamenti (circa 1.300 metri) è stato realizzato sotto l’Orinoco (Venezuela) con una condotta di 22”. Una alternativa a questi metodi è rappresentata dagli attraversamenti aerei (pipeline suspension bridge), strutture di acciaio che tengono sospesa la condotta al di sopra dell’ostacolo. L’oleodotto dell’Alaska (48”) attraversa il Tanana River con una luce di 400 metri, è costato 5 milioni di dollari ed è stato progettato per resistere a un vento di 180 Km/ora, a una variazione di temperatura da -55° a 40°C e a terremoti non superiori a 7,5 della scala Richter.

Condotte, controllo delle
Ispezione di una condotta al fine di verificare eventuali perdite, erosioni del suolo circostante ed altre condizioni anomale. Un tempo l’ispezione si effettuava seguendo il tracciato a cavallo. Successivamente, dall’alto, con aerei leggeri. L’ispezione aerea è tuttora utilizzata, ma sono state sviluppate strumentazioni ed apparecchiature di monitoraggio che danno una più rapida e precisa localizzazione delle perdite. Ad una sala di controllo arrivano in tempo reale le telemisure relative ai parametri delle diverse tratte delle condotte. In gran parte questo sviluppo è stato stimolato dal crescente impegno sulla sicurezza delle condotte e sulla protezione ambientale.

Condotte, costruzione di
Le tecnologie costruttive delle condotte dipendono dall’area geografica, dal terreno, dall’ambiente, dal tipo di condotta, dalle restrizioni e dagli standard regolamentari imposti dai governi e dalle Agenzie di supervisione. Si possono distinguere in condotte terrestri, marine, artiche. Le maggiori differenze costruttive esistono tra le condotte marine e le altre. Le condotte in terra sono meno costose. Malgrado le molte differenze, la progettazione di pipeline, sia per i liquidi sia per il gas naturale, hanno molte caratteristiche in comune, tra cui i metodi per la determinazione del diametro, la potenza richiesta per le pompe o per i compressori, gli standard di sicurezza e lo studio dell’impatto ambientale, la giunzione dei tubi mediante saldatura ed il loro controllo, l’interramento della pipeline o la copertura sul fondo del mare delle condotte marine.

Condotte, ispezione di
(vedi Condotte, controllo delle)

Consiglio mondiale dell’energia
Organismo internazionale, non governativo, senza scopo di lucro, al quale aderiscono oltre cento paesi attraverso propri comitati nazionali. Gli obiettivi del WEC consistono nello studiare e discutere tutte le questioni legate al campo dell’energia, al fine di fornire consigli e raccomandazioni ai responsabili del settore energetico. Il WEC organizza ogni tre anni un Congresso Mondiale dell’Energia al quale partecipano studiosi, esperti, imprenditori, uomini di governo e rappresentanti di organismi internazionali.

Consumo di acqua
Quantità di acqua destinata al consumo per qualsiasi uso (civile e industriale) direttamente o indirettamente afferente l’impianto in progetto, al netto di eventuali ricicli.

Consumo di energia elettrica
Quantità di energia elettrica destinata al consumo per qualsiasi uso (civile e industriale) direttamente o indirettamente afferente l’impianto in progetto.

Consumo di suolo
Quantità di terreno, sotto forma di materiale escavato, inteso sia come suolo superficiale che come materiale di cava, che risulta necessario alla costruzione e all’esercizio dell’impianto in progetto. Il consumo si riferisce al terreno necessario, ad esempio per il livellamento dell’area, la costruzione di rilevati, la preparazione del calcestruzzo, ecc. e, inoltre, alla sottrazione di tale risorsa ad utilizzi di altri tipo (agricoli, ricreativi, ecc.).

Contaminazione
Effetto provocato da un agente esterno (contaminante) scaricato in un sistema recettore (acqua, aria, suolo).

Conversione
Lavorazione, termica o catalitica, di frazioni petrolifere finalizzate alla produzione di prodotti di maggiore qualità e minore impatto ambientale nell’uso finale. Viene effettuata in impianti complessi a condizioni operative di alta temperatura e pressione.

Conversione, fattori di
Coefficienti che consentono di confrontare su una base comune delle quantità espresse con unità di misura diverse. Le misure di uso corrente nel campo dell’energia riguardano le unità di massa, di volume, di energia.

Conversione, processi di
Processi di raffineria che permettono la trasformazione di frazioni pesanti del greggio in frazioni più leggere. Appartengono a tali processi il cracking (vedi), il visbreaking (vedi), il coking (vedi Coke), la gassificazione dei residui di raffineria, ecc. Il rapporto fra la capacità di trattamento complessiva di questi impianti e quella degli impianti di frazionamento primario del greggio, esprime il grado di conversione della raffineria; più esso è elevato, più la raffineria è flessibile e offre maggiori prospettive di redditività (ma è anche più complessa e quindi a maggior capitale investito e con maggiori costi di gestione). Le raffinerie con capacità di conversione sono quindi in grado di seguire le richieste del mercato, mentre quelle più semplici sono rigidamente legate alla natura del greggio lavorato, con un conseguente eccesso strutturale, più o meno marcato, di prodotti pesanti rispetto alla effettiva domanda di mercato.

Corinair
Progetto promosso dall’Unione europea con il fine di raccogliere e organizzare informazioni sulle emissioni inquinanti nei paesi dell’Unione. L’ENEA partecipa al progetto, in qualità di referente ufficiale dell’Italia, su mandato del Ministero dell’Ambiente. Corinair è parte di un lavoro della European Environmental Agency.

Corografia
Studio o descrizione di una regione o di altra porzione limitata della superficie terrestre, normalmente comprensiva di ambienti diversi (carta corografica).

Corrente
Movimento di masse d’acqua o d’aria, dovuto a varie cause di carattere fisico e geofisico.

Corrosione
Distruzione graduale di un metallo o lega dovuta all’azione di un agente chimico, che può essere anche l’ossigeno dell’aria.

Costante solare
La costante solare è la quantità di radiazione solare che la Terra riceve; precisamente, essa equivale alla quantità di 2 calorie per cm2, questo è infatti il valore di radiazione che raggiunge il limite superiore dell’atmosfera.

Costi ambientali
Riduzione del livello di benessere collettivo dovuto all’impatto di un progetto sull’ambiente. Generalmente di difficile quantificazione in quanto nasce dalla percezione privata di ciascun individuo. Il termine viene anche comunemente utilizzato per indicare semplicemente un peggioramento relativo a una o più componenti ambientali.

Costi di produzione
Costi subiti per operare e mantenere in efficienza i pozzi di sviluppo e i relativi impianti. Sono detti anche lifting costs. Fra questi sono compresi il costo della manodopera, le riparazioni e la manutenzione, i materiali, le forniture, le tasse, le assicurazioni, gli ammortamenti.

Costi di ritrovamento, indice dei
Indice che misura il livello di efficienza dimostrato nel ritrovamento di nuove riserve. Questo indice deriva dal confronto fra i costi sostenuti e la variazione di riserve conseguita nel periodo preso in esame.

Costi di sviluppo
Costi subiti al fine di acquisire riserve petrolifere certe e realizzare gli impianti per estrarre, trattare, trasferire e immagazzinare olio e gas. Rientrano fra questi costi la preparazione del sito, la costruzione di strade e di sistemi di comunicazione, la perforazione dei pozzi di sviluppo e di servizio, le piattaforme, i sistemi di pompaggio, i separatori, le tubazioni, ecc. Si tratta di costi in buona parte capitalizzati.

Costi esplorativi
Costi sostenuti per l’identificazione di un’area in cui condurre ricerche minerarie e per le ricerche stesse, compresi i pozzi esplorativi. (vedi Full costing e Successful effort method)

Costo-opportunità
Principio da applicare nella determinazione del costo di produzione delle risorse esauribili non rinnovabili e quindi anche degli idrocarburi. L’utilizzatore deve considerare non solo i costi di produzione (in senso lato) ma anche il costo-opportunità di esaurire una risorsa non rinnovabile. Nel caso degli idrocarburi lo user cost misura il valore della risorsa-stock residuale, mentre il prezzo di mercato misura il valore della risorsa-flusso scambiata sul mercato.

Costruzione di scogliere/ Piattaforme
Politica USA per promuovere la conversione di piattaforme dismesse in scogliere artificiali per la vita marina.

COT
(vedi Carbonio Organico Totale)

Cotiledoni
Foglia embrionale, spesso ricca di sostanze di riserva, presente nei semi delle piante Angiosperme;essa é singola nelle Monocotiledoni, doppia nelle Dicotiledoni.

COV
(vedi Composti Organici Volatili)

Cracking
Processi di raffineria che hanno lo scopo di spezzare le grosse molecole di idrocarburi costituenti le frazioni medio-pesanti e pesanti, ricavate dal frazionamento primario del greggio, per realizzarne la conversione in frazioni più leggere (specialmente benzine). Il processo di cracking oggi più diffuso è il cracking catalitico a letto fluido (fluid catalytic cracking, FCC), alimentato con gasolio ottenuto dalla distillazione sotto vuoto. Un impianto di questo genere è assai complesso e costoso, ma conferisce notevole flessibilità operativa alla raffineria, giustificando il capitale investito.

Crepaccio
Fenditura, di dimensioni e forme variabili, presente nella superficie di un ghiacciaio. Esso é causato dal lento movimento del ghiacciaio e dai cambi di direzione della massa glaciale e quindi dalla sua fratturazione. Può essere notevolmente profonda e anche molto pericolosa.

Crisi petrolifera
Quando si parla di crisi petrolifera ci si riferisce ad un rallentamento nella crescita economica mondiale che si verificò nel 1973 e nel 1979. Contemporaneamente, si ebbe la diminuzione nella domanda e nel consumo di petrolio, per via del rincaro dei prezzi e della diminuzione delle forniture da parte degli Stati del Golfo Persico. Questa crisi venne determinata dalla quarta guerra arabo-israeliana, per cui molti paesi arabi, appartenenti all’O.P.E.C. (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) decisero un brusco rincaro dei prezzi del petrolio greggio e la restrizione selettiva delle forniture. I paesi industrializzati, che avevano fondato la propria economia sull’importazione e utilizzo di questa risorsa, si trovarono profondamente colpiti. Ci si rese conto, allora, che il petrolio non è una fonte infinita di energia e che quindi si doveva indirizzare la ricerca verso l’utilizzo e lo sviluppo di fonti energetiche alternative.

Cristallizzare
Liquido, vapore o solido amorfo che assume una forma cristallina, cioè gli atomi di cui è composto si dispongono secondo un determinato ordine geometrico nello spazio.

Croce di produzione
Componente dell’attrezzatura di superficie per il completamento del pozzo. Il fluido prodotto dal giacimento, che arriva in superficie attraverso il tubing, passa nella croce di produzione che consiste in una serie di valvole di intercettazione disposte su una croce. La croce ha la funzione di dirottare la direzione del flusso del fluido da verticale (nel tubing) a suborizzontale (nella condotta). La croce viene comunemente identificata con il diametro, la pressione di esercizio, il tipo di acciaio.

Crosta terrestre
E’ lo strato più esterno del globo terrestre. Essa si distingue in crosta oceanica (l’insieme dei fondali oceanici) e in crosta continentale (ovvero tutte le rocce e i terreni che costituiscono i continenti). La crosta oceanica raggiunge una profondità di 7-8 Km ed è composta da basalti; la crosta continentale raggiunge profondità variabili da 30 a 50 Km.

Crostacei
Classe di artropodi, per lo più acquatici, con corpo ricoperto da un involucro calcareo, forniti di 4 antenne, quattro mandibole e dieci o più zampe di cui il primo paio a volte trasformato in pinze (chele); sono principalmente acquatici, anche se alcuni sono terrestri.

Curve di isoconcentrazione
Linee congiungenti i punti a uguale concentrazione di sostanze in acqua, aria o suolo; forniscono un metodo utile alla rappresentazione dei livelli di qualità del mezzo su una determinata area.

 

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