Possibili minacce

La tundra è un ecosistema sostanzialmente formato da paludi congelate e bassa biodiversità per quanto riguarda la vegetazione. Tuttavia è uno degli habitat più sensibili al mondo, infatti, alcuni studiosi credono che il riscaldamento globale causato dall’effetto serra, possa devastare le regioni artiche, compresa la tundra che si trova al loro interno. Un terzo del carbonio presente sul suolo terrestre si trova nel permafrost delle tundra e quindi, quando il suolo congelato inizia a sciogliersi, il contenuto organico inizia a decomporsi, rilasciando in aria anidride carbonica che va ad incrementare l’effetto serra antropico. Inoltre lo scioglimento del permafrost potrebbe influire sulle specie vegetali e animali che vivono nella tundra.
L’inquinamento dell’aria potrebbe inoltre causare nuvole di smog che contaminerebbero i licheni, una risorsa alimentare fondamentale per le specie animali che vivono in questo ecosistema particolare.
Inquinamento a lunga distanza
Benché lontana e sperduta, anche la tundra risente degli effetti negativi di alcune attività umane. I problemi più importanti sono dovuti all’inquinamento legato alle attività di estrazione. Di recente, la portata dei principali fiumi siberiani, il Lena e lo Yenisey, è aumentata notevolmente nonostante la contemporanea diminuzione delle precipitazioni. Secondo i ricercatori, l’acqua che gonfia i fiumi deriva dalla tundra. Infatti recenti studi hanno dimostrato che il permafrost si sta assottigliando, probabilmente a causa del surriscaldamento globale del pianeta. L’aumento della quantità di acqua dolce che sfocia nell’oceano Artico potrebbe alterare la salinità del mare e mettere a rischio la sopravvivenza degli ecosistemi acquatici.

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