Una terra brulla

Il termine “tundra” deriva da una parola lappone che significa “terra brulla”. Il territorio si presenta pianeggiante, con poca vegetazione e pressoché privo di rilievi: un deserto freddo. Il clima della tundra varia a seconda che si trovi in una regione oceanica o in una regione continentale. Per esempio, nella tundra europea, riscaldata dalla Corrente del Golfo, il terreno rimane molti mesi non ghiacciato, mentre la tundra continentale canadese è sempre gelata. In Europa la tundra inizia alla latitudine 7°N, mentre in Canada orientale inizia a partire da 55°N. Durante il lungo inverno, le minime mensili non scendono mai sotto i –10°C nella tundra europea, mentre toccano i –30°C in Alaska. In Siberia orientale le temperature medie invernali possono raggiungere i –50°C.
Dato che durante i mesi invernali il sole non sorge, la tundra trascorre diversi mesi in una lunga e gelida notte. Al contrario, durante il periodo estivo, il sole si mantiene sempre, o quasi sempre, sopra l’orizzonte senza che ci sia una vera e propria notte. L’energia solare che giunge sul terreno è comunque scarsa poiché il sole rimane molto basso sull’orizzonte. Ne consegue che l’acqua contenuta nel suolo gela per molti metri di profondità e forma uno strato di terreno duro che si scioglie in superficie solo in estate. Il terreno ghiacciato della tundra prende il nome di permafrost (dall’inglese permanent frost che significa “sempre gelato”). L’evaporazione è molto ridotta, perciò, anche se piove pochissimo, durante l’estate artica si formano estese zone umide a causa dello scioglimento degli strati più superficiali del suolo.

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