Vita e materia organica

La frazione organica del suolo proviene dagli organismi che vivono sopra e sotto la sua superficie. La molteplicità di tali organismi e l’esorbitante numero di sostanze che essi sintetizzano, che vanno dai semplici aminoacidi ai grandi polimeri naturali come la lignina, spiegano la grande varietà di materia organica presente nel terreno. Nel suolo i residui degli organismi vegetali e animali non sono tutti biodegradabili alla stessa maniera. Buona parte di questi residui rimane pressoché immutata per periodi anche piuttosto lunghi, accumulandosi nel tempo. A ciò si deve aggiungere che in molti ambienti come le torbiere e le brughiere di latitudini o di altitudini elevate, il clima è dominato per la maggior parte dell’anno dalle basse temperature atmosferiche che rallentano i fenomeni di decomposizione. Quando la materia organica del suolo perdura nel tempo, si forma uno strato superficiale costituito da una matrice color bruno che, se da un lato ha perso le caratteristiche macroscopiche dei materiali originali da cui deriva, dall’altro è in grado di mantenersi in questa fase per periodi indefiniti. La sostanza che ne deriva prende il nome di humus. L’humus è stato studiato a lungo, soprattutto dal punto di vista della sua chimica; ciononostante, a tutt’oggi non è possibile descriverne nel dettaglio la composizione. Per esempio, è noto che una parte dell’azoto organico che contiene è riferibile alla presenza di aminoacidi, aminozuccheri e acidi nucleici, tuttavia non è del tutto chiara la natura della parte restante. Quello che si può dire, tuttavia, è che l’humus è un materiale fondamentale nel garantire un serbatoio di materia organica utile agli organismi del suolo.

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