Vertebrati

Negli studi sulla biologia del suolo, ai vertebrati è stata riconosciuta l’importanza che meritano soltanto negli anni recenti. Il fatto che questi animali siano dotati in media di una mobilità molto più pronunciata rispetto agli invertebrati, probabilmente ha fatto passare in secondo piano alcuni loro adattamenti alla vita ipogea di cui oggi viene riscoperta l’importanza. Con il tempo, in pratica, i biologi si sono resi conto che, pur essendo dotati di una grande flessibilità ecologica, molti vertebrati intrattengono con gli ambienti di suolo rapporti molto stretti. Va subito ricordato che anche la pedofauna vertebrata, dai pedobiologi chiamata anche megafauna, mostra una variabilità dimensionale notevole, che va dai pochi cm degli insettivori (vedi il toporagno) e dei piccoli anfibi, alle dimensioni ben maggiori degli ofidi e dei roditori più grandi. Come si può intuire, i vertebrati adattati all’esistenza ipogea comprendono tutti i gruppi che abbracciano l’intera serie dei tetrapodi. Molti di questi, per esempio, trascorrono una parte dei loro cicli di vita in cavità naturali o ripari scavati appositamente nel terreno, proprio per i vantaggi che queste soluzioni di vita offrono sia in termini di protezione dai predatori, sia in termini di migliore regolazione di alcune funzioni fisiologiche (come per esempio la termoregolazione e il risparmio idrico) . Diversamente da quanto forse ci si aspetterebbe dopo ciò che è stato detto in materia di flessibilità ecologica, i vertebrati includono alcuni animali che possono, anzi devono, vivere in condizioni ecologiche molto ristrette, come quelle tipiche di alcuni habitat ipogei degli ecosistemi tropicali. Ciò viene testimoniato dagli anfibi a corpo vermiforme – i cosiddetti gimnofioni (o cecilie) – i cui adattamenti al suolo hanno raggiunto un grado di specializzazione formidabile. Questi animali, oltre ad avere perduto completamente gli arti, sono spesso caratterizzati da una regressione degli occhi e da una riduzione dei pigmenti cutanei. Il loro sistema di vita, quindi, è assai simile a quello di molti invertebrati, a cui assomigliano per “convergenza adattativa”.

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