Il degrado del suolo

Il suolo è un sistema dinamico in equilibrio con gli altri elementi dell’ambiente circostante, che l’uomo può compromettere attraverso le sue attività e comportamenti. Lo sviluppo urbano delle città, l’espansione industriale, la costruzione di infrastrutture quali ferrovie, strade, ponti, l’agricoltura, sono tutte attività che hanno modificato la destinazione del suolo nel corso del tempo e ne hanno in alcuni casi determinato il degrado. Il degrado del suolo si manifesta, in tempi più o meno lunghi, attraverso alcuni fenomeni: la desertificazione, l’erosione dello strato superficiale, l’aumento anomalo del contenuto in sali (salinizzazione), l’acidificazione e la presenza di inquinanti.
L’inquinamento del suolo è un fenomeno particolarmente grave poiché ha ripercussioni, oltre che sulla sua produttività, anche sulla composizione delle acque con cui viene in contatto (specialmente quelle potabili delle falde acquifere) e, sia pure in minor misura, dell’atmosfera. È pertanto importante che l’uomo svolga le proprie attività in modo compatibile con il mantenimento di un livello elevato di qualità ambientale del suolo, intervenendo, dove necessario, per eliminare l’inquinamento prodotto negli anni passati (attività di ripristino), e soprattutto evitando un suo sfruttamento eccessivo o errato.
L’inquinamento diretto del suolo, mediante il rilascio di inquinanti inorganici e/o organici, può avvenire:

  • nei terreni agrari, quando l’equilibrio naturale viene turbato dalle acque di irrigazione inquinate, dai fitofarmaci, dagli erbicidi, dai fertilizzanti, ecc.
  • nelle aree urbane, industriali, dismesse e vicino alle miniere, in conseguenza dello smaltimento non corretto di reflui (acque utilizzate nei processi produttivi o di fogna) e al deposito di materiali di scarto contenenti prodotti chimici inquinanti.

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