Un lago rosso fuoco

Il lago di Tovel nel Trentino è noto in tutto il mondo per l’eccezionale fenomeno dell’ “arrossamento delle sue acque” che si verificava fino a non molto tempo fa nelle sue acque. Durante le ore più calde di alcune giornate estive, ampie porzioni della superficie lacustre assumevano un’intensa colorazione rossa, dando vita ad uno scenario incredibile. La spettacolare colorazione era dovuta alla forte concentrazione raggiunta da un’alga unicellulare appartenente ai dinoflagellati, il Glenodinium sanguineum (chiamato anche Woloszynskya coronata). Questa alga, lunga appena 1/50 di mm, in particolari condizioni di stress accumula speciali pigmenti, chiamati carotenoidi, che la fanno apparire completamente rossa. Il 1964 è l’ultimo anno in cui il fenomeno dell’arrossamento si è presentato con la consueta intensità; da allora l’alga, pur rimanendo presente nel lago, non ha più raggiunto la concentrazione necessaria ad “infuocarne” le acque. Dal 2001 la Provincia Autonoma di Trento finanzia un progetto di ricerca per poter interpretare i fattori responsabili del mancato arrossamento delle acque del Lago di Tovel.
Il progetto non ha lo scopo di ripristinare le condizioni che nel passato portavano alla fioritura dell’alga. Si intende solamente acquisire tutte le informazioni e conoscenze riguardanti la peculiarità del lago di Tovel, e ciò per consentire agli amministratori locali di effettuare le migliori scelte circa il futuro destino del lago. Il lago di Tovel, infatti, si trova in un’incantevole località, che è meta di turisti ed escursionisti come molti dei laghi alpini, è una preziosa riserva idrica per l’agricoltura delle vallate trentine, una riserva di acqua potabile; per non parlare del valore aggiunto costituito dal fenomeno dell’arrossamento delle sue acque.

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